La Career Fair dello scorso anno ©UniTrento - Ph. Pierluigi Cattani Faggion

Orientamento

In equilibrio tra vita e lavoro

Mercoledì 15 maggio, la Career Fair dell’Università di Trento dedica una tavola rotonda al tema del work-life balance

6 maggio 2024
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di Daniele Santuliana
Ufficio Stampa e Relazioni esterne

1936, con Tempi moderni Charlie Chaplin porta sul grande schermo Charlot, caricatura – ma non troppo – del lavoratore di inizio Novecento, avviluppato e spersonalizzato da un sistema che usa l’essere umano come un mero strumento produttivo. A distanza di quasi cento anni da quella prima, iconica riflessione, il work-life balance, il lavoro ‘sostenibile’, rimane tema di grande interesse per chi si occupa di human resources. Ma anche per chi, più banalmente, ogni mattina deve puntare la sveglia per andare al lavoro. Di questo si parlerà mercoledì 15 maggio alle 12 alla Career Fair 2024 in una tavola rotonda con Agenzia del Lavoro, Confindustria Trento e Randstad.

«In una fase di profonde trasformazioni del mercato del lavoro – spiega Stefania Terlizzi, dirigente generale dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento – le nuove generazioni mostrano un’attenzione maggiore per sostenibilità ed etica, valori che cercano anche nei luoghi di lavoro. Come Agenzia del Lavoro, cerchiamo di farci interpreti di questo cambiamento supportando da una parte le aziende nella costruzione delle job description e nella valorizzazione delle competenze trasversali, ma anche guardando allo sviluppo delle competenze personali con assessment mirati e politiche formative sartoriali che tengano conto dei fabbisogni delle imprese».

Imprese che sempre più si trovano a fare i conti con il fattore demografico, come spiega, Roberto Busato, direttore generale di Confindustria Trento: «Se fino a qualche anno fa la difficoltà nel reclutare risorse umane riguardava solo i profili più specializzati, ora sta diventando un problema trasversale, dall’operaio al manager». Come far fronte a questa sfida? «Per essere più attrattiva un’azienda deve proporre misure di conciliazione lavoro-famiglia, misure particolarmente importanti anche nell’ottica di favorire l’occupazione femminile».

Il tema del work-life balance non riguarda però solo il benessere di lavoratori e lavoratrici, ma tocca direttamente anche la produttività di un’azienda. Busato: «Una ricerca McKinsey ha misurato le performance di aziende che hanno avviato strumenti di conciliazione e welfare, dimostrando come il risultato sia win-win: per chi lavora ma anche per chi fa impresa».

Alla tavola rotonda interverrà anche Andrea Stiz, Hr ambassador, head of human resources di Suanfarma Italia e membro del consiglio generale di Confindustria Trento. «Le imprese – spiega Stiz – devono innanzitutto prendere consapevolezza della necessità di lavorare sul tema della conciliazione. Il passo successivo è quello dell’ascolto: occorre costruire un dialogo con chi lavora, per comprenderne bisogni e aspirazione». In ambito trentino, Suanfarma è esempio di un’azienda che ha puntato su conciliazione e welfare, con politiche che non si limitano a interventi ex post, ma guardano direttamente al futuro. Da questo punto di vista, è stata lungimirante la scelta, presa ormai diversi anni fa, di costituire a Rovereto, insieme ad altre quattro aziende un distretto Family Audit per realizzare iniziative tese a favorire il benessere dei propri collaboratori e collaboratrici.

Il tema dell’ascolto è al centro anche della riflessione di Flavia Dagradi, responsabile customer marketing intelligence di Randstad Italia: «Un’azienda deve saper ascoltare le richieste che arrivano dai potenziali futuri dipendenti, richieste che riguardano soprattutto il benessere e la conciliazione con la vita personale». Perché, spiega Dagradi, «la generazione Z mette al primo posto proprio il work-life balance. Chiede però anche di avere visibilità sul proprio percorso di carriera, di accedere a opportunità formative e di porre attenzione agli aspetti legati alla diversità e all’inclusione. I millennial aggiungono l’importanza della retribuzione e la possibilità di lavorare da remoto».

Quali sono gli strumenti più utilizzati per garantire il work-life balance? Ancora Dagradi: «Innanzitutto, un’offerta di lavoro flessibile in termini di orari, lo smart working e tutti i benefit inseriti nel sistema di welfare aziendale, soprattutto quelli che vanno nella direzione di un supporto psicologico. Oltre alle coperture assicurative di carattere sanitario, la richiesta maggiore è per un sostegno da parte di counselor o servizi psicologici, ma anche corsi di mindfulness, di yoga, di pratiche che aiutino la persona a fronteggiare le varie forme di malessere presenti nelle aziende».