Simone Bellan, foto Sara Ruaben

Sport

SIMONE BELLAN: IL NOSTRO CESTISTA PIÙ BRAVO

È uno studente di Ingegneria il miglior giocatore del campionato di basket di serie C silver

3 febbraio 2016
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di Paolo Bari
Responsabile della sezione pallacanestro del CUS Trento.

Il miglior giocatore del campionato di basket di serie C silver è uno studente dell’Università di Trento che fa parte del Cus basket Trento. Simone Bellan ha ottenuto il prestigioso riconoscimento da una giuria composta dagli addetti ai lavori del Veneto e del Trentino-Alto Adige. Il premio gli è stato attribuito nel corso dell’All star game, la gara che ha riunito i più bravi giocatori della categoria.

Simone, raccontaci qualcosa di te: da dove vieni, dove sei cresciuto cestisticamente, quando sei arrivato a Trento?

Vengo da Grado, in provincia di Gorizia, ho 19 anni e ho cominciato a giocare a basket molto presto, in prima elementare. Nel 2010 sono approdato a Udine come under 15, presso l’UBC di coach Achille Milani che mi ha “scoperto” e mi aiutato a fare il "salto di qualità". Quella per me è stata una stagione magica con la partecipazione alle finali nazionali di categoria e al trofeo delle regioni con la rappresentativa del Friuli Venezia Giulia. Sono rimasto a Udine anche i due anni successivi con l’under 17 dell’APU facendo il pendolare da Grado. 
A Trento sono arrivato l’anno successivo. Coach Alessio Marchini (a cui devo molto) e il general manager dell’Aquila Basket Trento Salvatore Trainotti mi hanno proposto di partecipare con la squadra under 19 al campionato nazionale di categoria e di intraprendere un percorso di crescita tecnica qui a Trento. Ho accettato con entusiasmo e per due anni sotto la guida di coach Marchini abbiamo raggiunto le finali nazionali U19. In questo periodo ho avuto anche la grande opportunità di allenarmi con la prima squadra dell’Aquila di coach Buscaglia. 

Conclusa l'esperienza nelle giovanili, perché hai deciso di rimanere a Trento? 

Questo è il mio terzo anno a Trento. Qui la gente è cordiale, la città è tranquilla e mi sono sentito fin da subito a casa. Nonostante le molte ore in palestra, l’estate scorsa ho potuto conseguire il diploma in Informatica e telecomunicazioni all’ITI Buonarroti.
Finite le superiori volevo iscrivermi all'università ma senza rinunciare al sogno di un futuro nella pallacanestro. Spesso questo abbinamento però è complicato perché il percorso accademico e lo sport di eccellenza interferiscono tra loro e risultano in molti casi incompatibili.
L'Aquila Basket Trento e l'Università di Trento mi hanno offerto l’opportunità, proponendo a Edoardo Bertocchi e a me di aderire al progetto Dual career che ci permette di perseguire i due obiettivi, sportivo e accademico, con il supporto adeguato e la giusta sinergia tra Università e Aquila Basket Trento. Abbiamo entrambi accettato con entusiasmo.
Al momento Edo [Edoardo Bertocchi, ndr] ed io siamo matricole all’università, lui a Giurisprudenza e io ad Ingegneria dell’Informazione e organizzazione d’impresa. Una bella “avventura”!

Quali sono le caratteristiche del progetto Dual career?

Il progetto offre la possibilità di studiare anche a chi persegue degli obiettivi sportivi ad alto livello, con diverse agevolazioni e supporti: Edo ed io, per esempio, siamo ospiti alla residenza universitaria e abbiamo un tutor di riferimento. Ci sono però anche dei vincoli da rispettare come la soglia dei 32 crediti formativi annuali per continuare a far parte del progetto.
Il valore aggiunto è la piena sinergia tra Università e Aquila Basket Trento che ci permette di gestire i molti impegni, talvolta sovrapposti, con serenità e con il pieno accordo dei rispettivi “referenti tecnici”. 

Com'è la tua settimana tipo?

Durante i mesi di lezione le mattine le passo in università gestendo gli impegni sportivi nei ritagli di tempo. I pomeriggi invece li dedico agli allenamenti rinunciando a qualche ora di lezione che poi recupero con l’aiuto del tutor e dei compagni. Durante il periodo di sospensione delle lezioni invece partecipo anche agli allenamenti la mattina e nel tempo libero studio per gli esami.
Il periodo più duro è invece la preparazione fisica di inizio stagione, quando capita di passare anche 7 ore al giorno in palestra. Ora invece solo alcuni giorni la settimana ho un doppio allenamento, dalle 17 alle 19 con l'Aquila Basket Trento e dalle 20 alle 22 con il CUS. Gli altri giorni comunque ci sono le sessioni di “pesi” o di “tecnica” che si alternano ai molti momenti di studio e non è raro passare anche la domenica in palestra con l’Aquila Basket Trento.
Il fine settimana c’è la partita con il CUS e quando giochiamo in casa l’appuntamento è il sabato alle 18 al Sanbapolis (il pubblico è sempre molto gradito!).

Come ti trovi al CUS? E come sta andando la squadra?

Con il CUS mi trovo veramente bene. Assieme a Edo sono tra i più giovani del gruppo e l’ultimo arrivato. Talvolta è difficile inserirsi. Non qui al CUS. I compagni, lo staff e coach Eglione hanno fatto di tutto per metterci a nostro agio fin dall’inizio. Ora siamo una “Squadra” e chi fa sport sa di che cosa parlo. Il nostro rendimento nel girone d'andata non è stato “perfetto”, ma il gruppo è solido e ha grandi potenzialità. Possiamo fare molto meglio e lo staff ci sta aiutando a farlo. Il nostro obiettivo è ancora la salvezza ma confidiamo di aggiustare il tiro strada facendo, c’è ancora mezzo campionato e possiamo toglierci molte soddisfazioni. Lo spero proprio anche per l’Università che rappresentiamo.

Cosa significa essere giudicato il miglior giocatore di serie C?

È il primo riconoscimento cestistico ufficiale che ricevo e sono molto contento. Ma ci sono tanti ottimi giocatori che militano nello stesso campionato e tutti con doti da “miglior giocatore”. Magari un po’ di fortuna all'All Star Game di categoria e un buon momento di forma mi hanno aiutato. Così come molto mi hanno aiutato i compagni di squadra e coach Eglione che mi permettono di giocare con serenità, mi “sopportano” e mi incitano quando non riesco ad essere all’altezza. Sono in crescita anche grazie a loro e al CUS.

Come vedi il tuo futuro?

Mi hanno sempre insegnato a cercare di continuare a sognare finché è possibile, ma con i piedi per terra. Non nascondo che vorrei guadagnarmi un posto in squadra con l’Aquila Basket Trento con cui mi alleno da quasi tre anni ormai. Sogno un futuro nel basket professionistico (spero) qui a Trento. Sono convinto però che sia necessario per me anche continuare il percorso accademico per poter guardare con serenità oltre la carriera sportiva.