"Flora Sinensis" - Mostra

Piante, fiori e animali dalla Cina all’Europa

Dal 30 novembre al 18 dicembre 2016
Versione stampabile

Luogo: Dipartimento di Lettere e Filosofia, via Tomaso Gar, 14 - Trento

Inaugurazione mostra: 30 novembre, ore 12.00

Una delle curiosità che colpì maggiormente i viaggiatori europei quando si affacciarono per la prima volta al mondo asiatico estremo-orientale fu la straordinaria varietà di piante e animali esotici, ben lontani dalla flora e dalla fauna euro-mediterranea e caratterizzati da odori, profumi, aromi, colori e sapori forti e decisi, simili a quelli che si “respiravano” nei bazar del Medio Oriente. E qui non parliamo soltanto di “spezie”, una categoria molto ampia che comprendeva una miriade di prodotti naturali esotici, per la maggior parte di origine vegetale, considerati talmente rari e preziosi da rappresentare una vera chimera per il mondo medievale occidentale. Il mondo naturale cinese, giapponese, coreano, indocinese e indonesiano presentava peculiarità tali da renderlo quanto mai affascinante agli occhi di chi, almeno fino alla scoperta dell’America, aveva visto soltanto ciò che circondava il suo “giardino di casa” o, al massimo si era spinto fino in Palestina al seguito dei Crociati o sulle coste dell’Africa mediterranea.
I racconti di viaggio di Giovanni da Pian del Carpine, Guglielmo di Ruysbroeck, Marco Polo e pochi altri, quando, tra la metà del XIII e la metà del XIV secolo, l’espansione mongola dalle sponde del Mar del Giappone a quelle dell’Adriatico aveva unito per la prima volta via terra i due estremi del continente eurasiatico, sono ricchi di descrizioni favolose sull’ambiente asiatico e gli animali che lo popolano.

Ancora più meravigliati furono i navigatori portoghesi quando, all’inizio del Cinquecento, approdarono per la prima volta sulle coste della Cina e del Giappone, dove scoprirono popoli operosi e civili, terre fertili e ben coltivate e tante piante e animali sia domestici che selvatici dalle caratteristiche straordinarie. I cinesi, infatti, nel corso della loro plurimillenaria storia avevano saputo delle montagne Changbai e quello dello Yunnan e del Guizhou. Tutte queste specie hanno dato origine a una ricchissima farmacopea, che viene utilizzata da secoli a scopo curativo e che recentemente è stata scoperta anche in Occidente.

Il Ben Cao
La farmacologia cinese è quella branca della medicina tradizionale cinese che si occupa dell’assunzione di farmaci, tutti rigorosamente di origine naturale.
Meno nota dell’agopuntura, di cui condivide le remote ascendenze mitologiche e una storia basata sull’osservazione di una pratica lunga migliaia di anni.
Il Ben Cao contiene l’intero patrimonio di millenni di farmacopea cinese, che utilizza come rimedi minerali, erbe, radici, cortecce, frutta, fiori, resine, mammi-feri, pesci, rettili, uccelli, insetti…

Giuseppe Castiglione
Cresciuto alla scuola dei grandi maestri lombardi del Seicento, il gesuita milanese trascorse 51 anni come pittore di corte sotto diversi imperatori, dipingendo svariati soggetti. Sviluppò uno stile artistico molto originale, nato da una sintesi tra gli elementi occidentali e quelli cinesi: dai primi trasse il rigore formale e prospettico, dai secondi il gusto per i dettagli e le atmosfere naturali. Particolarmente importanti sono i ritratti dell’imperatore e delle sue concubine e quelli dei cavalli imperiali. Molto raffinate sono anche le rappresentazioni di piante, fiori, uccelli, scimmie, cani, ecc.

Michal Boym
Missionario gesuita nel 1643 si imbarcò con un gruppo sacerdoti e chierici per Goa, la capitale dell’impero portoghese in Asia, e Macao, la colonia portoghese in Cina, l’unico insediamento occidentale presente in quell’area.
Boym è ricordato soprattutto per le sue opere che descrivono la flora, la fauna, la storia, le tradizioni e la usanze dei paesi attraverso cui viaggiò. Il più noto dei suoi lavori è la Flora Sinensis, la prima descrizione dell’ecosistema dell’Estremo Oriente pubblicata in Europa.

Missionari, mercanti e viaggiatori
L’arrivo dei padri occidentali rappresentò una grande novità nella Cina del XVI secolo che aveva imposto severe restrizioni all’accesso degli stranieri. Per la prima volta nella storia, i mandarini e la corte imperiale entrarono in contatto con eruditi che, in molte materie, possedevano conoscenze nettamente superiori alle loro…

Ingresso libero
Per informazioni:
Centro Studi Martino Martini, via Tomaso Gar 14, Trento
tel. 0461 281343