Innocenzo Cipolletta, foto Roberto Bernardinatti, archivio Università di Trento

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RAFFORZARE LE COLLABORAZIONI TRA UNIVERSITÀ E IMPRESA, MONDO DEL LAVORO E TERRITORIO

Un processo di dialogo che culmina in un momento di riflessione nell’Assemblea pubblica di Ateneo. Ce ne parla in un’intervista il presidente Innocenzo Cipolletta

4 giugno 2015
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di Marinella Daidone
Lavora presso la Divisione Comunicazione ed Eventi dell’Università di Trento.

Il 3 giugno si è svolta la terza edizione dell’Assemblea pubblica di Ateneo, dedicata quest’anno a “Capitale umano e ricerca. Il valore dell’Università per l’impresa, il mondo del lavoro, il territorio”. Un’iniziativa fortemente voluta dal presidente dell’Università di Trento Innocenzo Cipolletta, promotore dell’evento insieme al rettore Paolo Collini.
Un’edizione dell’Assemblea molto partecipata che conferma come si stia rafforzando il dialogo con le realtà locali e che dà concretezza alle parole chiave scelte per questo evento: L’UNIVERSITÀ INCONTRA/INCONTRA L’UNIVERSITÀ.

Presidente Cipolletta, l’Assemblea pubblica di Ateneo è giunta ormai alla terza edizione, diventando un appuntamento annuale importante per l’Ateneo e per il territorio. Qual è il significato di questa iniziativa?

Il nuovo Statuto dell’Università di Trento prevede che ci sia un momento, che si chiama Assemblea aperta, per incontrare gli stakeholder locali e dare conto di quello che fa l’Università, ascoltare le esigenze del territorio, vedere come funziona il rapporto tra territorio e Università. Noi abbiamo aderito a questa richiesta dello Statuto convocando un’assemblea aperta e abbiamo pensato che questa fosse la strada per mantenere un contatto diretto con il sistema locale. Per fare ciò abbiamo cercato di non concentrare tutta l’attenzione sulla sola giornata dell’Assemblea, ma di individuare un percorso di incontri durante l’intero anno. L’Assemblea è poi il momento per trarre le conclusioni di alcune sollecitazioni che provengono da questi incontri preliminari.
Questa è stata la metodologia che abbiamo seguito sia l’anno passato che quest’anno e che ci consente di poter considerare l’Assemblea come il momento culmine di un processo di dialogo continuo.

I dialoghi e gli incontri preparatori dell’Assemblea con realtà territoriali sono stati numerosi. Ce ne può parlare?

Nella precedente edizione gli incontri riguardavano il mondo della scuola e del volontariato. Quest’anno, invece, ci siamo concentrati sul territorio, l’impresa e il lavoro, immaginando che questa fosse un’esigenza importante in questa fase per l’economia italiana e trentina. Abbiamo avuto incontri con i rappresentanti delle Comunità di Valle, coordinati dall’assessore provinciale Carlo Daldoss, con il sistema delle imprese, attraverso i rappresentati di Camera di Commercio, Confindustria Trento, con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL e della Cooperazione Trentina. Dagli incontri sono emerse alcune criticità nel rapporto che l’Università ha con queste realtà e sono state fatte alcune proposte di collaborazione delle quali abbiamo parlato nell’Assemblea di Rovereto.

Più che di un evento si tratta dunque di un percorso?

È un percorso che ci deve portare a individuare dei progetti da portare avanti e da questo punto di vista l’assemblea non è un momento statico ma un processo in corso.

Quest’anno l’Assemblea si è svolta a Rovereto a Palazzo Istruzione ed è stato scelto un tema era molto articolato: capitale umano, ricerca, rapporti tra università imprese, mondo del lavoro e territorio.

