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Eventi

DISTURBI DEL LINGUAGGIO E TECNOLOGIA

Opportunità per lo sviluppo personale e la socializzazione

4 aprile 2018
Versione stampabile
di Giacomo Migliore
Neo-laureato UniTrento, collabora con la redazione di UnitrentoMag.

La relazione tra tecnologia e linguaggio è più antica di quanto siamo normalmente portati pensare. Se pensiamo all’innovazione tecnologica in ambito linguistico come a un cambiamento rispetto al passato nel modo di porci nei confronti della lingua, la prima innovazione tecnologica in questo campo risulta essere la scrittura, generalmente attribuita ai Sumeri intorno al 4000 a.C. Da quando essa è stata introdotta si può comunicare anche senza condividere tempo e spazio con l’interlocutore. Al giorno d’oggi la digitalizzazione dei testi e la crescente diffusione dei dispositivi tecnologici può introdurre nuove pratiche di comunicazione e di insegnamento della lingua, anche verso chi è affetto da disturbi nell’apprendimento linguistico. Per cogliere al meglio questa possibilità, occorre indagare la relazione che lega tecnologia e linguaggio. Come e quanto la tecnologia digitale modifica il linguaggio e più in generale la comunicazione? Può oggi l’insegnamento del linguaggio prescindere da essa? Si tratta di una relazione effettivamente conveniente o presenta delle criticità? E come ci potrebbe venire in aiuto?

Alcune ricerche hanno provato a dare risposta a queste domande attraverso lo sviluppo di progetti pratici e la misurazione dei loro effetti. Un primo esempio è "Gary", uno strumento compensativo di supporto alla lettura indirizzato a studenti con dislessia che si basa sulla sintesi vocale del testo. La lettura vocale è guidata dal movimento degli occhi del lettore, rilevato con un eye tracker. Il livello di comprensione del testo misurato su lettori affetti da dislessia risulta notevolmente aumentato. Altre sperimentazioni si concentrano sulle capacità cognitive che stanno alla base di numerose attività, chiamate funzioni esecutive. In questa categoria possiamo inserire anche la capacità di passare velocemente da un compito all’altro, il livello di concentrazione e il problem solving. Questi studi indicano che miglioramenti nella capacità di lettura possono conseguire anche all’utilizzo di determinati videogiochi. Due percorsi di ricerca differenti evidenziano come giocare agli action videogames (i videogiochi ricchi di stimoli) o a un videogioco sviluppato con il preciso obiettivo di allenare le funzioni esecutive (Skies of Manawak) contribuisca a questi miglioramenti. 

Tuttavia per osservare degli effetti positivi dalla relazione tecnologia-linguaggio non è necessario sviluppare tecnologie nuove: già attraverso delle opportune modifiche di alcuni fattori tipografici-visivi è possibile registrare dei miglioramenti nella lettura. I testi digitali offrono maggiori possibilità di formattazione rispetto a quelli cartacei senza incorrere in costi aggiuntivi. In seguito a delle misurazioni del movimento degli occhi su pagine di testo caratterizzate da diverse formattazioni è stato osservato che una dimensione maggiore dei caratteri, la spaziatura tra caratteri, parole e righe e l’allineamento a sinistra del testo favoriscono la lettura nei soggetti affetti da dislessia. 

Allo stadio attuale della ricerca la relazione tra tecnologia e linguaggio, pur presentando criticità, appare promettente. Il ruolo della tecnologia nell’apprendimento e nella riabilitazione linguistica è di natura strumentale e integrativa alle terapie già presenti; è utile per il raggiungimento e il potenziamento delle capacità presenti in ognuno e per sopperire a quelle mancanti. Inoltre, gli effetti positivi di queste tecnologie comprendono un sentimento di maggiore autorealizzazione e di carica motivazionale nella persona che vede aumentare le proprie capacità di lettura. Lo sviluppo futuro delle tecnologie in quest’ambito deve essere interattivo, in modo da stimolare la motivazione dello studente, puntare a favorire la socializzazione evitando l’isolamento di persone con difficoltà e, infine, essere valutabile nei suoi effetti positivi e negativi. 

Il 23 marzo si è tenuto l’evento “Disturbi del linguaggio e tecnologia: opportunità per lo sviluppo personale e la socializzazione” sulla relazione che lega le tecnologie digitali con il linguaggio, con particolare attenzione verso la riabilitazione dei disturbi linguistici. Sono intervenuti: Simone Sulpizio (Università Vita-Salute San Raffaele), Angela Pasqualotto (UniTrento), Ornella Mich (Fondazione Bruno Kessler), Andrea Facoetti (Università di Padova), Emanuela Paris (APSP “Beato de Tschiderer”), Michele Scaltritti (Università di Trento) e Remo Job (UniTrento). L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Marica De Vincenzi onlus, in collaborazione col Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento e con il contributo della Fondazione Caritro. Responsabili scientifici: Remo Job, Michele Scaltritti e Simone Sulpizio.