E-Agle Trento Racing Team

Vita universitaria

FORMULA SAE: NASCE LA MONOPOSTO UNITRENTO

Studenti universitari al lavoro per realizzare un'auto da corsa. Ce ne parla Paolo Bosetti

21 ottobre 2016
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di Daniela Costantini
Lavora presso la Divisione Comunicazione ed Eventi dell’Università di Trento.

Formula SAE è una competizione tra studenti universitari organizzata dalla Society of Automotive Engineers (SAE) che prevede la progettazione e la produzione di un'auto da corsa, valutata durante una serie di prove in base alle sue qualità di design e di efficienza ingegneristica. Abbiamo intervistato il professor Paolo Bosetti, docente di Tecnologie e sistemi di lavorazione al Dipartimento di Ingegneria Industriale del nostro ateneo, nonché advisor della neonata squadra UniTrento E-Agle Trento Racing Team.

Come e quando nasce l’idea di un progetto del genere?

La Formula SAE è un formato di competizione nato nel 1981, sponsorizzato dalla Society of Automotive Engineers (SAE), rivolto a studenti universitari, che, fingendo di essere un’impresa di produzione di veicoli da corsa, hanno l’obiettivo di progettare, realizzare e far competere un Paolo Bosettiveicolo da corsa (una monoposto a ruote scoperte), seguendone l’intero sviluppo.
La squadra si dovrà occupare di tutto il ciclo produttivo, dalla progettazione alla realizzazione del veicolo e possibilmente anche dei singoli componenti. Al tempo stesso dovrà occuparsi del management e del marketing, fino alla stesura del business plan, simulando le azioni da compiere per l’inserimento del prodotto sul mercato di riferimento, con un budget definito.
Si tratta di una struttura di competizione a livello mondiale: in tutti e cinque i continenti ci sono dei raggruppamenti di università locali che competono in diversi autodromi, dagli USA all’Oceania, anche se generalmente le università competono in uno o due stati limitrofi, per contenere i costi. Ad esempio in Italia, abbiamo l’ATA  (Associazione Tecnica dell’Autoveicolo), l’equivalente nazionale della SAE, che organizza competizioni presso l’autodromo di Varano de’ Melegari (Parma) a fine luglio con la partecipazione di squadre italiane, svizzere e tedesche.
I finanziamenti iniziali sono pari a zero: trovare sponsorizzazioni è quindi parte del lavoro degli studenti, che devono reperire i fondi o i prodotti/servizi necessari al completamento del progetto.

Nel creare la squadra UniTrento, qual è stata la risposta da parte degli studenti?

Ho lanciato la call a giugno di quest’anno (2016), pubblicando un annuncio nelle bacheche dei Dipartimenti delle aree di Ingegneria e di Economia del nostro ateneo, spiegando brevemente il progetto. Hanno risposto una cinquantina di studenti molto interessati a parteciparvi: da lì abbiamo composto la prima squadra. 
Esistono delle regole precise a cui le squadre devono attenersi: deve essere composta da studenti in corso o al massimo a sei mesi dalla data del conseguimento del titolo finale, non possono far parte (almeno attivamente) né dottorandi né docenti, al di fuori di un unico docente che ha il ruolo di faculty advisor. Attualmente la squadra è composta da 55 studenti, iscritti a corsi di studio di Ingegneria (la maggioranza) e di Economia, suddivisi in team di azione e in comitati trasversali, che servono per organizzare e sincronizzare il lavoro tra i team, seguendo veri e propri criteri aziendali. Non si tratta di un progetto a termine ma è permanente, almeno finché ci sono studenti interessati a partecipare: le auto vengono costruite ex novo ogni due anni, periodo di vita dei regolamenti che, cambiando, determinano nuovi criteri di progettazione.

Cosa può dirci dello stato dell’arte e dei prossimi step del progetto?

Il programma attualmente è in piena fase di progettazione, s’inizierà la realizzazione a partire da gennaio 2017 presso il Polo Meccatronica di Rovereto con un’ampia dotazione dei sistemi di produzione in collaborazione con Trentino Sviluppo, sponsor tecnico del progetto. L’idea è quella di realizzare il prototipo per la fine di aprile e, dopo la fase di test, essere pronti con il veicolo per le gare di fine luglio, a Varano de’ Melegari. Mentre gran parte delle squadre cominciano a competere con veicoli con motori a combustione interna, noi abbiamo deciso di progettare e competere fin da subito con un veicolo elettrico, scelta ritenuta più sostenibile e futuristica, ma soprattutto più in linea con gli obiettivi formativi dei nostri allievi ingegneri.
Le gare sono suddivise in “statiche” e “dinamiche”: le prime, tecniche, vengono fatte a veicolo fermo e sono eventi che vanno dalla presentazione di un business plan, all’illustrazione delle scelte tecniche, alla valutazione, da parte della giuria, dei requisiti di sicurezza; le seconde sono invece gare di corsa vere e proprie, durante le quali i piloti (quattro studenti per squadra, scelti e addestrati) guidano l’auto in pista, con prove analoghe a quelle di un Gran Premio.

Qual è il vantaggio per uno studente di far parte della squadra SAE?

Il valore aggiunto per gli studenti che decidono di prendere parte a questo tipo di progetti in ambito automotive è enorme e riconosciuto in tutto il mondo: poter dimostrare di aver partecipato per un anno al team universitario di Formula SAE, durante i propri studi, è equiparabile ad almeno un anno di esperienza nel mondo del lavoro. Ci sono poi, soprattutto nel nord Europa, squadre universitarie SAE che rappresentano dei veri e propri “vivai” di ingegneri per i principali team di Formula 1, con professionalità quindi che potrebbero essere spese senza difficoltà in ambiti lavorativi di settore.

Aggiornamenti alla primavera prossima, con i primi test del veicolo, il lancio e il programma delle gare!