Dopo le due precedenti edizioni svolte a Trento, ci faceva piacere spostarci per sottolineare la presenza importante dell’Ateneo con la sue strutture nella Città di Rovereto e l’attenzione dell’Università per il territorio. E proprio il territorio con tutte le sue implicazioni di carattere socio-economico è il tema che abbiamo scelto.
L’Italia esce da sette anni di recessione: dal 2008 al 2014 abbiamo avuto una caduta quasi continua di reddito, abbiamo perso il 9% del prodotto interno lordo e il 20% della produzione industriale; ci sono state trasformazioni estremamente importanti e c’è un disagio molto forte da parte del territorio e della popolazione.
L’Università con la sua carica di conoscenza, tecnologia e innovazione può essere uno degli strumenti per ricostituire le variabili della crescita economica partendo dalla realtà locale. Da qui nasce l’incontro con le comunità e il dialogo con i fattori della produzione, ossia con le imprese e con i sindacati dei lavoratori. Spero che da questi incontri possano emergere elementi utili per la crescita di questo territorio.

I relatori che si sono alternati durante l’Assemblea hanno portato esperienze diverse. L’accademia accanto alla società civile. È una ricchezza da coltivare?

Assolutamente sì. È quello che manca all’Italia, o meglio all’Europa continentale, rispetto al mondo anglosassone dove c’è maggiore interazione fra società civile e accademia. L’Europa continentale ha un’idea datata dell’università, come di un mondo della ricerca isolato che produce conoscenza mentre saranno altri a coglierne i frutti. In realtà ormai i tempi della trasmissione dell’innovazione sono molto più rapidi che in passato: oltre a creare conoscenza occorre capire che tipo di conoscenza creare, che uso farne e attraverso quali soggetti utilizzarla al meglio. I sistemi universitari italiani sono vocati a questa nuova funzione ed è un compito che dovranno assumersi. D’altra parte questo sforzo dovrà farlo anche la società civile, cambiando il proprio modo di pensare, l’organizzazione, i comportamenti. Non possiamo pensare di superare la crisi economica senza innovazione, ma l’innovazione è eversiva perché ci rimette in discussione, scardina le abitudini e le posizioni di ciascuno di noi. All’innovazione bisogna prepararsi perché se le opportunità non vengono colte rapidamente si rischia di fallire e di arrivare troppo tardi.

Quali spunti e conclusioni si possono trarre dall’Assemblea d’Ateneo 2015? Potranno incidere sulle politiche di Ateneo?

Noi ascoltiamo tutte le esigenze che emergono in questo percorso e dopo l’Assemblea cercheremo di dar seguito ad alcune di esse con iniziative concrete. A seguito delle precedenti edizioni qualcosa abbiamo già fatto. Ricordo, per fare solo alcuni esempi, un progetto con la scuola per quanto riguarda alcune figure particolari di studenti e un progetto con il volontariato su alcuni aspetti di carattere specifico, come ci era stato chiesto.
Nell’Assemblea di quest’anno sono state presentate una serie di istanze, sulle quali stiamo lavorando, che riguardano la preparazione dei giovani, la formazione continua del personale e il trasferimento tecnologico alle imprese. Voglio ricordare la collaborazione dell’Università con la Provincia autonoma di Trento in questi settori e nella costituzione di un polo tecnologico sulla Meccatronica che va incontro alle esigenze delle imprese.
Per favorire il dialogo cerchiamo anche di farci conoscere meglio. In occasione dell’Assemblea abbiamo presentato una pubblicazione dedicata alla ricerca e ad altre attività dell’Ateneo che hanno un particolare impatto con la realtà locale. Inoltre abbiamo somministrato un questionario di valutazione per capire se questa “formula” di Assemblea funziona e per potere migliorarla e renderla più vicina ai cittadini. Subito dopo l’Assemblea abbiamo aperto un blog in modo che chiunque possa partecipare al dibattito e fornire il suo contributo.
Attraverso il blog la singola persona (cittadino, lavoratore, studente…) o l’impresa che abbiano un’idea, un suggerimento o anche una critica da porre in maniera costruttiva all’Ateneo troveranno un canale di ascolto e noi saremo ben lieti tenere vivo questo dialogo con tutta la comunità territoriale.