Geroli di Terragnolo (Trento), foto archivio ODF Lab

Storie

TERAPIA IN VACANZA

Un progetto intensivo rivolto a bambini con disturbi dello spettro autistico in un contesto di svago e aggregazione

23 settembre 2015
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di Paola Venuti
Docente di Psicopatologia clinica e responsabile del Laboratorio di Osservazione Diagnosi Formazione (ODFLab) dell’Università di Trento.

Per il secondo anno di seguito si è svolto dal 7 al 17 luglio il progetto “Terapia in Vacanza”, un campus di intervento riabilitativo intensivo rivolto a bambini e adolescenti con diagnosi di disturbo dello spettro autistico, gestito dall’ODFLab (Laboratorio di Osservazione, Diagnosi e Formazione del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento) e svolto in collaborazione con l’associazione “Il Cerchio Magico”.

L’iniziativa, una delle poche di questo tipo, è stata organizzata seguendo metodologie di lavoro specifiche per autistici in linea con diversi studi internazionali rispetto ai quali si è formato tutto il personale dell’ODFLab. Secondo la recente letteratura scientifica, infatti, emerge un consenso pressoché unanime sul fatto che un trattamento riabilitativo è tanto più efficace quanto più è intensivo e multidimensionale.

L’intervento proposto è stato svolto da uno staff di psicologi specializzati nella riabilitazione dell’autismo, supervisionati da me in quanto direttore dell’ODFLab, e coadiuvati da studenti del master “Metodologie di intervento educativo per soggetti con disturbi dello spettro autistico”, nonché da studenti in tirocinio del corso di laurea magistrale in Psicologia, percorso Neuroscienze. L’iniziativa ha costituito infatti un importante momento formativo per tutto il gruppo di lavoro, favorendo quei processi di scambio di informazioni, di soluzione dei problemi in forma condivisa e di contaminazione di competenze diverse che è alla base di una professionalità costruita insieme.

Il percorso di riabilitazione psico-educativa è stato diversificato a seconda dell’età e del diverso grado di gravità della sintomatologia dei singoli partecipanti. L’iniziativa è stata rivolta a un gruppo di 16 ragazzi adolescenti e a un altro costituito da 14 bambini tra i 3 e gli 8 anni. Per il primo gruppo sono state previste delle attività ludico-ricreative volte principalmente alla socializzazione, mentre per i più piccoli delle attività sulla base di obiettivi definiti in modo individualizzato. In particolare, nel corso della giornata si sono alternate attivazione cognitiva, musicoterapia, lavoro sulle abilità socio-relazionali, intervento sul linguaggio e sulle capacità comunicative, lavoro sulla motricità, danzamovimento terapia, supporto genitoriale e attività integrativa in gruppo. Rispetto all’edizione precedente, dunque, una novità importante è stata l’organizzazione di un campus specifico per i ragazzi adolescenti che, in una struttura limitrofa alla casa principale, hanno avuto la possibilità di vivere diversi momenti di aggregazione, svago e socializzazione non soltanto tra di loro, ma anche con gli educatori presenti. Il forte senso di gruppo che si è creato nel corso delle settimane è risultato evidente, in particolar modo, durante i due aperitivi serali - realizzati direttamente dai ragazzi - in cui amici e parenti hanno potuto assistere anche a una performance musicale, frutto delle diverse sedute di musicoterapia.

Anche nel caso dei bambini piccoli uno degli obiettivi primari è stato un trattamento di tipo inclusivo: grazie alla collaborazione della “Scuola del Bosco” (associazione “Il Cerchio Magico”) si sono creati dei momenti di integrazione con bambini a sviluppo tipico, momenti vissuti da tutti i bambini anche se l'intensità e la durata sono stati diversi in rapporto alla gravità della sintomatologia di ciascun bambino autistico.

Un altro momento che ha contraddistinto le due settimane di intervento, con i bambini più piccoli, sono stati gli incontri mattutini con i genitori per prospettare la programmazione, riportare i risultati e lavorare sulle modalità da seguire, specie per la comunicazione, nel contesto familiare. Scopo di questo campus è stato, infatti, non soltanto quello di lavorare in modo intensivo con i bambini, ma anche di garantire il benessere dei genitori seguendoli in un primo momento della giornata e, successivamente, dando loro uno spazio di vacanza e di tranquillità.

Nel complesso il bilancio di questa seconda edizione del progetto di “Terapia in Vacanza” è sicuramente positivo, con un generale benessere sia dei bambini sia delle famiglie; gli obiettivi che ci si era posti a livello comportamentale e sociale sono stati raggiunti. Ciò costituisce un’ulteriore conferma della validità di un trattamento di tipo inclusivo di bambini ed adolescenti con disturbo dello spettro autistico, effettuato in modo intensivo e secondo l’approccio multidimensionale che contraddistingue l’ODFLab.