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LA MUSICOTERAPIA NELLA CURA DI PSICOPATOLOGIE E DISTURBI DELLO SVILUPPO

Studi, esperienze, interventi presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive

27 novembre 2016
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di Stefano Cainelli
Musicoterapeuta collaboratore ODFLab, Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, Università di Trento.

“La Musicoterapia è l'uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un cliente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l'apprendimento, la motricità, l'espressione, l'organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici, al fine di soddisfare le sue necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive” (Federazione Mondiale di Musicoterapia WFMT).

La musicoterapia è quindi una pratica di intervento che utilizza la musica e i suoni, per attivare e regolare le emozioni e gli stati affettivi nell’interazione e nella relazione, verso la costruzione di processi di socializzazione più ampi ed integrati. Può essere progettata a livello individuale e di gruppo. Nella pratica clinica ci sono varie tecniche che vanno dalla musicoterapia attiva che si basa sulla improvvisazione, quindi sulla sintonizzazione con le produzioni del paziente in un dialogo sonoro, a quella recettiva dove viene somministrato l’ascolto di brani musicali specifici e analizzati nel rapporto con il paziente, al songwriting ovvero la scrittura di canzoni, al drum circle, tecnica utilizzata nei gruppi. Esistono diverse scuole di musicoterapia che hanno differenti teorie di riferimento sia musico terapeutiche, che psicologiche con relative diverse impostazioni metodologiche. Questa pratica viene utilizzata in diversi ambiti di intervento riabilitativo e psicoeducativo: nei corsi di preparazione al parto con le madri e nella successiva costruzione della relazione dei genitori con il neonato; nel trattamento delle patologie dell’anziano quali Parkinson, Alzheimer e demenza; nelle diverse psicopatologie dello sviluppo e nel trattamento delle dipendenze. 

Al Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione (ODFLab) del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento da molti anni la musicoterapia viene utilizzata nel trattamento specifico dei disturbi del neurosviluppo, in particolare nei disturbi dello spettro autistico, con diversi studi e ricerche atte a evidenziare i risultati ottenuti e la validità del trattamento. 

Le ricerche svolte hanno rilevato che la musica costituisce un dominio di funzioni e interessi preservati e non deficitari e un potenziale e intellegibile stimolo affettivo che cattura emozionalmente gli individui con disturbi dello spettro autistico (ASD), i quali non solo mostrano spesso una chiara preferenza per gli stimoli musicali ma sono in grado di distinguere adeguatamente la valenza emotiva dei brani musicali. Gli studi di neuroscienze effettuati attraverso la neuroimaging con la FMRI, compiuti anche all’Università di Trento, dimostrano come nei soggetti con ASD la percezione delle emozioni trasmesse dalla musica sia relativamente intatta, similarmente a quella dei soggetti con sviluppo tipico. Questi studi neurobiologici supportano ulteriormente l’utilizzo della musicoterapia con i soggetti con ASD e la pone tra le tecniche adatte a favorire l’espressione emotiva, facilitare la comunicazione e incrementare le abilità sociali (Caria, Venuti, Defalco 2010; Quintin et al. 2010).

All’ODFLab la musicoterapia viene integrata con altri tipi di intervento riabilitativo e terapeutico in un progetto di presa in carico multidisciplinare. Questo tipo di intervento utilizza tecniche musicoterapiche specifiche per promuovere l’espressione emotiva, la comunicazione interpersonale e la relazione nei bambini e nei ragazzi con disturbi dello spettro autistico che presentano specifiche difficoltà negli scambi intersoggettivi e nell’interazione sociale. L’intervento di musicoterapia agisce quindi nello specifico sugli aspetti di intersoggettività e sincronia (Bentenuto, Cainelli, Venuti 2016) che sono i presupposti funzionali per lo sviluppo delle successive abilità sociali quali: la reciprocità negli scambi, l'espressione dell’intenzionalità, la capacità di condividere l’attenzione su oggetti e azioni (Cainelli, de Falco, Venuti, 2013), il turno nello scambio, l’imitazione e il contatto visivo e la regolazione emotiva e del comportamento nell’interazione. Tutti aspetti che giocano un ruolo importante nello sviluppo cognitivo-emotivo, in particolare per le competenze sociali di comunicazione e relazione con l’altro. 

I percorsi di musicoterapia all’ODFLab iniziano nei trattamenti individuali, ora intensivi e precoci, e continuano durante lo sviluppo in piccolo gruppo. In preadolescenza e adolescenza vengono costruiti gruppi musicali, come la band di ODFLab “Mente Locale” formata da adolescenti con ASD a alto funzionamento, dove si potenziano abilità musicali specifiche da sperimentare in laboratori per la socialità sotto forma di prove musicali di gruppo con l’integrazione con altre figure esterne per promuovere lo sviluppo di abilità sociali, il senso di amicalità e l’appartenenza a un gruppo.

In occasione della giornata europea della musicoterapia, il 15 novembre si è tenuto presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive il convegno “Musicoterapia: progetti di intervento, clinica e ricerca”. Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, la professoressa Paola Venuti e il dottor Stefano Cainelli di OdFLAb e alcuni rappresentanti dell’Associazione italiana professionisti della musicoterapia.