Conferenza / Incontro

Attorno al Karnyx

Ruoli e funzioni di antichi strumenti musicali nella Cultura di Fritzens-Sanzeno
6 dicembre 2021
Orario di inizio 
09:00
Palazzo Paolo Prodi - Via Tommaso Gar 14, Trento
Auditorium
Destinatari: 
Tutti/e
Partecipazione: 
Ingresso libero con prenotazione
Online su prenotazione
Referente: 
Guido Raschieri
Contatti: 
Staff CeASUm

Descrizione

La giornata di studi si pone in prosecuzione di un laboratorio avviato in anni recenti e indirizzato allo studio del karnyx, un’antica tromba da guerra risalente alla Cultura retica di Fritzens-Sanzeno. Inserendosi in un programma di interesse europeo, lo studio archeologico dei reperti ha catalizzato l’attenzione e l’accurato intervento di altri saperi in un percorso di ricostruzione e rifunzionalizzazione dello storico strumento musicale.
Un analogo itinerario ha coinvolto una nutrita équipe di studiosi operanti nella realtà del Tirolo settentrionale. Infatti il ritrovamento di alcuni resti riconducibili a un’arpa angolare, nell’insediamento retico di Pirchboden nei pressi di Fritzens, ha suscitato uno studio approfondito su forma e funzionalità dell’antico strumento, sfociato infine in un serio progetto sperimentale di riproduzione e reimpiego.
La nuova fase si propone di riflettere in particolare sul contesto e sulle lontane funzioni di tali tipologie di oggetti sonori nel comprensorio delle Alpi retiche, attraverso lo studio e l’interpretazione delle fonti antiche, il confronto con strumenti di natura analoga attestati in altre aree geografico-culturali e la simulazione la più prossima dell’originaria impronta sonora.

Programma

I sessione

ore 9.00 

Introduce
Marco Uvietta (Università di Trento) 
Responsabile del Lab SumMit - Laboratorio di Studi Umanistici sugli scambi culturali in e con la Mitteleuropa

Presenta e modera
Guido Raschieri (Università di Trento)

ore 9.30 

Attorno al carnyx: testi e immagini.
Daniela Castaldo (Università del Salento)

ore 10.00

La salpinx a Sparta antica, tra mito e storia.
Elena Franchi (Università di Trento)

ore 10.30-10.45

Discussione

ore 11.00

Il Karnyx di Sanzeno: una riscoperta archeologica. Dati scientifici e contesto culturale.
Rosa Roncador (Associazione culturale Alteritas - Interazione tra i popoli. Sezione Trentino)

ore 11.30

La pratica dello strumento. Sperimentazioni e riflessioni di un performer.
Ivano Ascari (Conservatorio"F.A. Bonporti" di Trento e Riva del Garda)

ore 12.00 – 12.30    

Discussione

II sessione

Introduce e modera
Franco Nicolis (Direttore dell'Ufficio beni archeologici della provincia autonoma di Trento)

ore 14.30  

Un’arpa ad angolo dall'insediamento dell'età del ferro di Fritzens-Pirchboden, Tirolo Settentrionale.
Gerhard Tomedi (Università di Innsbruck)

ore 15.00

Michael Schick, Gottfried Heel e Ulrike Töchterle (Università di Innsbruck)

The Fritzens-Pirchboden Harp: Musicological Theoretical Considerations for Reconstruction and Probable Montage (con esempi musicali sullo strumento ricostruito)

ore 16.00 – 16.30 

Discussione 

Relatori

Daniela Castaldo

Attorno al carnyx: testi e immagini.
Numerose sono le fonti che documentano le funzioni e i contesti d’uso del carnyx presso le popolazioni celtiche: si tratta in particolare di testi greci e latini e di un repertorio di immagini piuttosto ampio, soprattutto bassorilievi e monete che sono sostanzialmente concordi nel proporre questo particolare tipo di tromba come simbolo dell’identità celtica. Nel corso dell’intervento saranno proposte queste testimonianze che saranno lette, discusse e interpretate anche alla luce dei reperti archeologici relativi allo strumento.

Elena Franchi 

La salpinx a Sparta antica, tra mito e storia.
Per descrivere il karnyx celtico gli antichi Greci ricorrono talora al termine salpinx, usato per designare uno strumento a fiato dalle caratteristiche in realtà differenti anche se impiegato in contesti simili. Usata in guerra così come in contesti rituali, la salpinx non sembra essere lo strumento prediletto dagli Spartani, anche se una certa tradizione di studi ne sottolinea l'importanza a Lacedemone. Al leggendario terrore che incuteva l'esercito spartano contribuiva tuttavia il ricorso a strumenti musicali diversi dalla salpinx, la quale a Sparta ha invece un rilievo maggiore nella sfera del culto.

