La sede del Centro C3A presso FEM, San Michele all'Adige (Tn). 

Vita universitaria

AGRICOLTURA, ALIMENTI, AMBIENTE

Il 21 settembre si inaugura il Centro C3A. Università e FEM raccolgono le sfide del settore agroalimentare e ambientale

13 settembre 2017
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di Paola Fusi
Responsabile della Divisione Comunicazione ed Eventi dell’Università di Trento.

Il 21 settembre è un giorno importante. Verrà inaugurato il Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente dell’Università di Trento e della Fondazione Edmund Mach (FEM), con sede presso la FEM. 
Con l’avvicinarsi di questo appuntamento abbiamo incontrato la direttrice del nuovo Centro, la professoressa Ilaria Pertot, per farci raccontare da lei il valore di questa inaugurazione per il territorio trentino, per l’Italia che notoriamente è un Paese vocato al food e per le prospettive di sviluppo del settore agroalimentare e ambientale. 

Professoressa Pertot, quali saranno le specificità e le unicità di questo centro e come potrà ulteriormente valorizzare il territorio trentino?
Il centro nasce da un accordo di collaborazione tra l’Università di Trento e la Fondazione Edumud Mach (FEM) che mira a favorire la realizzazione di programmi di ricerca congiunti nei settori agro-alimentare, ambientale e forestale, potenziando nel contempo anche l’offerta didattica negli stessi settori. Questo modello di sviluppo, di integrazione e di ottimizzazione delle risorse investite nella ricerca, al momento unico in Italia, ha l’obiettivo di valorizzare e massimizzare lo sforzo di investimento su tutto il territorio trentino, mettendo a fattore comune infrastrutture, competenze e risorse umane. 
Il C3A non è però solo condivisione di risorse umane, finanziarie e tecnologiche, e di spazi fisici, ma vuole essere anche un ‘laboratorio di idee’, uno spazio virtuale della ricerca, dove docenti, ricercatori e studenti possono testare nuove ipotesi, elaborare nuovi concetti e produrre conoscenza. Ci sarà spazio sia per ricerca di base, sia per la ricerca applicata necessaria alla competitività del territorio, in un contesto di filiera. 

Da sempre made in Italy è ‘food e qualità dei prodotti alimentari’. Quali prospettive si aprono per il Centro C3A in ambito nazionale?
La qualità dei prodotti alimentari non può essere pensata se non in un contesto di sostenibilità globale che comprende quindi sia la produzione, sia l’ambiente in cui si opera. Da qui il concetto delle ‘tre A’ che rappresentano un unicum inscindibile. Ogni azione indirizzata su una delle ‘tre A’ (agricoltura, alimenti, ambiente) immancabilmente si ripercuoterà sulle altre. L’eccellenza italiana sul food dovrà essere, di conseguenza, anche eccellenza sull’agricoltura e sull’ambiente. Con la costituzione del C3A e con il raggiungimento di una maggior massa critica, auspichiamo un incremento della produzione scientifica nei settori dell’agro-alimentare, dell’ambiente e delle foreste. Questo avverrà con partecipazione congiunta di FEM e UniTrento a progetti di ricerca, di sviluppo e di alta formazione, in sede nazionale, comunitaria e internazionale; l’attivazione congiunta di corsi di studio e/o corsi di dottorato nelle aree di comune interesse, ma anche lo sviluppo di proposte e modalità, anche innovative, per valorizzare i risultati tecnico-scientifici. A livello nazionale, ma anche internazionale, potremo offrire una partnership completa e competitiva, mentre alle aziende saremo in grado di offrire una ricerca all’avanguardia.

Il Centro si qualifica per la ricerca ma anche per la formazione. Propone attualmente una laurea in Viticoltura ed Enologia. Per chi è pensata e quali prospettive offre?
La struttura didattica del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia è elaborata sulla base delle linee guida proposte dall'Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV, Parigi), rispecchiando quella dei corsi universitari analoghi di altri paesi europei e comprendendo, oltre a discipline di base, discipline caratterizzanti, affini e integrative per lo più a carattere professionale e tecnico, nonché altre attività formative. Il corso di laurea apre alla professione di enologo, ma anche a numerose altre professioni legate direttamente al mondo delle viti-enologia. Il laureato in Viticoltura ed Enologia (enologo) sarà in grado di soddisfare le esigenze nei settori della produzione delle uve con particolare attenzione agli aspetti di sostenibilità ambientale e tutela del territorio viticolo. Inoltre l’enologo gestisce la trasformazione delle uve, la produzione di vini e altri prodotti vitivinicoli, il controllo di qualità e la gestione economica globale della filiera stessa. 
Il corso offrirà allo studente anche numerose opzioni e opportunità per allargare i propri orizzonti in ambito internazionale tramite percorsi ERASMUS, doppio titolo (è in corso la formalizzazione con l’Università di Geisenheim in Germania) e tirocini in aziende all’estero.