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Internazionale

I 60 ANNI DEL TRATTATO DI ROMA

L’integrazione europea fra passato e futuro

22 marzo 2017
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di Luisa Antoniolli
Docente della Facoltà di Giurisprudenza e della Scuola di studi internazionali dell'Università di Trento.

Il 25 marzo 2017 ricorrono i 60 anni dalla firma del Trattato di Roma, attraverso cui è stata istituita la Comunità economica europea (CEE, fondata insieme alla Comunità europea dell’energia atomica, CEEA), la cui evoluzione ha portato all’odierna Unione europea. Il momento fondativo si collocava in un contesto drammatico, al termine della seconda guerra mondiale, che aveva lasciato un’Europa distrutta e dilaniata dai conflitti e dai nazionalismi. La gravità della situazione convinse sei paesi europei (Francia e Germania in primis, cui si aggiunsero Italia, Olanda, Belgio e Lussemburgo) ad intraprendere una strada di forte integrazione economica, che nelle intenzioni degli ideatori avrebbe dovuto gradualmente portare ad un’integrazione anche politica. La visione dei “padri fondatori” si è dimostrata alla prova dei fatti ad un tempo lungimirante ed errata: è certamente vero che l’integrazione graduale ha portato ad una notevolissima espansione delle competenze comunitarie e dei paesi partecipanti, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo e alla pace, ma al tempo stesso ciò non ha condotto all’integrazione politica, che anzi nel corso del tempo pare essersi allontanata dall’orizzonte delle possibilità.

Il bilancio di questi sessant’anni mostra quindi uno sviluppo notevolissimo e complesso dell’integrazione europea: l’Unione europea è sicuramente l’esperimento di integrazione regionale più importante al mondo per intensità e risultati conseguiti, tanto che oggi per molti aspetti l’Unione europea viene paragonata ad uno Stato, sebbene da un punto di vista istituzionale continui ad essere una organizzazione internazionale, regolata dai Trattati istitutivi.

Questa natura ibrida, a cavallo fra un’entità statale e un’organizzazione internazionale, è il segno del successo ma anche della crisi del modello: l’integrazione in campo economico, e in parte anche sociale, ha indubbiamente creato molti benefici per i paesi partecipanti, ma al tempo stesso la cessione del potere decisionale degli Stati membri ha creato una pericolosa situazione di deficit democratico: l’Unione europea spesso non riesce a rispondere ai bisogni e agli interessi dei cittadini europei, e al tempo stesso gli Stati non sono in grado di prendere autonomamente delle decisioni. 

La dimensione strutturale dei problemi in cui si dibatte l’Europa di oggi è sotto gli occhi di tutti: dopo la crisi economica e finanziaria è arrivata quella migratoria e della sicurezza, e tutte insieme si sono trasformate in una crisi democratica che mette a repentaglio non solo la tenuta dell’Unione europea, ma anche quella dei suoi paesi, entrambi messi in difficoltà da un vento populista e nazionalista che spazza l’intero continente.

Una crisi di simili dimensioni richiede riforme strutturali e scelte coraggiose, che non si limitino ad operazioni cosmetiche di aggiustamento. La ricorrenza dei sessant’anni non deve quindi essere considerata come un mesto e nostalgico esercizio di amarcord, ma piuttosto come un momento importante in cui fare il punto sugli innegabili successi di questi decenni, ma anche riflettere con lucidità e se necessario con durezza sulle criticità attuali e soprattutto sugli obiettivi futuri dell’integrazione europea, che è ben lungi dall’essere completa e funzionale.

La Scuola di studi internazionali dell'Università di Trento ha deciso di partecipare a questo momento di riflessione con due eventi: il primo è un incontro aperto alla cittadinanza, dal titolo “A 60 anni dai Trattati di Roma: origini, problemi e prospettive dell’UE” che si svolgerà presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia il 23 marzo alle 18.00, in cui Luisa Antoniolli, Andrea Fracasso e Umberto Tulli discuteranno con il pubblico le origini e le prospettive dell’integrazione europea. Il secondo evento sarà un convegno scientifico dal titolo “High and lows of European integration – 60 years after the Treaty of Rome”, che si terrà presso la Scuola di studi internazionali il 6 novembre 2017. L’iniziativa coinvolgerà docenti della Scuola e studiosi nazionali ed internazionali, analizzando con un approccio interdisciplinare alcuni aspetti specifici del processo di integrazione europea.