Legionari in Siberia. Foto archivio CEDOS

Formazione

LA LEGIONE CECOSLOVACCA

Se ne parla nella puntata di aprile del calendario digitale La Grande guerra + 100

11 aprile 2018
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di Alessandro Chebat
Collaboratore di ricerca per il progetto La Grande guerra +100 dell’Università di Trento.

Il sito La Grande guerra + 100 nasce dall’idea di fornire uno strumento di divulgazione digitale adatto a un pubblico ampio, lasciando spazio anche ad approfondimenti specialistici. In 56 puntate, da maggio 2014 a dicembre 2018, ogni mese vengono proposti articoli su eventi precisi, corredati da una tavola pittorica, infografiche, biografie, testimonianze e fotografie. I contenuti del sito sono tutti disponibili anche in inglese con la pubblicazione, inoltre, di contributi provenienti dalle università di Cracovia, Innsbruck e Montpellier.

Scopo del progetto è infatti raccontare a cento anni di distanza il primo conflitto mondiale inserendolo nel contesto internazionale che l'ha generato. Ci si distacca dalla visione italo-centrica, volta a raccontare la Grande guerra unicamente attraverso il fronte italiano, e si media tra la narrazione dell’histoire bataille, cioè la storia delle operazioni militari senza tener conto del contesto, con i più recenti studi di storia economica, sociale, culturale e delle relazioni internazionali.

Nel mese di aprile 2018 il sito giungerà alla puntata numero 48, dedicata alle legioni cecoslovacche nel primo conflitto mondiale. Le vicende dei legionari cechi e slovacchi — in genere ex prigionieri austro-ungarici che decisero di volgere le armi contro la madrepatria per creare una Cecoslovacchia indipendente — raccolgono in sé tematiche quali il nazionalismo, la propaganda e la nuova dimensione globale del conflitto, che furono peculiari della Grande guerra.

La puntata, frutto della collaborazione con il Centro di documentazione storica sulla Grande Guerra (CEDOS) di S.Polo di Piave sarà articolata su tre contributi e una testimonianza. Un primo testo, a cura di Sergio Tazzer, racconta nel dettaglio le poco note vicende della Legione cecoslovacca in Italia. Il secondo, di Helena Trnkova, dottoressa di ricerca presso l'università di Montpellier III, ricostruisce la storia dei volontari cechi e slovacchi in Francia, nazione che già ospitava numerosi intellettuali e politici boemi i quali, in seguito, saranno protagonisti della Cecoslovacchia indipendente. Un terzo testo, scritto dall'autore del presente articolo, traccerà le complesse vicissitudini della Legione cecoslovacca in Russia. Contrariamente alle analoghe formazioni operanti in Europa occidentale — le quali combatterono per il comune obiettivo dell'indipendenza nazionale — la Legione in Russia fu coinvolta nei traumatici rivolgimenti politico-sociali della Rivoluzione d'ottobre e della guerra civile russa. A chiudere la puntata vi sarà infine una selezione di testimonianze riguardanti i legionari cecoslovacchi in Francia, curata da Helena Trnkova.

Oltre ai contributi storiografici, il sito dà una forte importanza anche alla componente iconografica con le tavole pittoriche, realizzate da Adriano Siesser, considerate uno strumento, ironico e fantasioso, utile a leggere il conflitto. La tavola di aprile — realizzata con la tecnica del collage — è dedicata alla morte di Manfred von Richthofen, il “Barone rosso”. Il tema della tavola si distacca solo apparentemente dai testi cui è dedicata la puntata. La Grande guerra fu combattuta anche sul piano delle idee: entrambe gli schieramenti si presentarono come difensori e portatori di culture e ideologie contrapposte, svolgendo un'azione propagandistica senza precedenti. Essa aveva il duplice scopo di indebolire la compattezza del fronte avversario, come nel caso della Legione cecoslovacca, composta da ex prigionieri di guerra, o di creare nuovi miti ed eroi per rinfrancare i combattenti nelle trincee e il fronte interno, come il Barone rosso. La stessa scelta del collage è coerente con il periodo storico. È infatti a partire dal 1916 che prese vita il movimento Dadaista, i cui esponenti utilizzavano il collage come tecnica espressiva nel tentativo di creare un’arte dalla vena ironica e caricaturale che descrivesse la follia dell'epoca.

La galleria fotografica, infine, raccoglierà una serie di immagini di legionari cecoslovacchi in Italia, dei quali alcuni finirono impiccati per tradimento dalle autorità austro-ungariche. Si tratta di materiali d'archivio, tratti dalle collezioni del CEDOS, in gran parte inediti al grande pubblico.

Il calendario digitale La Grande guerra + 100 è un’iniziativa del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, sotto la direzione scientifica del professor Gustavo Corni. Il progetto è cofinanziato dalla Fondazione Caritro, dal Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento e – da marzo 2015 – dal programma europeo “EACEA – European Citizenship”.