Leonardo da Vinci matematico

26 novembre 2019
Versione stampabile

Luogo: Palazzo delle Albere (Trento)
Ore: 18:00

Relatore:

  • Alberto Conte (Professore emerito di geometria all'Università di Torino e membro dell'Accademia delle Scienze di Torino)

Abstract:
Fra gli innumerevoli talenti di cui la natura l'aveva dotato Leonardo possedeva anche quello del matematico, che però non si rivelò immediatamente. Da giovane era infatti, come lui stesso si definisce, "homo sanza numeri", che non sapeva sommare due frazioni né calcolare le percentuali. Le cose cambiarono radicalmente dopo l'incontro, avvenuto nel 1497 a Milano alla corte di Ludovico il Moro, con Frà Luca Pacioli, l'inventore della ragioneria e autore del più diffuso trattato di Aritmetica dell'epoca, che lo spinse a studiare le opere classiche di Euclide e Archimede e gli chiese di illustrare il suo trattato dedicato alla sezione aurea, il "De Divina Proportione", con le meravigliose immagini dei cinque solidi platonici. Da allora Leonardo studia il problema della quadratura del cerchio, ottiene risultati importanti sulle aree delle lunule e applica le sue conoscenze matematiche a problemi di meccanica, d'idraulica, di ottica geometrica, alla costruzione di macchine, alla fisiologia, all'anatomia ... Le sue ricerche culminano nella famosa immagine dell'uomo vitruviano, che tutti conosciamo perchè è riprodotto al verso della moneta italiana da 1 euro. E non dimentichiamo la sua passione per i nodi, che anticipa ricerche matematiche della fine dell'ottocento, e che lui utilizza come una specie di marchio di fabbrica in alcuni dei suoi dipinti più famosi, mentre la moda femminile dell'epoca si impadronisce dei nodi vinciani, che continueranno a furoreggiare per più di cinquant'anni dopo la sua morte.

Referente:
Marco Andreatta