I partecipanti della Summer school, archivio Università di Trento

Formazione

CHE COS’È IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE?

Nella Summer school della Facoltà di Giurisprudenza a confronto sistemi giuridici diversi su un tema che coinvolge sostenibilità sociale e identità culturale

3 settembre 2014
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di Cinzia Piciocchi
Ricercatrice in Diritto costituzionale comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, è stata docente presso la Summer school CoCoA.

Esiste un diritto costituzionale ad istituire scuole di private? L’istruzione rappresenta un diritto o un obbligo? I genitori possono esimere i propri figli dalla frequenza scolastica, educandoli a casa (homeschooling)? Una scuola può limitarsi ad insegnare solo precetti religiosi?

Di questi ed altri argomenti affini si è occupata l’edizione 2014, da poco conclusasi, della Summer school CoCoA (Comparing Constitutional Adjudication: A Summer School on Comparative Interpretation of European Constitutional Jurisprudence), diretta dal professor Roberto Toniatti, docente di Diritto costituzionale comparato della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e in collaborazione con le associazioni internazionali ELA (Education Law and Policy Association) ed EPLO (European Public Law Organization).
La Summer school era dedicata al tema cruciale dell’istruzione e ha coinvolto assistenti alle Corti costituzionali, dottorandi e dottori di ricerca, ricercatori e studenti post-lauream, provenienti da diversi Paesi europei ed extra-europei (Stati Uniti, Israele e Brasile). I partecipanti hanno trovato un’occasione di confronto sui diversi aspetti del diritto all’istruzione: a partire dalle previsioni costituzionali che garantiscono tale diritto, proseguendo con le specifiche discipline previste dai diversi ordinamenti nazionali, anche alla luce della giurisprudenza delle Corti costituzionali, della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Ne è emerso un quadro complesso ed eterogeneo, in cui la scuola si pone come rappresentazione di contesti sociali complessi, in una prospettiva che guarda al panorama attuale, poiché riflette le diverse culture che si trovano a convivere, ma anche a quello futuro, poiché per la scuola passa la società che s’intende costruire. 

Religioni, lingue, ma anche vestiario, simboli etnici e religiosi sono tutte espressioni identitarie che nella scuola possono trovare limiti e quindi dare luogo a possibili tensioni, poiché i soggetti che si confrontano sono più d’uno.
Ci sono i genitori, portatori di una dimensione identitaria che desiderano trasmettere ai propri figli e ci sono i docenti, titolari della libertà d’insegnamento, che si svolge secondo le scelte dettate dalla propria autonomia, ma anche da criteri determinati dagli Stati e dalle scuole stesse. Anche queste ultime, poi, possono avere una propria dimensione identitaria (tipicamente: le scuole a tendenza religiosa), spesso tutelata a livello costituzionale ma che può confliggere con altri principi di pari natura. 
Ci sono poi i soggetti più importanti: gli alunni, che rappresentano un “investimento sociale” cruciale, poiché nella scuola si formano anche i cittadini.
La Summer school, svoltasi dal 28 luglio al 1° agosto nella suggestiva cornice del lago di Levico, ha fornito l’occasione per un dibattito ampio e di grande interesse, ponendo a contatto realtà tra loro estremamente diverse, sia per i contesti sociali con i quali gli ordinamenti si confrontano, sia per il rapporto che ogni ordinamento nazionale costruisce in modo diverso con le proprie componenti culturali, ad esempio le minoranze linguistiche e religiose.
In particolare, è emersa un’esigenza comune a realtà nazionali eterogenee, che guarda al diritto all’istruzione anche alla luce della sostenibilità sociale di ciò che nelle scuole s’insegna, favorendo il dialogo e la reciproca comprensione tra identità culturali diverse che nel medesimo contesto si trovano a convivere.

La prospettiva adottata rispecchia quella delle precedenti edizioni della Summer school CoCoA ed è quella della comparazione giuridica, in cui ordinamenti diversi si confrontano, anche allo scopo di comprendere meglio se stessi. Questa impostazione ha caratterizzato sin dalle origini la Summer school, nata nel 2006 per iniziativa del professor Roberto Toniatti, nella volontà di mettere a contatto chi opera nell’ambito del diritto costituzionale secondo prospettive diverse: dagli studiosi, a chi nelle Corti costituzionali lavora quotidianamente. Una modalità quanto mai fruttuosa in un contesto, come quello attuale, in cui la tutela dei diritti fondamentali è la sintesi di livelli diversi: quello costituzionale, quello europeo e quello internazionale, in cui i modelli di tutela circolano, rispondendo ad esigenze che risultano, specie nel campo dell’istruzione, in larga parte comuni. 
Su tutte, ne emerge una, che risponde ad un’idea della scuola di cui s’impara a leggere, scrivere e far di conto, ma anche a convivere ed in cui la comprensione reciproca appare sempre più spesso come un obbligo.