Il lago di Garda. Credits: #85590268 | @Franco Visintainer, fotolia.com

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CONOSCERE IL LAGO DI GARDA

Dai ricercatori del DICAM e dell’Università di Utrecht strumenti previsionali utili anche per le realtà turistiche

14 febbraio 2017
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di Marco Toffolon e Sebastiano Piccolroaz.
Rispettivamente professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento e ricercatore post-doc presso l’Università di Utrecht (Paesi Bassi).

Il lago di Garda è il più grande lago italiano e rappresenta un’importante risorsa naturale, turistica ed economica. Nonostante ciò, la conoscenza dei processi di trasporto nel lago, che influenzano direttamente la qualità delle acque (ad esempio, attraverso la diffusione di inquinanti), è ancora molto limitata. Lo sviluppo delle circolazioni nel lago è controllato dal vento, che a sua volta è il risultato dell’interazione tra il corpo d’acqua e la complessa orografia della regione. 

L’interesse verso il lago di Garda sta crescendo rapidamente, insieme alla consapevolezza che si tratta di un bene da conoscere e preservare. Mentre si valuta l’opportunità di candidare il lago a Patrimonio dell’Umanità UNESCO, diversi centri di ricerca e università rivolgono la loro attenzione allo studio delle dinamiche del lago, superando la suddivisione amministrativa tra realtà territoriali distinte (Trentino, Veneto e Lombardia) e aprendo l’orizzonte a collaborazioni internazionali. Ad uno studio integrato del sistema lago-atmosfera sono dedicati i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica (DICAM) dell’Università di Trento: a partire da febbraio 2017 intraprenderanno con l'Università di Utrecht una campagna di monitoraggio che durerà per i prossimi due anni. Sono previste misure mensili in alcuni punti significativi e l’installazione di una stazione di monitoraggio permanente, si raccoglieranno informazioni sulle principali variabili chimico-fisiche del lago (temperatura, conducibilità, clorofilla) e misure di velocità e turbolenza. Il monitoraggio fornirà elementi essenziali per la validazione degli strumenti modellistici già disponibili presso il DICAM per lo studio dei principali processi termo-idrodinamici del lago. Questo è l’approccio tradizionale.

Esiste però un giacimento di informazioni più o meno nascoste, che vengono raccolte dalle persone che interagiscono quotidianamente od occasionalmente con il lago. Spesso si tratta di dati qualitativi, ad esempio su quanto soddisfacente sia il vento per la pratica del windsurf, ma in molti casi le valutazioni possono essere considerate come giudizi di esperti. In quest’ottica di citizen science spontanea, uno degli obiettivi dei ricercatori del DICAM è quello di integrare questi soft data in un quadro di modelli deterministici per supportare la validazione delle simulazioni numeriche.

Si cercherà però di creare anche un flusso di informazioni nella direzione opposta: dai ricercatori ai numerosi fruitori del lago (windsurfer, velisti, sub e turisti in generale, amministratori pubblici e privati). I risultati dei modelli forniranno sia elementi di supporto alla gestione integrata del lago da parte delle autorità territoriali competenti, sia informazioni utili per le diverse realtà turistiche. Modelli in tempo reale, sviluppati per la caratterizzazione delle dinamiche biologiche ed ecosistemiche del lago, possono tradursi infatti in utili strumenti previsionali e informativi per albergatori e turisti sotto forma di applicazioni per smartphone o siti web ad hoc.

Un aspetto originale dello studio è l’obiettivo di utilizzare i modelli meteorologici e idrodinamici per realizzare una sorta di atlante ricreativo del lago di Garda: simulazioni condotte in scenari stagionali tipici possono fornire mappe delle migliori condizioni ambientali per le diverse attività sportive, fornendo una caratterizzazione spaziale fino a oggi difficilmente ottenibile. Il possibile utilizzo di modelli previsionali non si limita alla gestione delle risorse naturali o alla valorizzazione di quelle ricreative, ma può favorire anche la sicurezza e la protezione civile. Si pensi ad esempio alla difficoltà di rintracciare persone disperse nel lago: conoscere in tempo reale le correnti alle diverse profondità consentirebbe di restringere sensibilmente l’area di ricerca, facilitando le operazioni di soccorso e recupero.

Su questi argomenti si sono confrontati studiosi ed esperti internazionali durante il "1st International Scientific Workshop GARDEN – Lake GARDa ENvironmental system. Integrating monitoring and modelling of water quality and meteo-climatological processes.” , che si è tenuto il 2 febbraio al DICAM dell’Università di Trento. Coordinatore: Marco Toffolon.