Eventi

La disseminazione del sapere

Il 10 e l’11 luglio appuntamento online con Think Open Rovereto Workshop 2020

29 giugno 2020
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di Vittorio Iacovella
Tecnico di laboratorio del CIMeC, fa parte del Comitato scientifico del Think Open Rovereto Workshop 2020.

L’iniziativa Think Open @ CIMeC nasce per portare avanti approcci innovativi alle diverse fasi della costruzione e disseminazione del sapere, comunemente racchiusi nell’espressione “Open Science”. 

Tra le buone pratiche promosse ricordiamo: l'analisi sistematica della credibilità dei risultati pubblicati nelle riviste specializzate; il dibattito sulla riproducibilità, la discussione sulle maniere più inclusive di strutturare l'accesso al sapere e il conseguente movimento noto come "open-access"; la standardizzazione e sistematizzazione delle maniere di acquisire, conservare e analizzare i dati.

Queste macro-aree costituiscono gli argomenti principali che verranno discussi nel convegno Think Open Rovereto Workshop 2020, che si terrà online i prossimi 10 e 11 luglio.

Lo “tsunami” del 2020

Quello dell’Open Science è un concetto innovativo, ma non nuovo. Da diversi anni ormai i promotori sviluppano e disseminano pratiche per superare consuetudini ormai obsolete nella comunità scientifica. Molto spesso, però, queste istanze vengono considerate trascurabili o comunque secondarie rispetto all’oggetto della discussione scientifica. 

Tutte le attività che ruotano attorno alla ricerca hanno subito un cambiamento radicale nei primi mesi del 2020 a causa della pandemia: la mobilità internazionale, la raccolta di nuovi dati, la scrittura e la revisione collaborativa delle pubblicazioni scientifiche hanno rischiato di subire un serio rallentamento.

Nonostante l’improvviso cambiamento, definito da alcuni come una sorta di “tsunami”, la comunità scientifica ha potuto contare su un approdo solidissimo, già edificato ed efficiente: l’infrastruttura dell’Open Science. 

L’adozione di pratiche aperte, anche in campi storicamente più tradizionali come la medicina (ad esempio tramite i preprint), ha permesso di continuare a svolgere ricerche da remoto, di revisionare le pubblicazioni a grande velocità, di aumentare la credibilità dei risultati pubblicati in un momento in cui essa diventa cruciale anche in termini di decisioni governative che incidono sulla vita delle persone. Diventa quindi rilevante in questo momento discutere delle conseguenze di questa situazione e tentare di tracciarne i primi bilanci.

Il workshop

Think Open Rovereto Workshop era stato pensato inizialmente come evento dal vivo, ma è stato rapidamente trasformato in una conferenza virtuale. Questa scelta ha permesso di organizzare un evento che sostanzialmente non ha subito le conseguenze della pandemia. Gli speaker intervenendo da remoto hanno potuto gestire la loro agenda senza dover intraprendere viaggi in alcuni casi intercontinentali, riducendo l’impatto ambientale, mentre i partecipanti potranno seguire i contributi in maniera semplice e gratuita in streaming.

Background differenti per arricchire la discussione

La natura interdipartimentale dell’iniziativa Think Open @ CIMeC si riflette nell’eterogeneità delle provenienze dei relatori. Una parte rilevante di loro lavora nel campo delle neuroscienze cognitive, ma ci saranno anche contributi di studiosi apparentemente lontane dagli argomenti trattati al CIMeC che arricchiranno la discussione con punti di vista diversi.
Serena Bonaretti, ad esempio, si occupa di analisi di immagini dell’apparato muscoloscheletrico e mostrerà come sia possibile costruire comunità che collaborano tramite infrastrutture e strumenti di scienza aperta.

Kamran Naim gestisce la parte open science del CERN di Ginevra e illustrerà tra le altre cose l’iniziativa Scoap3, uno dei risultati più importanti ottenuti da una istituzione nella storia dell’accesso aperto alle pubblicazioni.

Open Science in azione 

Tra i relatori ci sarà anche Rotem Botvinik-Nezer, la prima autrice di uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Nature, che ha visto la collaborazione di oltre 200 ricercatori e ricercatrici, inclusi due membri dell’Università di Trento (Luca Turella e Vittorio Iacovella) in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler (Paolo Avesani ed Emanuele Olivetti).

Lo studio si proponeva di investigare quanto siano variabili i risultati di una ricerca sull’imaging funzionale del cervello rispetto alle scelte e su come analizzarli. Ricercatrici e ricercatori coinvolti, grazie a un insieme di strumenti sviluppati dalla comunità Open Science, hanno potuto collaborare e costruire un risultato importante pur lavorando a distanza. 

Durante il workshop si avvicenderanno 12 relatori, tutti da remoto. I contributi verranno trasmessi tra le 9 e le 18 dei giorni 10 e 11 luglio prossimi. L’iscrizione al workshop è gratuita ma obbligatoria per ottenere un posto nella stanza riservata allo streaming. Sarà possibile per i partecipanti interagire con i relatori ponendo domande durante la discussione.

Alcuni riferimenti bibliografici per approfondire
All that’s fit to preprint, Nat Biotechnol 38, 507 (2020)
Botvinik-Nezer, R., Holzmeister, F., Camerer, C.F. et al. Variability in the analysis of a single neuroimaging dataset by many teams. Nature 582, 84–88 (2020).  
Incertezze Inconfutabili, FBK Magazine 15/6/2020