Rosa Roncador

Il Karnyx di Sanzeno: una riscoperta archeologica. Dati scientifici e contesto culturale.
La riscoperta del karnyx di Sanzeno è avvenuta, come spesso accade, non sul campo bensì nel magazzino di un museo. Il reperto fu infatti rinvenuto durante gli scavi archeologici realizzati a Sanzeno, e diretti da Giulia Fogolari, intorno agli anni 50 del secolo scorso. Frammenti di tubi in lamina di bronzo e un “elemento fogliaceo”, come descritti nei diari di scavo, solo recentemente, grazie al confronto con reperti ritrovati durante le ricerche nel luogo di culto di Tintignac (Corréze, Francia), sono stati identificati quali resti di ben due karnykes. Secondo le fonti scritte e iconografiche i karnykes venivano utilizzati dai Celti in battaglia come “arma psicologica": il loro dinamico modo di combattere infatti prevedeva un primo assalto particolarmente coreografico caratterizzato da guerrieri urlanti, che insieme al suono delle “trombe” da guerra, generavano un boato terrificante. È interessante notare come il dato archeologico evidenzi, ad oggi, la presenza di questi strumenti in contesti di culto: sacro e profano erano un tutt’uno nella società celtica lateniana.

Ivano Ascari 

La pratica dello strumento. Sperimentazioni e riflessioni di un performer.
È questione di squadra, per certi versi di staffetta, il lavoro che parte dallo scavo e si corona con la performance on stage. L’archeologia sperimentale affida alle mani e alle labbra del musicista il karnyx, affinché da oggetto muto e inanimato esso diventi strumento vivente. Ricostruiamo dalle tracce dell'antichità un soundscape e un pezzo della cultura immateriale. Cos’è il karnyx: una tromba, un corno, altro? L'intervento si propone di far luce su elementi essenziali, utili per comprendere la particolarità del karnyx: la morfologia del bocchino e del tubo, la postura da assumere, la gamma dei suoni. Siamo artefici e spettatori di una timida, autonoma renaissance musicale del karnyx? O allo stato attuale conviene lasciare che a continuare ad occuparsi del karnyx siano principalmente gli studi di archeologia musicale.

Gerhard Tomedi, Michael Schick, Gottfried Heel, Ulrike Töchterle

Un’arpa ad angolo dall'insediamento dell'età del ferro di Fritzens-Pirchboden, Tirolo Settentrionale.
Già nel 2000 Gerhard Tomedi aveva menzionato che gli innumerevoli frammenti del reperto ritrovati durante le indagini archeologiche dell'insediamento retico di Pirchboden (vicino a Fritzens, Tirolo settentrionale) erano parte di una possibile arpa, una cosiddetta arpa angolare. Un intenso lavoro di documentazione sull'oggetto stesso, nonché ricerche e confronti archeologici ed etnologici sono stati effettuati nel 2018-2020 presso l'Istituto di Archeologia dell'Università di Innsbruck da Michael Schick, Gottfried Heel, Michael Moser e Andreas Blaickner. Nel corso di questo lavoro è stato possibile ottenere dati dettagliati sulla morfologia e la tettonica dell'oggetto ritrovato, sulla sua integrazione in uno strumento completo (arpa angolare) che non è più conservato e su un possibile uso di questo strumento musicale. La documentazione grafica dettagliata di tutti i componenti dell'oggetto ritrovato è stata l'obiettivo principale all'inizio del lavoro. Lo scopo era quello di riunire il maggior numero possibile di dettagli riconoscibili sul reperto stesso e di capire la loro funzionalità in termini di strumento musicale. Così, tra l'altro, la documentazione con un microscopio digitale di alta qualità (Keyence VHX 6000) nel laboratorio di restauro dell'Istituto ha permesso di osservare la superficie nella gamma microscopica e quindi di identificare possibili tracce d'uso. Queste tracce hanno fornito indizi decisivi per la visualizzazione come "strumento". Inoltre, la ricerca nel deposito ha portato alla luce altri frammenti fondamentali dell'oggetto, che attualmente sono anche sottoposti ad analisi 14C per datare il ritrovamento. Incorporando la tecnologia 3D, Michael Moser nell'ambito del progetto HiMAT dell'Università di Innsbruck è stato in grado di creare un modello poligonale e una stampa 3D del presunto strumento. La conclusione preliminare delle indagini è la compilazione di tutti questi dati sotto forma di un "modello reale", una sorta di modello musicalmente "suonabile" dello strumento, in cui la parte superiore è formata dal reperto di Fritzens. Questo lavoro è stato realizzato da G. Heel, che è da un lato musicista e dall'altro esperto nella costruzione di strumenti storici a corda (strumenti ad arco, arpe).
Anche se la nostra conoscenza della pratica della "musica retica" è limitata (a parte il materiale iconografico e alcuni reperti molto frammentari), attraverso la "ricostruzione" è stato possibile produrre suoni in un quadro "moderno" e far suonare l'oggetto ritrovato come un'arpa angolare nel XXI secolo.

Modalità di partecipazione

Sarà possibile partecipare alla conferenza in presenza, previa prenotazione del posto. Per la partecipazione da remoto, vi invitiamo a compilare il form di iscrizione online.

In collaborazione con l'Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento