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Internazionale

PARTITI E MOVIMENTI POPULISTI

Aspetti politici, giuridici ed economici del populismo in Europa e in America Latina

22 novembre 2016
Versione stampabile
di Carlo Ruzza e Leila Giannetto
Rispettivamente professore ordinario di Sociologia Politica e dottoranda presso la Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento.

Lo studio dei partiti e dei movimenti populisti ha ricevuto rilevante attenzione in anni recenti anche a seguito dei successi di queste formazioni politiche in vari contesti europei ed extra-europei. Si tratta di un fenomeno che oltre che in Europa è emerso prominentemente nell’America Latina, ma fino ad ora sono stati condotti solo pochi sforzi sistematicamente comparativi. Molti studi sul populismo si concentrano su un caso studio o su comparazioni limitate. 

Il workshop ‘Political, Legal and Economic Dimensions of Populism’ ha inteso superare questi limiti mettendo in comunicazione tra loro un gruppo di studiosi europei e latino-americani noti per i loro studi su queste tematiche. I casi studio che hanno ricevuto attenzione hanno incluso in particolare, oltre ai partiti populisti italiani, i movimenti che hanno sostenuto la Brexit in Gran Bretagna, i partiti populisti dell’est Europa e particolarmente dell’Ungheria, i movimenti populisti in Venezuela e Argentina e una riflessione teorica ampia sui fattori che in anni recenti hanno alimentato una nuova ondata di formazioni populiste. 

La rilevanza del fenomeno populista non è stata assunta come un dato certo ma si sono innanzitutto discusse le varie definizioni concettuali e la sua variabilità tra destra e sinistra, in diversi tipi di formazioni politiche e in diversi periodi storici. Forme d’azione populista sono rintracciabili in diversi periodi e società e alcuni partecipanti hanno considerato i legami tra formazioni populiste del passato e manifestazioni contemporanee.

Vari studiosi si sono focalizzati sul populismo in relazione a dinamiche che hanno luogo nella sfera della comunicazione politica contemporanea. Sono stati esaminati i rapporti tra populismo e democrazia con particolare riferimento al rapporto tra populismo e rappresentanza politica e agli aspetti populisti dei mutamenti costituzionali recenti, particolarmente nell’Europa dell’Est. Tra i fattori che hanno alimentato la domanda politica di soluzioni populiste si sono enfatizzati gli impatti della crisi finanziaria del 2007 e degli anni recenti in Europa, particolarmente nei paesi dell’Europa del sud. Altri fattori che hanno alimentato la domanda di populismo includono il risentimento in termini più culturali, quindi il populismo viene concettualizzato come una risposta a una perdita di identità, o una reazione alla percepita svalutazione dei propri valori culturali e pratiche sociali in un contesto di accelerati flussi migratori che comportano mutamenti socio-culturali in molte comunità. Si è notato come fattori economici e fattori culturali siano spesso interconnessi e riemergano nella tematizzazione da parte di partiti populisti di un ‘popolo’ concepito come indifferenziato e ‘tradito’ dalle élite politiche che costituiscono il nemico da opporre. Tipicamente, queste élite sono state raffigurate in anni recenti come le élite politiche e finanziarie dell’Unione Europea. 

Il popolo illuso e tradito dalle élite è quindi uno stilema che ricorre spesso, anche accomunando destra e sinistra, e l’élite traditrice è spesso simbolicamente collocata a Bruxelles – una entità lontana che trascina con sé la visione di una globalizzazione ingiusta e sconfinata a cui si contrappone il localismo di momenti partecipativi e deliberativi o di comunità idealizzate come solidamente integrate in ambiti territoriali circoscritti. La prospettiva populista dei ‘perdenti della globalizzazione’ si colora quindi di una rivolta normativa che incorpora quelli che fino a pochi anni fa erano valori e pratiche anche della sinistra e che ora ridefiniscono le categorie del populismo. In questo contesto il populismo del sud Europa connette le prospettive euroscettiche della destra populista, la lotta alla globalizzazione della sinistra radicale in nuove forme che alterano e ridefiniscono alcune delle categorie della rappresentanza politica. 

Tra i fattori che afferiscono alla tematica delle variazioni nell’offerta politica si sono enfatizzate le opportunità politiche colte dalle formazioni che hanno beneficiato dalla radicalizzazione della crisi di legittimità dell’Unione europea. Si sono notati i fattori di contesto che hanno rafforzato l’impatto dei partiti populisti. Tra questi si è notato il ruolo di fattori quali la natura delle leggi elettorali e la connessa necessità di partiti di centro di formare alleanze con formazioni estreme e quindi in alcuni casi anche di tipo populista. 

Il convegno, che si è svolto il 19 e 20 ottobre scorso, è stato partecipato non solo da accademici noti, ma anche da giovani ricercatori e studenti. L’evento è stato organizzato  dalla Scuola di Studi Internazionali e dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, dalla Faculty of Social Sciences Charles University (Praga), dall’Università degli Studi di Perugia, dal network di ricerca “Populismi e Politica Globale” dell’Associazione Italiana di Sociologia Politica.