Eleonora davanti all'Europa Building. Foto archivio Università di Trento.

Internazionale

IL TIROCINIO DI ELEONORA A BRUXELLES

La sua esperienza alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea

3 agosto 2018
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di Anna Francesca Morsoletto
Studentessa della Facoltà di Giurisprudenza, collabora con la redazione di UNITRENTOMAG.

Eleonora Lucatello è una studentessa di Giurisprudenza che ha appena terminato un’esperienza di tirocinio alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea, istituzione addetta a mantenere la comunicazione tra le autorità italiane e le istituzioni europee. Durante la sua esperienza nella sede di Bruxelles, ha collaborato per tre mesi a stretto contatto con diplomatici ed esperti nel settore Giustizia Affari Interni (GAI), occupandosi di molte tematiche legate al diritto europeo.

Perché hai deciso di fare quest’esperienza? 
Era ormai da un po’ di tempo che volevo fare un tirocinio all’estero perché penso che un’opportunità di questo tipo sia fondamentale, soprattutto in prossimità della conclusione del percorso di studi. Avevo voglia di affrontare una nuova sfida, di vedere più da vicino i processi di formazione legislativa europea, soprattutto per capire se ero capace di applicare le mie conoscenze alla pratica. Sono al quinto anno di Giurisprudenza e ho sempre avuto interesse per il diritto d’asilo e il diritto migratorio; ho deciso quindi di candidarmi al bando MAECI, puntando a un posto da tirocinante presso la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea.

Come hai fatto a candidarti?
Il bando l’ho trovato sulla pagina Jobguidance, il servizio di ateneo dedicato all’avvicinamento degli studenti al mondo del lavoro, che mi ha aiutato per tutte le questioni burocratiche prima della partenza. L’Università di Trento è uno degli atenei che aderisce alla convenzione tra il Ministero degli affari esteri (MAECI), il Ministero dell’istruzione università e ricerca e la fondazione CRUI che istituiscono il bando. Il bando MAECI è aperto a tutti gli studenti e le studentesse iscritti a corsi di laurea che consentano l’accesso alla carriera diplomatica.

Quali sono i compiti che hai dovuto svolgere durante il tirocinio?
Durante questi tre mesi ho partecipato a vari Gruppi di lavoro del Consiglio dell’Unione Europea e ad alcuni incontri del Comitato dei Rappresentanti permanenti (COREPER). I primi sono degli incontri nei quali gli esperti tecnici delegati dai 28 Stati membri negoziano i testi legislativi, mentre i secondi vedono la partecipazione dei Rappresentanti degli Stati in preparazione dei lavori per il Consiglio dell’UE. Il mio ruolo era quello di leggere e analizzare i dossier legislativi che venivano discussi al Gruppo di lavoro e al COREPER, ma soprattutto di assistere ai negoziati per l’ascolto attento delle trattative da parte degli Stati membri. A questo seguiva la redazione di un resoconto, necessario per informare le autorità Italiane sull’andamento delle negoziazioni. Tra i vari Working group a cui ho partecipato, ho trovato particolarmente stimolante il Gruppo di lavoro Asilo e Migrazione, in cui si discute della riforma del Common European Asylum System, e il Gruppo di lavoro per l’Africa (COAFR), che si occupa delle relazioni tra l’Unione Europea e l’Africa Subsahariana. 

Pensi che questo tirocinio ti possa aiutare dal punto di vista lavorativo?
Certamente le competenze tecniche che ho appreso mi serviranno in futuro, soprattutto nell’ambito del diritto d’asilo europeo che da anni si cerca di riformare. Lavorando a stretto contatto con i diplomatici e gli esperti, mi sono confrontata con l’analisi di documenti legislativi in lingua straniera (inglese e francese) che hanno richiesto delle competenze giuridiche e linguistiche elevate. I tre mesi a Bruxelles mi hanno aiutato a sviluppare delle qualità relazionali in un ambiente internazionale, dove saper interagire con diverse autorità di tutta Europa è un elemento fondamentale. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Dopo questa esperienza sono ancora più convinta che il mio interesse per il diritto d’asilo, e più in generale per il diritto delle migrazioni, possa diventare il mio lavoro. Sicuramente mi stimola l’idea di continuare il percorso in ambito europeo e internazionale, anche se non escludo alcuna possibilità.