Beni comuni e regolazione

26 febbraio 2016
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IMG: Credits Matteo Boato, Cielo di Campi, olio su tela, 80x50cm, 2003

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Ore: 14.00
Luogo: Sala Conferenze, Facoltà di Giurisprudenza, Via Verdi, 53 - Trento

Esiste un nesso tra regolazione e beni comuni? Ad una prima valutazione sembrerebbe legittimo dubitarne: pur nell’estrema incertezza sui confini concettuali di entrambe le categorie, le stesse appaiono riferite a fenomeni del tutto distinti e anzi opposti, con la regolazione rivolta ad assicurare il corretto funzionamento del mercato e i beni comuni per definizione sottratti al mercato e alle sue logiche. 

Ad un’analisi più approfondita, peraltro, tale distinzione/opposizione si mostra in sé ricca di implicazioni e di spunti utili per lo studio di entrambi i fenomeni e si rivela d’altra parte meno netta di quanto potrebbe a prima vista ipotizzarsi. Da un lato, infatti, la considerazione dei modelli evoluti di regolazione dei mercati – con le loro norme preordinate non solo a promuovere la concorrenza e l’efficienza del mercato ma anche a tutelare consumatori, utenti e risparmiatori e a garantire l’universalità di determinati servizi – può aiutare nella riflessione diretta ad identificare i beni da sottoporre al regime dei beni comuni, cioè ad individuare - laicamente - i casi nei quali le esigenze di carattere collettivo che questo regime intende soddisfare non possono essere adeguatamente garantite attraverso una regolazione efficiente e anche attenta sul piano sociale. Dall’altro lato, le tecniche che la regolazione ha affinato, ad esempio con riguardo all’accesso dei terzi a beni in proprietà privata (ma necessari per lo svolgimento di attività di quei terzi) o all’incidenza di regole eteronome su rapporti contrattuali, sembrano poter fornire indicazioni interessanti anche rispetto alla definizione delle regole di gestione – cioè, al regime – dei beni comuni.

Il workshop mira ad approfondire tali tematiche, sin qui apparentemente non molto considerate dalla dottrina, con l’apporto di studiosi di assai diversa estrazione disciplinare, giuridica (costituzionale, amministrativistica e civilistica) e filosofica.

Introduce 

  • Eugenio Bruti Liberati - Università del Piemonte Orientale

Discutono del tema

  • Ines Ciolli - Università di Roma "La Sapienza"
  • Maria Rosaria Marella - Università di Perugia
  • Bruno Tonoletti - Università di Pavia
  • Ermanno Vitale - Università della Valle d’Aosta

 

Comitato scientifico
Barbara Marchetti, Università degli Studi di Trento
Eugenio Bruti Liberati, Università del Piemonte Orientale

Facoltà di Giurisprudenza