TeacherDojo 2019. Foto archivio Università di Trento. 

Formazione

TeacherDojo, una palestra interattiva

Informatica, pensiero computazionale a apprendimento creativo per insegnanti

23 settembre 2019
Versione stampabile
di Alberto Montresor e Giorgia Bissoli
Alberto Montresor, professore dell’Università di Trento e responsabile scientifico del workshop; Giorgia Bissoli, responsabile attività educative di Verona FabLab.

Dojo, che in giapponese significa "palestra", indica un luogo aperto, dove persone con diverse età, competenze e abilità si incontrano per “allenarsi”. 

Il nome TeacherDojo prende ispirazione dai CoderDojo, club di programmazione per ragazzi in età scolare che, nati nel 2011 in Irlanda, si stanno diffondendo ovunque in Europa e nel mondo. 

Nei CoderDojo, i ragazzi vengono aiutati da mentor volontari che vogliono condividere la loro passione per l’informatica e la programmazione.

TeacherDojo vuole essere proprio questo: una palestra dove allenarsi all’insegnamento dell’informatica e del pensiero computazionale; un luogo d’incontro tra insegnanti alle prime armi e insegnanti più esperti; uno spazio dove discutere dei problemi legati a una materia che si è affacciata da poco nel mondo della scuola ma che - secondo le indicazioni ministeriali - dovrà essere insegnata in tutte le scuole a partire dal 2022.

Nei giorni 4-5-6 settembre 2019, il Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento ha organizzato la seconda edizione di ICT Days TeacherDojo, un workshop di aggiornamento per insegnanti delle scuole primarie e secondarie.

L’evento era incentrato sull’informatica, sul pensiero computazionale, sulla robotica educativa e sull’apprendimento creativo.

Il workshop ha visto la partecipazione di oltre 110 insegnanti, la quasi totalità provenienti dalla provincia di Trento.

Le attività sono state organizzate in nove interventi distinti: un corso base dedicato a chi si avvicinava per la prima volta a questo argomento (della durata di nove ore) e una serie di corsi avanzati dedicati ad una serie di tecnologie educative quali Scratch, Lego WeDo, Lego Mindstorms, TinkerCad, Arduino e Clementoni.

La maggior parte dei corsi era dedicato a insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per i quali l’informatica non è curriculare; un corso specifico è stato dedicato ai docenti di informatica delle scuole superiori, incentrato sul linguaggio di programmazione Python. 

Tutti i laboratori sono stati ripetuti la mattina e il pomeriggio, per cercare di renderli compatibili con la partecipazione alle attività scolastiche di inizio anno, per un totale di 66 ore.

Il workshop è terminato con attività di co-progettazione didattica, in cui insegnanti esperti presentavano le proprie attività in classe e aiutavano i partecipanti a immaginare come portare attività simili nel proprio contesto scolastico.

Radunare oltre un centinaio di insegnanti per corsi di aggiornamento è certamente un’impresa. Ci siamo chiesti come si spiega il successo di questa iniziativa. A nostro parere, questi sono alcuni fattori chiave.

I responsabili dei singoli corsi sono per lo più docenti in servizio, in grado di rispondere alle domande e ai dubbi didattici dei partecipanti e che mettono in pratica ogni giorno quello che propongono.

Tutte le attività sono proposte in modalità hands-on e bring your own device: corsi laboratoriali dove abbiamo spinto i partecipanti a mettere in pratica fin da subito quanto appreso, utilizzando i propri portatili.

I docenti responsabili dei corsi sono stati affiancati da un piccolo esercito di studenti, che hanno agito da mentor (in puro spirito CoderDojo) e hanno aiutato i partecipanti a superare le difficoltà lungo il percorso. Leggendo i questionari di valutazione, è stato proprio l’aiuto degli studenti la parte più apprezzata.

Quando si conclude un evento come questo, si inizia subito a progettare quello successivo, anche in base alle valutazioni dei partecipanti.

È emersa forte la richiesta di aumentare le attività di co-progettazione e pratica didattica, allo scopo di creare moduli didattici che possano essere condivisi in una comunità di apprendimento trentina ma non solo. Ancora più forte è il desiderio di “restare in contatto”, ovvero organizzare incontri periodici di confronto e approfondimento.

Quindi, arrivederci a TeacherDojo 2020, ma ci auguriamo di poterci incontrare anche prima di allora.