Il caso di Edgardo Mortara

Dalla ricerca di archivio alla produzione cinematografica

22 giugno 2017
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Ore 17.00
Luogo: Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Via Verdi 26, Trento - Aula Kessler

La sera del 23 giugno 1858 a Bologna la polizia bussò alla porta della casa di Momolo Mortara, rispettato mercante ebreo. Lo scopo: farsi consegnare il figlio Edgardo di sei anni. Il motivo: all’Inquisitore di Bologna risultava che il bambino fosse stato segretamente battezzato e la legge dello Stato pontificio non tollerava che un bambino cristiano crescesse all’interno di una famiglia ebrea. Tra le proteste della famiglia, Edgardo iniziò un lungo viaggio verso Roma per diventare un buon cattolico. Ma la vicenda non riguardò solo la famiglia Mortara. Mobilitò l’opinione pubblica liberale, indignò le comunità ebraiche, provocò l’entrata in scena del papa Pio IX stesso e finì per influenzare addirittura la storia d'Italia...

  • David Kertzer discuterà con Diego Quaglioni, Christian Zendri e il pubblico del rapporto tra ebrei e Vaticano, di battesimo, Inquisizione e Risorgimento, ma anche di cinema, storia e di come dal lavoro di archivio dello storico si costruisca la sceneggiatura di un film.

L’incontro sarà introdotto da Francesca Decimo e Alberto Brodesco.

La storia di Edgardo Mortara, sorprendentemente ignorata dagli storici moderni, è stata riportata alla luce nel 1996 da David Kertzer con la pubblicazione del libro Prigioniero del papa re (Rizzoli, tradotto anche in inglese e in molte altre lingue) ed è stata scelta da Steven Spielberg per un suo prossimo film.

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