Primo workshop delle università italiane in materia di sport e università, foto Roberto Bernardinatti, archivio Università di Trento

Sport

LO SPORT NEL SISTEMA UNIVERSITARIO ITALIANO

A Trento l’incontro dei delegati degli Atenei. Tra gli ospiti il presidente CRUI Stefano Paleari

17 aprile 2015
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di Floriana Cova
Lavora presso la Direzione Didattica e Servizi agli Studenti dell’Università di Trento.

Il 12 e 13 marzo scorsi, all’Università di Trento si è tornato a parlare di sport e università. Dopo le Universiadi Invernali Trentino 2013 e la relativa conferenza internazionale sullo sport come ispiratore di innovazione e ricerca, Trento ha infatti ospitato il 1° workshop delle università italiane in materia di sport e università.

I rappresentanti di circa 20 atenei si sono riuniti per due intense giornate di lavoro, in cui si sono confrontati modelli organizzativi, esperienze e proposte a sostegno della dual career (doppia carriera studenti-atleti), e sono state indagate le possibili sinergie rispetto a formazione, ricerca e trasferimento della conoscenza.
All’incontro erano presenti anche il professor Stefano Paleari, presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) – co-organizzatrice dell’evento –, la professoressa Laura Capranica, presidente dell’EAS (il network europeo sulla dual career), e Giovanni Ippolito, vicepresidente del Comitato Italiano Sport Universitario.

“Il tema in discussione è tra i più significativi e lungimiranti”, ha scritto Giovanni Panebianco, coordinatore dell’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in un messaggio inviato per l’occasione al rettore dell’Università di Trento. “Consolidare un dialogo strutturato con le imprese e il territorio – continua – e favorire la creazione di clusters sportivi, sono sfide davvero strategiche, da cogliere con prontezza al fine di rendere lo sport sempre più partecipe dello sviluppo civile, sociale, culturale ed economico del Paese.”

Sfida che l’Ateneo di Trento ha colto con un entusiasmo che non è passato inosservato. 
“Grazie anche a questo tipo di iniziative – ha sostenuto infatti Paleari – l’Università di Trento si è candidata ad un ruolo di traino a livello nazionale in materia di sport e università”. 
Durante il workshop, molti apprezzamenti ha ricevuto il programma TOPSport, progetto del nostro Ateneo a sostegno della dual career. Un esempio brillante di come questo programma possa sostenere gli atleti di altissimo livello nel conciliare la carriera sportiva con quella universitaria è Karen Putzer, una delle atlete italiane di sci alpino di maggior successo degli ultimi anni, che, anche grazie a TOPSport, si è laureata recentemente in Giurisprudenza.

Al termine dei lavori, i delegati presenti hanno raccolto le principali idee emerse in un documento, allo scopo di fornire ai principali stakeholders una visione unitaria e delle indicazioni strategiche per lo sviluppo del rapporto tra sport, istruzione e innovazione.

“Siamo stati lieti di ospitare questa iniziativa perché il nostro Ateneo crede che il binomio università/sport sia vincente” ha commentato Paolo Bouquet, delegato per lo Sport dell’Università di Trento. “Dai dialoghi di questi due giorni sono uscite proposte concrete a livello nazionale che tracciano la strada per andare avanti”.

Tra le proposte nate durante i lavori, una è la creazione di un gruppo permanente di lavoro per definire i punti base di un processo strategico che permetta di sfruttare la capacità dello sport di essere non solo mezzo per la promozione di stili di vita più sani, ma anche uno strumento per sviluppare life/soft skills trasversali negli studenti. Come sostenuto da Paleari: “Nello sport si gioca sulla base di regole condivise che premiano il merito, il risultato e la competizione. Lo sport stimola i partecipanti a dare il meglio di sé, insegna ad accettare le regole e anche il risultato, superando le sconfitte”.