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Formazione

LA PSICOLOGIA DEL TRAFFICO

Un ciclo di conferenze sulle professioni dello psicologo. Prossimo appuntamento 22 aprile

11 aprile 2016
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di Lorenzo Avanzi e Max Dorfer
Rispettivamente ricercatore del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento e Psicologo del traffico presso il Servizio di Medicina Legale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige.

La psicologia del traffico (traffic psychology) è un ramo tradizionale di ricerca e di intervento professionale della psicologia, come lo sono la psicologia clinica e la psicologia del lavoro, ma ancora poco diffuso in Italia.

L’obiettivo principale di questo settore della psicologia è la tutela della salute pubblica nell’ambito della circolazione stradale. Essa si focalizza sui comportamenti degli utilizzatori della strada, sui processi psicologici che li sostengono e sulle caratteristiche delle infrastrutture, cercando di ridurre gli incidenti stradali e aumentare la sicurezza.

Tale ambito di ricerca ed intervento è particolarmente sviluppato nell’Europa centrale, dove raggiunge standard molto elevati, in particolare in Germania e in Austria, ma è ben radicato anche in altri paesi come Spagna, Francia e Australia. I temi tipici affrontati dalla psicologia del traffico riguardano, ad esempio, gli effetti di diversi fattori come alcol, droghe o farmaci, affaticamento e stanchezza, sulle capacità di guidare in sicurezza; le cause dell’alto rischio di incidenti stradali dei conducenti giovani neopatentati; il ruolo dei processi cognitivi quali l’attenzione, il sovraccarico cognitivo, ecc.; le cause della guida a velocità inadeguata o l'assunzione di comportamenti a rischio; i fattori di personalità che possono concausare incidenti stradali. 

Fra i principali campi di intervento professionale di questa disciplina, un posto centrale è occupato dalla valutazione psicologica dell’idoneità alla guida. A differenza di altri paesi, dove tali valutazioni rientrano nell’iter normale di idoneità per ogni cittadino, in Italia questi accertamenti possono essere richiesti per motivi particolari, come per il rinnovo della patente ad un guidatore anziano o ad una persona con problemi di alcolismo. Nel primo caso, un’attenta analisi delle capacità cognitive e psicomotorie del conducente anziano potrebbe portare al suggerimento di imporre alcune restrizioni nell’ambito di guida dello stesso, come ad esempio l’obbligo di guidare entro un raggio di 30 chilometri dall’abitazione.

Un’altra possibile applicazione è volta alla prevenzione degli incidenti stradali e alla promozione di comportamenti di guida sicuri. Questa attività può portare alla realizzazione di campagne informative mediante differenti mezzi di comunicazione, alla partecipazione nella progettazione delle infrastrutture o dei sistemi di assistenza alla guida, alla collaborazione con le Forze dell’Ordine nella pianificazione dei controlli e alla consulenza rivolta ai politici per la realizzazione di leggi ad hoc. Fondamentale in questa attività risulta essere la valutazione dell’efficacia degli interventi proposti ed applicati.

Infine, la psicologia del traffico è alla base della formazione degli operatori che si occupano di sicurezza stradale a vario titolo e, più in generale, dell'educazione stradale rivolta a tutti i cittadini o a particolari categorie, come ad esempio i giovani neopatentati.

Queste attività richiedono approcci interdisciplinari che si avvalgono di conoscenze derivanti da differenti discipline psicologiche, dalla psicologia cognitiva a quella sociale, ma anche da altri ambiti professionali come la medicina, le scienze ingegneristiche, l’ergonomia, le discipline di tipo pedagogico, sociologico e legale. L’interdisciplinarietà non è solo legata alle conoscenze, ma anche all’attività professionale stessa, in quanto lo psicologo del traffico è chiamato a collaborare con differenti figure di professionisti quali, ad esempio, le Commissioni Mediche per l’accertamento dell’idoneità alla guida; gli operatori dei servizi di prevenzione del Sistema Sanitario Nazionale; gli ingegneri relativamente alla progettazione delle infrastrutture stradali e gli operatori delle autoscuole. 
 

Ne ha parlato il 18 marzo Max Dorfer, psicologo del traffico presso l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, durante una conferenza inserita nel ciclo di incontri “Le professioni dello psicologo. Percorsi, attività ed esperienze di professionisti.” in programma fino a maggio. Tutti gli appuntamenti, che sono organizzati dal Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Ateneo trentino, si svolgono al Palazzo dell'Istruzione di Rovereto e sono rivolti agli studenti e alle studentesse del corso di Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva.