IPSP2017, squadra vincente Areaderma. Foto di Romano Magrone, archivio Università di Trento.

Eventi

IPSP: AIUTARE LE AZIENDE CON LA FISICA

Quarta edizione di Industrial Problem Solving with Physics. Intervista a Marco Zanoli

27 luglio 2017
Versione stampabile
di Martina Vivaldi
Tirocinante Alternanza Scuola-Lavoro presso la redazione di UnitrentoMag.

IPSP (Industrial Problem Solving with Physics) è un’iniziativa organizzata dal Dipartimento di Fisica, dalla Scuola di dottorato in Fisica e dalla Divisione Supporto Ricerca Scientifica e Trasferimento Tecnologico dell’Università di Trento, con l’obiettivo di avvicinare giovani fisici al mondo dell’industria e viceversa. La competizione si è svolta dal 17 al 22 luglio presso il Polo Scientifico e Tecnologico "Fabio Ferrari" a Povo ed è stata vinta dalla squadra dell’Ateneo trentino che ha lavorato con Areaderma srl. Marco Zanoli, dottorando in Fisica all’Università di Trento, fa parte del comitato scientifico dell’iniziativa.

Marco, siamo arrivati alla quarta edizione dell’Industrial Problem Solving with Physics (IPSP). A chi si rivolge e chi sono i promotori?
IPSP è un evento nato nel Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento dall’idea di tre miei ex colleghi dottorandi. È promosso insieme a Confindustria e al Polo Meccatronica – Trentino Sviluppo e si rivolge a studenti under 35 di laurea magistrale, di dottorato, ma anche postdoc o assegnisti di ricerca, con un background in fisica. In sei giorni effettivi di duro lavoro devono confrontarsi con problemi reali che vengono da alcune aziende per poter trovare soluzioni efficaci o prospettive nuove che siano utili per l’industria. 

Di quali progetti vi siete occupati in questa edizione?
La selezione, molto agguerrita, ha visto quest’anno la partecipazione di ben undici aziende e venti problemi, perché a un’azienda è concesso presentare anche più di un quesito. L’hanno spuntata in tre. C’è l’Adige Spa del Gruppo BLM, che ha già partecipato alla nostra prima edizione e porta un problema che riguarda l’analisi balistica dello spray metallico in un flusso fluidodinamico turbolento durante il suo processo di taglio laser. È presente anche l’Areaderma di Pergine, la quale ci ha chiesto di studiare il comportamento delle materie prime per prodotti di cosmesi con l’utilizzo di microonde. La soluzione trovata per questo problema è risultata così convincente che si è aggiudicata il primo premio. Il fatto che si sia candidata anche la Tecnorad di Verona rappresenta una novità assoluta di quest’anno, perché è la prima azienda proveniente da fuori regione. Il suo problema si concentra sullo studio e lo sviluppo di sistemi di lettura automatici per le letture di pellicole dosimetriche che trovano spazio in ambienti ospedalieri o dove compaiono macchine radiogene.

Oltre alla risoluzione dei problemi che vi pongono le industrie, quali altri benefici traggono i partecipanti a quest’iniziativa in primis e l’Università di Trento più in generale?
Innanzitutto, parte del lavoro che viene svolto è coperto da segreto industriale. Le imprese possono sperimentare il fatto di poter avere per una settimana un gruppo di ricerca e sviluppo formato da giovani scienziati che affrontano i problemi noti all’azienda, ma con un approccio completamente diverso, trovando anche metodologie di lavoro e punti di vista che alle ditte potrebbero essere oscuri. D’altro canto, spesso accade che i nostri giovani ricercatori non abbiano una vera e propria esperienza lavorativa e qui hanno quindi la possibilità di confrontarsi con degli esempi concreti. 
Sia le aziende che l’Università traggono molti benefici da IPSP. L’Adige Spa – BLM Group ha deciso di investire in una collaborazione con l’Università e il Dipartimento di Fisica finanziando una borsa di dottorato. Il dopo IPSP mette in moto una grossa macchina, quella del trasferimento tecnologico. Le imprese, una volta che sperimentano come la ricerca applicata funzioni, capiscono l’importanza di questo progetto; infatti già da ora alcune aziende si stanno informando sul “dopo” IPSP. Altre, invece, rimangono un polo di attrazione per alcuni nostri colleghi, che spesso vengono successivamente assunti dalle ditte stesse. Inoltre, quest’edizione siamo anche stati scelti come caso di studio da due rappresentanti della Technical University of Dresden, che hanno visto in IPSP un punto d’incontro tra la ricerca e le industrie, e questo rappresenta sicuramente un onore per l’Università. 

Oltre alle aziende, anche alcuni tra i cervelli provengono da fuori Trentino?
Sì, quest’anno io e Carmelo Mordini, in qualità di comitato scientifico, abbiamo voluto cercare di espandere gli orizzonti di IPSP anche dal punto di vista dei cervelli. Per far questo abbiamo deciso di utilizzare non solo la classica mail istituzionale, ma anche i canali social a cui studenti e dottorandi siano veramente interessati e siamo riusciti ad arrivare sia al nord che al sud Italia. Su venticinque partecipanti, infatti, ben cinque provengono da altri atenei.