Antonio Megalizzi, foto tratta dal profilo social

Internazionale

UN RAGAZZO INNAMORATO DELLA VITA

Il dolore dell’Ateneo per la scomparsa di Antonio Megalizzi. In suo ricordo il sostegno a una rete europea di radio studentesche

21 dicembre 2018
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Antonio Megalizzi, giovane giornalista e studente del corso di laurea magistrale in Studi europei e internazionali, è venuto a mancare il 14 dicembre 2018, vittima dell'attacco terroristico di Strasburgo. Un lutto che colpisce tutta la nostra comunità accademica e studentesca, come ha sottolineato il rettore Paolo Collini esprimendo a nome dell’Università di Trento il cordoglio e la vicinanza alla famiglia, alla fidanzata Luana e agli amici di Antonio.

Nello spazio messo a disposizione sul sito di Ateneo continuano ad arrivare messaggi, perché sono tante le persone della comunità universitaria che vogliono condividere una riflessione o un ricordo, così come tante erano le persone che volevano bene e avevano stima di Antonio.

Tra i primi ricordi ad essere raccolti c’è quello del direttore della Scuola di Studi internazionali, Andrea Fracasso.
“La perdita di Antonio, avvenuta a seguito di un atto barbaro e crudele, ha lasciato sgomenti la comunità della Scuola di Studi Internazionali e l’intero Ateneo. Dopo giornate cariche di apprensione, passate nel vano tentativo di trovare notizie di conforto e motivi di speranza, è oggi il dolore a riempire i nostri cuori. Non solo per l’incapacità di comprendere e accettare tragici eventi come questo, ma per la persona che Antonio è stata e per il ricordo vivido che tutti, docenti e studenti, hanno di lui. Curioso ed entusiasta, studente presente e impegnato, Antonio si distingueva per il suo convinto europeismo, per la fiducia nei valori che ispirano il progetto di integrazione europea e per il desiderio di comprendere a fondo i fenomeni, gli eventi e le istituzioni dell'Unione.
Nella sua domanda di iscrizione alla laurea magistrale MEIS Antonio scriveva ‘Then, I began the adventure of Europhonica, a radio program which broadcasts from the EU Parliament in Strasbourg. It was in that moment that I literally felt in love with the EU.’ Un amore che ha continuato a coltivare fino al giorno triste, di nuovo a Strasburgo, di nuovo per seguire i lavori del Parlamento, in cui la sua vita è stata spezzata.

Nella lettera per l’iscrizione, diceva anche: 'I guarantee that, as always, I will never give up. I can promise to give attention, enthusiasm, commitment and dedication'. Antonio non ha mai tradito questa promessa e anche per questo il suo ricordo è così vivido e la sua scomparsa così dolorosa.

I pensieri di tutti noi della Scuola di Studi internazionali, che ha avuto la fortuna di accogliere anche la sorella Federica e la fidanzata Luana, sono oggi per Antonio. L’intera nostra comunità si stringe attorno alla sua famiglia, alla sua fidanzata e ai suoi amici e compagni.

Antonio rappresenta per noi una generazione di giovani che studiano e lavorano in tutto il mondo per realizzare qualche cosa che va oltre il solo conseguimento del titolo di studio, dando corpo e sostanza a principi e ideali che fondano la società moderna, giusta e inclusiva in cui aspiriamo a vivere. Vittima di un atto crudele e insensato, Antonio non potrà portare a termine il lavoro che si era prefisso. Il nostro impegno sarà quello di tenere viva la memoria di Antonio.”

Un impegno che sembra si stia subito concretizzando. Paolo Collini spiega infatti: “Cercheremo di realizzare il suo sogno sostenendo il progetto di una rete europea di radio degli studenti che possa essere di tutte le università, plurilingue, e che possa raccontare l’Europa che Antonio vedeva come un futuro di cui non si poteva fare a meno. Ci credeva molto e ci ha dedicato la vita. Noi ci faremo promotori del progetto, ma vogliamo che venga inserito nella cornice istituzionale della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. In questo senso ho già avuto la piena disponibilità del presidente Gaetano Manfredi e di altri rettori italiani.

La rete di radio universitarie esiste già ed è Europhonica, quella in cui Antonio ha creduto e di cui era referente per l’Italia: non può essere nessun’altra e non potremmo farne un’altra. L’Università di Trento si impegna a dare corpo a questo progetto anzitutto inserendo nei programmi di mobilità internazionale le attività degli studenti e delle studentesse che ci lavoreranno. Metteremo a disposizione gli spazi e le risorse economiche, così come facciamo per ogni iniziativa di valore in cui il nostro ateneo crede.”

I ragazzi e le ragazze di Sanbaradio hanno dedicato ad Antonio il Christmas Party. Questo un breve estratto di ciò che hanno scritto “Antonio si trovava nella città francese per portare avanti le passioni che ci accomunavano, la radiofonia e il giornalismo, per il progetto Europhonica, a cui siamo orgogliosi di collaborare, e per RadUni, l'associazione delle radio e degli operatori radiofonici universitari italiani. […] Antonio era uno di noi. Sebbene non facesse parte di Sanbaradio, con lui avevamo un legame di valori e intenzioni, di forte passione per la radio, per il giornalismo e per quell’idea di Europa che noi tutti condividiamo, nel lavoro di ogni giorno.”

Questa è solo una delle tante belle iniziative che si stanno avvicendando in questi giorni, tra cui una fiaccolata organizzata dai compagni di corso che ci sarà venerdì 21 dicembre alle ore 19 a Trento. È quasi una gara positiva di solidarietà e di affermazione della vita da contrapporre alla violenza insensata del terrorismo, quella violenza che è al centro di un racconto breve scritto da Antonio Megalizzi: Cielo d’acciaio