Vincenzo Viviani e la nascita della mitografia di Galileo

27 Settembre 2019
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Luogo: Dipartimento di Matematica, via Sommarive, 14 - Povo (TN) - Sala Seminari "-1"
Ore: 11:00

Relatore:

  • Stefano Gattei (Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara)

Abstract:

Galileo muore nella sua casa di Arcetri l'8 gennaio 1642. Il giorno successivo viene frettolosamente sepolto, senza gli onori che avrebbe meritato in quanto Filosofo e Matematico Primario del Granduca di Toscana, nel vestibolo di una cappella secondaria della Basilica di Santa Croce, a Firenze. Il suo ultimo e più devoto discepolo, Vincenzo Viviani, allora appena ventenne, avrebbe passato il resto della propria vita adoperandosi in ogni modo per ottenere il permesso di ripubblicare le sue opere e di erigere un monumento funebre consono alla sua figura.
In tarda età, dopo numerosi tentativi finiti nel nulla, Viviani decide di trasformare la facciata del proprio palazzo in un monumento privato, ma visibile a tutti, che celebri la vita e le conquiste scientifiche di Galileo. Nelle lunghe iscrizioni che vi appone, distorce volutamente i fatti, trasformando Galileo da condannato per "veemente sospetto di eresia" a pio martire della scienza.
Un quarto di secolo dopo la morte di Viviani, i suoi desideri vengono finalmente soddisfatti, e i resti di Galileo sono trasferiti nel luogo dove riposano tuttora, di fronte alla tomba di Michelangelo. Se le iscrizioni sulla facciata del palazzo di Viviani testimoniano ancora oggi la nascita della mitografia di Galileo, la cerimonia funebre del 1737 segna l'inizio di un culto laico che, per molti versi, continua a influenzare la storiografia galileiana.

Referente: Claudio Fontanari