Il fattore «minoranza linguistica» nella revisione statutaria delle autonomie speciali alpine

Seminario

4 marzo 2017
Versione stampabile

Istituto Cimbro, Luserna
dalle ore 9.30

La revisione statutaria delle Autonomie Speciali Alpine è destinata ad  affrontare una serie di aree tematiche di alta intensità politica, che includono il governo dell’economia e lo sviluppo dell’imprenditorialità, la salvaguardia e la promozione dell’ambiente, lo sviluppo dell’istruzione e della ricerca scientifica, la gestione dei processi di internazionalizzazione e di interazione con le culture altre, la cura della qualità della vita. Tuttavia, il baricentro della revisione statutaria e un elemento di aggregazione comunitaria non può non essere la propria identità tradizionalmente plurale dal punto di vista culturale e linguistico. Tale identità plurale attribuisce pertanto al fattore «minoranza linguistica» un ruolo del tutto rilevante. L’arco alpino si è rivelato un territorio che ha saputo salvaguardare un ricco patrimonio di convivenza fra gruppi che rivendicano la propria identità particolare pur nella condivisione del medesimo territorio nel quale l’insediamento di ciascuno è tradizionalmente consolidato. Le due Province autonome del Trentino e dell’Alto Adige/Südtirol hanno scelto di attivare, in vista della revisione statutaria, procedure di democrazia partecipativa (rispettivamente, la Consulta e la Convenzione/Konvent)  che anche nella loro composizione riflettono tale condizione che rappresenta, del resto, uno dei fondamenti originari dell’autonomia speciale. La Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e il Friuli Venezia Giulia vivono l’incidenza del fattore «minoranza linguistica» con contenuti propri e distinti ma in entrambi i casi fortemente condizionante alcune delle principali opzioni di revisione statutaria.
La rilevanza del tema sollecita una riflessione comune, secondo criteri scientifici, che permetta di valorizzare quanto il fattore «minoranza linguistica» abbia contribuito alla attuale configurazione delle autonomie speciali alpine ma soprattutto ed elaborare ipotesi e linee guida che possano contribuire a mettere a fuoco l’ulteriore contributo che tale fattore potrà dare alla revisione statutaria.

Programma

Sabato 4 marzo 2017
Sede: Istituto Cimbro, Luserna 

Prima sessione (9:30-12:30)

Presidenza: Francesco Palermo, Università di Verona, EURAC Bolzano, Senato della Repubblica

Saluti: Anna Maria Trenti Kaufman, Direttore-Diretor, Istituto Cimbro – KulturInstitut Lusérn

Introduzione: Roberto Toniatti, Università di Trento

Relazioni

  • Il fattore «minoranza linguistica» nella revisione statutaria della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste
    Roberto Louvin, Università della Calabria
     
  • Il fattore «minoranza linguistica» nella revisione statutaria del Friuli Venezia Giulia
    Elena D’Orlando, Università di Udine

Discussant: Massimo Carli, Università di Firenze

Discussione

Pranzo 

Seconda sessione (14:30-17:30)

Presidenza: Gianfranco Postal, Corte dei Conti, Trento

Relazioni

  • Il fattore «minoranza linguistica» nella revisione statutaria del Trentino 
    Jens Woelk, Università di Trento
     
  • Il fattore «minoranza linguistica» nella revisione statutaria dell’Alto Adige/Südtirol
    Esther Happacher, Università di Innsbruck 

Discussant: Simone Penasa, Università di Trento

Discussione

Conclusioni

Francesco Palermo, Università di Verona, EURAC Bolzano, Senato della Repubblica 

La partecipazione al seminario e al pranzo (buffet) è soggetta ad iscrizione tramite la compilazione del form di adesione on line che troverete all'interno del box link utili.

Si ringrazia l'Istituto Cimbro di Luserna per la cortese ospitalità e il Servizio Minoranze linguistiche locali e relazioni esterne della P.A.T. per il contributo all'organizzazione dell'evento.