Immagine tratta dalla locandina dell'evento

Formazione

FORMARE LE CAPACITÀ CRITICHE E DI CONFRONTO NEI GIURISTI DI DOMANI

A Giurisprudenza si parla di diritto e letteratura

8 luglio 2016
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di Maurizio Manzin
Professore ordinario di Filosofia del Diritto presso l’Università di Trento.

“Diritto e Letteratura”: si tratta di una disciplina relativamente recente nel campo degli studi giuridici, nata dall’incontro fra i testi letterari contenenti riferimenti al diritto e le teorie dell’interpretazione. Inizialmente i giuristi erano interessati soprattutto agli elementi storico-culturali e filosofici che si potevano trarre da opere di celebri scrittori (pensiamo, ad esempio, all’episodio manzoniano dell’Azzeccagarbugli): questo approccio viene indicato dagli specialisti come law in literature. Rapidamente, però, l’interesse si è esteso al tipo di narrazione costituita dagli stessi testi giuridici (come una sentenza o un dialogo processuale), alle forme logiche e retoriche utilizzate, alla struttura della comunicazione giuridica e ai suoi effetti sulla società: in questi casi si parla di law as literature.

Lo stesso oggetto delle ricerche si è ampliato a tutta la varietà espressiva delle discipline umanistiche: non solo la letteratura, dunque, ma anche il cinema, il teatro, la televisione (dove i serial forensi hanno da sempre grande successo), i media elettronici, la musica (come dimenticare il “Se tutto il codice dovessi volgere” cantato da Bartolo delle mozartiane Nozze di Figaro). Su “Diritto e Letteratura” si è svolto a Trento il convegno “A Picture of Law. Multimodal Argumentation, Pluralism and Images in Law”. Gli ospiti d’onore, i professori Jens Kjeldsen (Università di Bergen, Norvegia) ed Eugenio Ripepe (Università di Pisa), hanno tenuto le relazioni d’apertura rispettivamente sulla multimodal argumentation, ossia quel modo di ragionare in cui hanno ampio spazio le immagini visuali, e sull’apporto dei poemi omerici e delle sacre scritture alla formazione della coscienza giuridica europea. Non solo codici e leggi, dunque, nel bagaglio dello studente di giurisprudenza: accanto alla vocazione agli studi internazionali e alla comparazione, che costituisce la peculiarità della Facoltà giuridica trentina, anche un ampio spazio alla cultura umanistica, la sola capace di formare le capacità critiche e di confronto necessarie ai giuristi di domani in una società sempre più complessa e variegata.

Il 7° convegno della Società Italiana di Diritto e Letteratura, “A Picture of Law. Multimodal Argumentation, Pluralism and Images in Law” si è tenuto per la prima volta a Trento il 16 e 17 giugno scorsi. L’evento, che si è svolto nell’ambito delle “Giornate Tridentine di Retorica”, alla loro sedicesima edizione, è stato organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, dal Centro di Ricerche sulla Metodologia Giuridica (CERMEG) di cui il professor Maurizio Manzin è presidente, con la collaborazione dell’Università di Urbino “Carlo Bo”.