Roger Chartier e Giovanni Ciappelli. Foto archivio Università di Trento

Internazionale

COLLÈGE DE FRANCE E UNIVERSITÀ DI TRENTO

La collaborazione porta quest’anno a Trento cinque studiosi illustri. Intervista a Sandro Stringari

13 ottobre 2017
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di Paola Fusi
Responsabile della Divisione Comunicazione ed Eventi dell’Università di Trento.

L’Università di Trento ha dato in questi giorni il benvenuto al professor Roger Chartier, storico e professore emerito del Collège de France, una delle più prestigiose istituzioni di ricerca e d’alta formazione francese. Il professor Chartier è il primo di cinque ospiti che arriveranno a Trento nei prossimi mesi, grazie ad un accordo di collaborazione attivo dal 2011.
Abbiamo parlato di questo con il professor Sandro Stringari, docente di fisica dell’Ateneo e responsabile scientifico dell’accordo.

Professor Stringari, in cosa consiste la collaborazione tra l’Università di Trento e il Collège de France e perché è importante?
Il Collège de France è un istituto superiore di ricerca di grande prestigio internazionale. È stato fondato da Francesco I nel 1530; vanta quindi una storia di prestigio molto lunga. Si trova a Parigi, nel quartiere latino, vicino alla Sorbona. Il Collège de France si occupa di ricerche in campo storiografico, filologico e filosofico, nonché di fisica, matematica, biologia, chimica, scienze della terra e psicologia cognitiva. 
L’accordo di collaborazione ha in sé due iniziative: la Cattedra di Accoglienza, che permette di ospitare a Trento studiosi di altissimo livello che collaborano con i nostri ricercatori, entrano in aula e insegnano ai nostri studenti; gli Scambi di Mobilità, che consentono ai nostri giovani ricercatori (di dottorato e post-dottorato) di svolgere periodi di studio e ricerca al Collège de France.

Questa collaborazione è stata avviata solo nel 2011, ma le presenze degli studiosi del Collège de France all’Università di Trento sono già molto numerose. Segno di un’iniziativa apprezzata da entrambe le istituzioni?
La collaborazione che l’Ateneo ha con il Collège de France è molto intensa, direi unica. Dall’avvio ad oggi abbiamo portato a Trento dieci studiosi di prestigio e quest’anno ne porteremo altri cinque. Si tratta di personalità di alto livello, eccellenze della ricerca e dell’alta formazione. In questi giorni è arrivato Roger Chartier titolare della cattedra di Ecrit et cultures dans l'Europe moderne, ma già nei prossimi mesi accoglieremo Antoine Compagnon (cattedra di Littérature francaise, Moderne et Contemporaine), Jean Dalibard (cattedra di Atomes et Rayonnement), Alain Supiot (cattedra di Etat Social et Mondialisation) e Claire Voisin (cattedra di Géométrie Algébrique). 
Se si considera che il Collège de France ha un organico di 52 professori, appare chiaro che la collaborazione con Trento è particolarmente significativa. Il regolamento del Collegio prevede che i docenti possano svolgere parte dell’attività di insegnamento presso altre istituzioni universitarie, tramite accordi di collaborazione; su questo abbiamo costruito e focalizzato il nostro impegno e il nostro accordo.

Come è nato questo accordo, oggi così positivo?
Come molte collaborazioni, nasce dai rapporti personali tra ricercatori, collaborazioni che diventano istituzionali. Io stesso, nell’anno accademico 2004/05, sono stato titolare della Chaire Européenne presso il Collège de France. L’opportunità di entrare in contatto con studiosi di altissimo profilo è molto importante per perseguire percorsi di eccellenza e per la ricerca d’avanguardia. Sono occasioni che vanno cercate e implementate sia in favore dei giovani ricercatori che degli studenti.

Il nome del Collège de France è legato a illustri ricercatori, scienziati e intellettuali. Vuole ricordarcene alcuni?
Tra i professori del Collège de France si annoverano vari Premi Nobel e Medaglie Fields.Tra i più noti ricercatori, scienziati e intellettuali ricordiamo: Raymond Aron, Roland Barthes, Henri Bergson, Pierre Boulez, Alain Connes, Jean-François Champollion, Claude Cohen-Tannoudji, Pierre-Gilles de Gennes, Georges Duby, Michel Foucault, Jerzy Grotowski, Serge Haroche, Frédéric Joliot-Curie, Paul Langevin, Claude Lévi-Strauss, Paul Valery, nonché gli italiani Umberto Eco, Claudio Magris, Carlo Ossola e Gabriele Veneziano.

Nell’ambito della collaborazione tra l’Ateneo e il Collège de France sono stati ospiti a Trento, in questi anni, i professori: John Scheid, cattedra di Religion, institutions et société de la Rome antique; Antoine Georges, cattedra di Physique de la Matière condensée; Michel Zink, cattedra di Littératures de la France Meédiévale; Carlo Ossola, cattedra di Littératures modernes de l'Europe néolatine; Alain Prochiantz cattedra di Processus morphogéneétiques; Pierre Rosanvallon, cattedra di Histoire moderne et contemporaine du politique; Jean-Pierre Brun cattedra di Techniques et économies de la Méditerranée antique; Clément Sanchez, cattedra di Chemie des matériaux hybrids; Pierre-Louis Lions, cattedra di Equations aux dérivées partielles et applications; Gabriele Veneziano, cattedra di Particules élémentaires, gravitation et cosmologie.