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Storie

ENTRARE NEL MONDO DEL LAVORO ATTRAVERSO IL TIROCINIO

Arianna Saiani, laureata UniTrento, racconta il suo percorso e il suo lavoro nel settore dei servizi bancari

15 dicembre 2016
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di Greta Braga
Lavora presso l’Ufficio Job Guidance dell’Università di Trento.

Arianna Saiani, laureata in Management e consulenza aziendale dell’Università di Trento, ci parla della sua esperienza e dei cambiamenti che ha affrontato negli anni.

Arianna, raccontaci del tuo percorso formativo e di come sei entrata nel mondo del lavoro.
Le origini sono abbastanza lontane dallo sviluppo che ha preso successivamente la mia carriera: mi sono diplomata all’Istituto Agrario di S. Michele all'Adige ma, poiché volevo ampliare le mie conoscenze, ho deciso di continuare a studiare e ho scelto l’ambito economico. I fili dei due percorsi si sono ricuciti durante la laurea triennale grazie a un tirocinio nell’azienda vinicola trentina Cavit. Questa esperienza mi ha convinta a proseguire gli studi in Management e consulenza aziendale. Ho conseguito la laurea magistrale nel 2011 ma sono rimasta in Ateneo perché, proprio grazie a una collaborazione con l’Università, ho potuto sviluppare alcuni argomenti della mia tesi riguardante le modalità di utilizzo dei canali social da parte di gruppi bancari. In quel periodo mi si è presentata l’occasione di partecipare a una presentazione aziendale di Deloitte Consulting in Ateneo e l’ho sfruttata candidandomi, con il supporto dell’ufficio Job Guidance dell’Ateneo, per una loro posizione di stage post laurea. E sono stata scelta. Nel giro di pochi mesi, vista la positività dell’esperienza, ho accettato l’offerta di rimanere in Deloitte con un contratto di lavoro vero e proprio: da stagista sono diventata dipendente e ho iniziato a lavorare nella consulenza.

Nel tuo caso il tirocinio ha favorito il passaggio dal mondo universitario all’azienda. Sembra che tutto sia stato lineare. È andata davvero in questo modo?
In effetti nel mio caso il passaggio dall’università all’azienda è stato veloce e subito mi sono ritrovata nel mondo del lavoro e a seguire i ritmi, spesso stressanti, della consulenza. Il lavoro in consulenza, per quanto stimolante e coinvolgente, non rispondeva però allo stile di vita che avrei voluto. Così ho cercato qualcosa che mi desse competenze e professionalità nuove e quando ne ho avuto l’occasione, mi sono spostata. Questa esperienza da consulente mi ha dato tanto e, anche se nel tempo relativamente breve di 2 anni, sono cresciuta molto professionalmente. Per questo il passaggio successivo a Phoenix Informatica Bancaria, l’azienda per cui lavoro oggi, è avvenuto sicuramente con una maturità e consapevolezza diverse. Devo dire che il continuum tra le diverse esperienze mi porta oggi a rammaricarmi per non aver svolto un’esperienza prolungata all’estero già durante il percorso di studi o in prossimità della sua conclusione. Credo che bisognerebbe non lasciarsi scappare questo tipo di opportunità: una volta entrati nel mondo del lavoro diventa poi più difficile mollare per fare un’esperienza rilevante all’estero.

Raccontaci cosa fai oggi: di cosa ti occupi? Qual è il legame tra la tua occupazione e il percorso universitario?
Oggi supporto i clienti (banche) nel processo di informatizzazione dei servizi e mi occupo di progetti legati all’informatizzazione delle operazioni bancarie che utilizzano standard, reti telematiche e servizi in internet (compliance normativa, virtual banking e monetica). Lavoro per un’azienda locale che ha molti partner sul territorio nazionale; mi piace quello che faccio e l’ambiente in cui lavoro. Dell’università porto come me, oltre alle basi teoriche e metodologiche, l’attitudine e il modo proattivo di affrontare i problemi: analizzare il contesto e non fermarsi alla prima soluzione. Inoltre, così come mi accadeva in università, mi sperimento ogni giorno con il lavoro di gruppo, per il quale mi sento particolarmente incline.

Cosa ti aspetti dal tuo lavoro e come ti vedi tra 10 anni?
Mi piacerebbe essere riconosciuta in azienda come un punto di riferimento in un settore specifico; questo mi darebbe grande soddisfazione. Sicuramente lo sviluppo degli affetti e degli interessi personali si accompagna di pari passo al lavoro.

Vedo che hai le idee molto chiare. Cosa consiglieresti a chi, invece, è ancora nel limbo e magari vorrebbe percorrere la tua stessa strada?
Mi sento di poter dare due consigli: il primo è quello di non aver paura di esprimere le proprie idee, soprattutto se sono supportate da ragionamenti coerenti e accompagnate da umiltà e voglia di imparare. Il secondo è non avere paura di cambiare idea: è molto pericoloso restare fermi su una posizione, soprattutto se ci si è resi conto che non è la migliore; la felicità si conquista con le scelte di ogni giorno.