Viaggi e incontri di un artista dimenticato. Il Rinascimento di Francesco Verla

Mostra organizzata da Museo Diocesano Tridentino e Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento

Esposizione dall'8 luglio al 6 novembre 2017
Versione stampabile

Luogo: Museo Diocesano Tridentino, Trento

Viaggi e incontri di un artista dimenticato. Il Rinascimento di Francesco Verla è la prima mostra monografica mai dedicata a questo singolare pittore, noto per lo più agli studiosi, ma poco al grande pubblico.

L'esposizione, curata da Domizio Cattoi e Aldo Galli, conclude un complesso percorso di ricerca sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trento.

L’indagine ha fatto emergere numerosi dati inediti, nuove attribuzioni e documenti finora sconosciuti che vanno a riempire significative lacune nella conoscenza di un artista di notevole importanza per la storia dell'arte locale.

Percorso espositivo
La mostra riunisce per la prima volta la gran parte delle opere di Francesco Verla, alcune delle quali restaurate per l’occasione: un corpus di sedici opere - soavi pale d’altare, affreschi e bizzarri fregi a grottesche - radunato grazie a prestiti provenienti da numerose istituzioni nazionali e chiese del Vicentino e trentine. L'itinerario di visita, che intreccia opere note ad altre pressoché inedite, svela al visitatore la singolare personalità artistica del Verla e permette di misurane i debiti con Pietro Perugino e Bartolomeo Cincani, detto il Montagna, maestro della civiltà figurativa vicentina tra XV e XVI secolo. Per ricostruire al meglio i contesti storici e stilistici dell'epoca, saranno poste a confronto con le opere del Verla una pala del Montagna proveniente da San Giovanni Ilarione, già a Vicenza, una scultura lignea di bottega veronese della fine del XV secolo e un dipinto legato al mondo figurativo di Pietro Perugino.
Nel contesto dell’esposizione, a conferma del ruolo di raccordo con la realtà territoriale circostante che il museo deve svolgere, saranno infine valorizzate anche testimonianze pittoriche riferite all'artista vicentino dislocate sul territorio, come il ciclo figurativo della Chiesa di San Pantaleone a Terlago.

Nel progettare il percorso espositivo è stata posta particolare attenzione alle esigenze del visitatore, che in mostra potrà avvalersi di numerosi strumenti - tradizionali e non - per comprendere al meglio i contenuti dell'esposizione. I supporti didattici (didascalie, pannelli di sala...) sono stati pensati tenendo conto delle curiosità emerse dal gruppo di partecipanti all'"Operazione ascolto", un esperimento che il Museo ha ideato per coinvolgere attivamente i destinatari della mostra e coglierne esigenze formative e dubbi. Nelle sale, inoltre, sono installati alcuni video-approfondimenti per presentare ai visitatori i confronti più significativi tra le opere di Verla e i relativi modelli (non solo Perugino, ma anche Andrea Mantegna) e mostrare gli affreschi realizzati da Verla a Terlago, Calliano e Rovereto. I visitatori più tecnologici potranno infine avvalersi della nuovissima app del Museo Diocesano Tridentino, uno strumento agile e innovativo che include anche le opere esposte nell'ambito della mostra Viaggi e incontri di un artista dimenticato. Il rinascimento di Francesco Verla. La app, disponibile gratuitamente per per iOS e Android, è stata sviluppata dalla ditta Gipstech utilizzando un'avanzata tecnologia di localizzazione e navigazione indoor che consente di individuare gli oggetti all’interno degli edifici. Grazie alle mappe interattive è possibile navigare nelle sale del museo attraverso lo smartphone, scoprendo le meraviglie esposte con un semplice tocco.

Non mancheranno le tradizionali visite guidate, programmate ogni prima e terza domenica del mese alle ore 16.00; la partecipazione a questi appuntamenti è compresa nel biglietto d'ingresso all'esposizione. Nel corso dell'estate sono previste quattro speciali visite guidate alla chiesa di San Pantaleone a Terlago: sabato 15 luglio ore 18.00; giovedì 27 luglio ore 21.00; sabato 26 agosto ore 18.00; sabato 16 settembre ore 18.00. La partecipazione a questi appuntamenti è libera e gratuita, il ritrovo previsto presso la chiesa.

Francesco Verla ebbe una carriera itinerante che lo portò nei primi anni del Cinquecento in Umbria, dove conobbe il grande Pietro Perugino, e a Roma, governata allora da papa Alessandro VI Borgia. Qui si diede allo studio dell’arte antica e delle rovine del Palazzo di Nerone, la famosa Domus Aurea, dove scoprì quel genere di decorazioni – allora di gran moda – che erano dette 'grottesche'. Queste esperienze rimarranno indelebili nella sua memoria e il pittore vicentino sarà tra i primi a diffondere a nord del Po un repertorio fatto di dolcissime figure devote e di cornici estrose e bizzarre che lo distinguono nettamente dai contemporanei.
Rientrato in patria, Verla si afferma presto come uno dei pittori più apprezzati di Vicenza, partecipando al cantiere simbolo del Rinascimento in città, quello della chiesa di San Bartolomeo, sciaguratamente distrutta nell’Ottocento. Una grande, bellissima pala d’altare dipinta per una cappella di quell’edificio è stata identificata in quest’occasione e verrà presentata in mostra.
Il precipitare della situazione politica, che vede Vicenza pesantemente coinvolta nella guerra che contrapponeva la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, spinge il pittore a trasferirsi prima a Schio, dove lascia uno dei suoi quadri più ispirati (anch’esso in mostra), e poi, nel 1513, in Trentino. Qui si fermerà per diversi anni, lavorando, oltre che nella città vescovile, a Terlago, a Seregnano, a Calliano, a Mori e a Rovereto, dove prese dimora e dove morì, ancora giovane, nel 1521. In una terra ancora profondamente legata a stilemi gotici, Francesco Verla fece da apripista al rinnovamento culturale e artistico che di lì a poco si sarebbe sviluppato mirabilmente grazie all’azione del principe vescovo Bernardo Cles.
La perdita di molti dei suoi lavori, il successivo arrivo alla corte clesiana di artisti di prima grandezza come Romanino, Dosso Dossi e Marcello Fogolino, e anche un certo imbarazzo della critica davanti alla sua diversità rispetto ai pittori veneti contemporanei, ne hanno a lungo oscurato i meriti. Per il pubblico Verla è dunque oggi un artista ‘dimenticato’. Da qui nasce l’urgenza di riscoprirlo e di rivalutarne il ruolo di alfiere del Rinascimento tra l’Adige e le Alpi.

Maggiori informazioni sono disponibili nel Comunicato stampa allegato.