Dove: Dipartimento di lettere e filosofia, Aula 003
Orario: 10.30-12.30

L’Occidente, caratterizzato da una cultura fondamentalmente autoreferenziale, ha una conoscenza tuttora molto superficiale dell’Islam e della sua arte. Questa ignoranza fa il gioco delle milizie terroristiche dell’Isis, le quali, minacciando e distruggendo i più importanti siti archeologici del Medio Oriente (Palmira, Nimrud, Hatra), diffondono l’idea di un Islam del tutto avverso al mondo delle immagini, e quindi scandalosamente estraneo e inconciliabilmente opposto alla cultura occidentale che di quel mondo non può né vuole fare a meno, tanto più quando si riferisce alle testimonianze del passato.

In realtà, l’idea che la religione islamica sia aniconica, o addirittura iconoclasta, non è altro che un pregiudizio: in quanto tale, esso nuoce pericolosamente o qualsiasi tentativo di dialogo non solo interreligioso, ma anche interculturale. Si tratta dunque di una questione di cruciale attualità, e non solo per chi si occupa del patrimonio storico-artistico nazionale e internazionale.

Per chiarire quale rapporto esista veramente fra Islam ed espressione artistica, e quale sia la natura dell’arte islamica, abbiamo invitato due esperti, ognuno dei quali parlerà per circa 45 minuti; seguirà un dibattito. L’incontro, concepito all’interno del Corso di Laurea in Beni Culturali, è aperto al pubblico.

Un incontro con: Giovanni Curatola, professore di Archeologia e Storia dell’arte musulmana all’Università di Udine, e con Massimo Campanini, professore di Storia dei paesi islamici dell’Università di Trento, organizzato da Alessandra Galizzi Kroegel, professore di Museologia e Storia della Critica d’arte, Dipartimento di Lettere e Filosofia, Università di Trento.