Inaugurazione mostra Imago Tridentina. Foto Giovanni Cavulli, archivio Università di Trento

Eventi

La mostra Imago Tridentina

Cartografia storica manoscritta del Trentino dagli archivi territoriali

14 luglio 2020
Versione stampabile
di Elena Dai Prà
Professoressa del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, è direttrice del Centro GeCo e ideatrice e coordinatrice scientifica della mostra.

La mostra Imago Tridentina. La cartografia storica manoscritta del Trentino dagli archivi territoriali, allestita a partire da ottobre 2019 presso Palazzo Alberti-Poja di Rovereto, sede del Centro Geo-Cartografico di Studio e Documentazione (GeCo), propone ai fruitori un viaggio nella storia plurisecolare del territorio trentino; guida e fil rouge di questa esplorazione dello spazio e nel tempo sono le cartografie storiche manoscritte prodotte tra il XVI e il XX secolo e custodite presso numerosi archivi della provincia.

Il percorso espositivo mette in evidenza la valenza della cartografia storica quale strumento euristico e dispositivo polisemico: una sorta di finestra sul passato, che restituisce un’immagine identitaria dei luoghi e della stratigrafia dei territori e svela e trasmette significati e valori storicizzati nel palinsesto paesaggistico.
In particolare, l’universo cartografico storico trentino è da considerarsi fonte principale per ricostruire la storia del territorio e del paesaggio, foriero di informazioni utili anche alla gestione e valorizzazione del patrimonio storico culturale e ambientale e alla programmazione territoriale sostenibile; esso costituisce un patrimonio culturale, in quanto espressione di saperi, tecniche e conoscenze locali. In quanto territorio di frontiera permeabile agli influssi italiani e mitteleuropei, il Trentino ha costituito un importante laboratorio cartografico, all’interno del quale numerosi cartografi, anche stranieri, si sono cimentati nel tentativo di risolvere svariate problematiche territoriali, dalla gestione delle risorse alle diatribe confinarie. 

La mostra è stata suddivisa in sette aree tematiche, in base all’oggetto di ciascuna rappresentazione, alla committenza e alle motivazioni sottostanti la realizzazione delle cartografie esposte.
Le carte presenti nella sezione dedicata alla cartografia militare testimoniano l’evoluzione delle tecniche e delle prassi cartografiche; si spazia dalle mappe militari settecentesche asburgiche con prospettiva a volo d’uccello a quelle francesi sette-ottocentesche, oltre alle topografie tattiche usate dagli eserciti del Regno d’Italia e dell’Impero Austro-Ungarico durante la Prima Guerra Mondiale. 

All’interno della sezione cartografia gentilizia, che raccoglie la produzione su committenza delle antiche famiglie trentine, invece, si riscontrano carte rispondenti a una duplice finalità: da un lato, la rappresentazione dei propri beni e possedimenti a scopi gestionali, dall’altro la celebrazione del potere dei grandi proprietari terrieri. 
La sala che accoglie le carte rappresentanti problematiche liminari è particolarmente ricca, essendo quello dei confini, da sempre, uno dei temi più rilevanti nella produzione cartografica trentina, anche e soprattutto a causa della posizione peculiare di questo territorio. I limiti cartografati non sono esclusivamente politici, ma anche amministrativi e relativi alle proprietà.

Un’altra tematica inserita all’interno del percorso è quello delle città e degli insediamenti, in virtù del ruolo di grande rilievo che l’iconografia urbana ha da sempre avuto nella storia della cartografia; l’insieme di documenti mostra l’evoluzione delle prassi e delle tecniche di rappresentazione urbana dal Seicento al Novecento. 
Due risorse fondamentali per l’attuale Trentino sono da sempre l’elemento idrico e i boschi. Alla gestione di queste due fonti di ricchezza, ma al contempo anche di rischio per il territorio, sono dedicate due sezioni, le cui cartografie evidenziano le peculiarità territoriali e la capacità delle popolazioni locali di sfruttarne le potenzialità, limitando, nel caso della vicinanza all’acqua, il rischio di inondazioni attraverso numerosi interventi idraulici, soprattutto tra il XVIII e il XIX secolo. 

Infine, l’ultima sezione della mostra è un omaggio alla città che la ospita, Rovereto, che, da piccolo borgo medievale è diventata, in seguito al dominio veneziano il capoluogo della Vallagarina e, successivamente, una delle città più importanti dell’arco alpino, grazie al suo sviluppo rurale, manifatturiero e culturale. Attraverso questi documenti è possibile ricostruirne la storia del territorio, della città, delle attività produttive e delle giurisdizioni. 

In attesa di una prossima riapertura e per superare il blocco imposto dal Coronavirus, è stato realizzato un tour virtuale della mostra, una sorta di finestra virtuale sul territorio accessibile dal sito di Trentino Cultura, prossimamente disponibile anche in lingua inglese.

La visita virtuale permette a fruitori e fruitrici di spostarsi nelle varie stanze e di soffermarsi sulle carte in mostra, con supporti audio, video e testi di approfondimento.
Sul sito Trentino Cultura, curato dalla Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, sono disponibili un’introduzione audio alla mostra Imago Tridentina, la visita virtuale e approfondimenti anche attraverso il catalogo trilingue (italiano, inglese e tedesco). Il Centro geo-cartografico di studio e documentazione (GeCo) è nato nel 2019 da una partnership tra Università di Trento, Provincia autonoma di Trento e Comune di Rovereto.