Il processo criminale tra Medioevo e prima Età Moderna

21 marzo 2019
Versione stampabile

ore 18:00
Dove: Aula Seminari Collegio Bernardo Clesio - via Santa Margherita 13, 38122, Trento

Nel corso del XIII secolo il processo criminale conobbe una graduale ma radicale trasformazione che ne ridisegnò la fisionomia in senso fortemente inquisitorio: il giudice assunse su di sé l’onere dell’accusa e la gestione in prima persona dell’istruzione probatoria; il contraddittorio tra le parti perse a poco a poco la centralità che contraddistingueva la procedura del secolo precedente; i diritti della difesa subirono una radicale compressione; la confessione estorta per mezzo dell’istituto della tortura giudiziaria divenne la prova per eccellenza, sostituendosi così alla testimonianza del terzo.
I momenti cruciali di questa vera e propria trasfigurazione sono fissati nelle opere della dottrina giuridica dedicate al processo penale. Dalla loro lettura emerge il tentativo, non di rado faticoso, di dare ordine e razionalità a una serie di istituti che sembravano trarre origine dalla prassi giudiziaria, ma che possono essere letti come la manifestazione di un mutamento profondo che investiva, alle sue radici, il processo e l’idea del processo.
Il seminario, ripercorrendo le tappe di questa evoluzione, è pensato come un’occasione di riflessione, in chiave storica, intorno ad alcune questioni fondamentali, cui la scienza giuridica fu chiamata (e lo è ancora) a dare risposta: qual è lo scopo del processo? qual è il rapporto, se c’è, tra processo e verità? da cosa dipende, quindi, l’adozione di un modello processuale a discapito di un altro?

  • Giuliano Marchetto, Professore associato, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Trento

La conferenza, inserita nel programma culturale organizzato a favore degli Allievi del Collegio Bernardo Clesio, è aperta all’intera comunità universitaria e cittadina.

È richiesta la prenotazione online entro il 20 marzo 2019.

Capienza: 40 persone.