Cattedra d'accoglienza del Collège de France

Professor Antoine Compagnon

10-11 aprile 2019
Versione stampabile

Luogo: Dipartimento di Lettere e Filosofia, Palazzo Paolo Prodi, via Tommaso Gar 14, Trento

Antoine Compagnon. Critico letterario e scrittore, ha insegnato alla Sorbona e da molti anni è professore alla Columbia University di New York e dal 2006 è professore al Collège de France, dove ricopre la cattedra di «Letteratura francese moderna e contemporanea: storia, critica, teoria». 

Conferenza “Littérature, accélérateur d'innovation”

10 Aprile 2019, ore 16.00
Aula 005 Dipartimento di Lettere e Filosofia

« Il nuovo, che comunque è il perituro per essenza, è per noi una qualità così eminente che la sua assenza corrompe tutte le altre e la sua presenza prende il loro posto », scriveva Paul Valéry negli anni Venti. Da allora, la velocità del rinnovamento delle cose si è ulteriormente accelerata. Nelle arti e nella letteratura, per le quali l’imitazione è stata a lungo la regola, il nuovo è diventato l’imperativo della modernità e delle avanguardie. Make it new, proclamava Ezra Pound. L’idea di progresso ha dunque dominato le arti e le tecniche per tutto un secolo. Nathalie Sarraute affermava nel 1964: “La letteratura mi appare come una corsa a staffetta. Ognuno prende il testimone dalle mani di uno scrittore che l’ha preceduto. Non è possibile tornare indietro, e neanche restare sul posto”. E oggi? Quale sarà il posto della letteratura, del romanzo, della poesia, e ancor prima della lettura, nel nostro mondo che sta diventando sempre più globale a partire dalla rivoluzione digitale? Il principio di uno “sviluppo irreversibile” della letteratura è ancora d’attualità? Oppure la letteratura resterà, nell’universo dell’ “obsolescenza programmata”, il rifugio del conservatorismo?

Conferenza “ Roland Barthes e l'ordine”

11 Aprile 2019, ore 10.00
Aula 001 Dipartimento di Lettere e Filosofia

Roland Barthes si lamentava spesso di essere sopraffatto da continue richieste. Gli venivano inviati molti testi da leggere e vari sconosciuti gli scrivevano o lo chiamavano per sollecitare appuntamenti, articoli, interviste, consigli o raccomandazioni. Lavorava sotto «il peso della "Gestione”», come lui stesso aveva confessato negli ultimi corsi al Collège de France (1979-1980). Tuttavia lo stimolo della domanda gli era necessario e fecondo, tanto da esserne quasi dipendente. Non poteva vivere né lavorare senza questo pungolo, senza lo slancio dato dalle scadenze da rispettare, senza lo sprone dei ritardi accumulati.

Le conferenze si terranno in lingua francese.

Tra le sue pubblicazioni tradotte in italiano, “Proust tra due secoli” (Einaudi, 1992), “I cinque paradossi della modernità” (Il Mulino, 1993), “Il demone della teoria. Letteratura e senso comune” (Einaudi, 2000), “Un'estate con Montaigne” (Adelphi, 2014) e “Gli antimoderni, Da Joseph De Maistre a Roland Barthes” (Neri Pozza, 2017).