Alessia Baratto e Juana Cruz. 

Internazionale

Soluzioni smart per organizzazioni canadesi

Alessia Baratto e Juana Cruz, due studentesse UniTrento alla Global Community Challenge della University of Calgary

5 gennaio 2021
Versione stampabile
di Chiara Lombardo e Jonathan Bibee
Lavorano entrambi nella Divisione Relazioni Internazionali dell’Università di Trento.

In risposta all'emergenza sanitaria e alle conseguenti sfide emerse a livello globale, la University of Calgary (Canada) ha invitato studenti e studentesse di UniTrento a partecipare gratuitamente alla Fall 2020 Global Community Challenge: un’iniziativa altamente formativa e innovativa dove squadre interdisciplinari e internazionali sono state chiamate ad analizzare da più prospettive un caso problematico reale (“challenge”) incontrato dal mondo aziendale e dalle organizzazioni non governative canadesi. Il percorso, articolato in 6 settimane, si è concluso lo scorso novembre con l’esposizione finale in streaming dei risultati elaborati e le soluzioni proposte da ogni squadra.
Abbiamo chiesto alle studentesse Alessia Baratto, del corso di laurea magistrale in European and International Studies, e Juana Cruz, del corso di laurea triennale in Studi Internazionali, di condividere questa bella esperienza. 

Cosa vi ha spinte a partecipare alla University of Calgary Global Community Challenge (UCalgary GCC)?

Alessia: La pandemia in corso è un evento triste e catastrofico, ma ha il merito di averci spronato a cercare idee nuove. Per esempio, quella di creare degli spazi virtuali in cui mettere in contatto studenti di ogni parte del mondo e farli collaborare. Quando ho letto della possibilità di partecipare alla Global Community Challenge ho subito pensato che per chi come me non ha preso parte a uno scambio Erasmus all’Università, sarebbe stata un’ottima opportunità.

Juana: Mi hanno motivata la curiosità e la voglia di mettermi in gioco in qualcosa di totalmente nuovo. L’idea di confrontarmi con giovani di altri paesi sulle conseguenze della pandemia e di trovare soluzioni per migliorare i servizi post-covid di associazioni di Calgary. Non capita tutti i giorni la possibilità di approfondire come i problemi vengano analizzati in modo diverso in realtà distinte.

Potete illustrarci brevemente le vostre “challenge”?

Alessia: Il compito del mio team è stato quello di sviluppare una campagna di marketing digitale efficace ed economica per un ente no-profit che ha sede a Calgary e che porta energia pulita alle comunità rurali dislocate nelle zone remote del Sud America, dove la rete energetica principale non arriva. A causa dell’emergenza Covid-19, i membri dell’organizzazione non hanno più potuto viaggiare per informare le comunità di questa opportunità. Abbiamo quindi optato per una campagna su Google Ads, che offre alle organizzazioni no-profit fino a 10mila dollari di budget da investire in pubblicità per farsi conoscere.
L’idea è piaciuta, tanto che ci è stato proposto di continuare a collaborare come volontari per l’effettiva implementazione della campagna, che speriamo di poter lanciare tra poche settimane.

Juana: La mia challenge era per un’organizzazione che si occupa di offrire diversi servizi ai migranti che arrivano ad Alberta, dall’insegnamento della lingua al supporto per la ricerca di un impiego. Il nostro scopo era quello di studiare come i servizi di questa organizzazione potrebbero essere garantiti in una fase post pandemia considerando tutte le difficoltà che ci possano essere. Inoltre, attraverso l’elaborazione di alcuni dati, abbiamo appreso che la maggior parte degli studenti hanno timore di prendere i mezzi pubblici di trasporto e quindi abbiamo dovuto trovare valide alternative (ad esempio la didattica online laddove possibile o altri modi per spostarsi), tenendo ben presenti i costi.

Quali difficoltà avete incontrato e qual è per voi il valore aggiunto di questa iniziativa? 

Alessia: La difficoltà più grande è stata acquisire nuove competenze in tempi molto stretti: nel mio team nessun membro era esperto di marketing, quindi abbiamo dovuto trovare modi veloci per capire come muoverci partendo sostanzialmente da zero. I micro-modules (brevi seminari tenuti dai docenti) e la tecnologia ci hanno supportati molto bene. È stato interessante lavorare con fusi orari molto diversi, essendo il team composto da studenti e studentesse dislocati in varie parti del mondo.

Juana: Sinceramente la mia squadra non ha incontrato grandi difficoltà dal punto di vista organizzativo: ognuno sin da subito aveva dei ruoli e lavori che abbiamo stabilito grazie al supporto del nostro tutor e dei workshop. Ho soprattutto colto la bellezza di lavorare in un team internazionale dove ognuno parlava inglese in modi molto diversi: io lo parlavo con un'intonazione italiana, altri con accento messicano, filippino o tedesco. 

In cosa è consistita la Finale della UCalgary GCC?
 
Alessia: Ogni squadra ha dovuto presentare in 3-5 minuti la propria idea di progetto davanti a una giuria di UCalgary. Alla presentazione, che doveva risultare efficace e professionale, sono seguite numerose domande da parte della giuria che ha valutato il lavoro di ogni squadra assegnando un punteggio.

Juana: Due settimane prima della finale c’è stata una simulazione, nella quale ogni gruppo esponeva il proprio lavoro prima a una giuria, poi a un pubblico molto più ampio, composto dai rappresentati di tutte le associazioni partner che ascoltavano e facevano domande sul lavoro del gruppo corrispondente. 

Cosa vi siete portate a casa da questa esperienza? 

Alessia: Anche se non abbiamo vinto la sfida, l’esperienza è stata più che positiva: ho potuto partecipare a un progetto che mira a risolvere problemi reali e che richiede un coinvolgimento dello studente nella ricerca di soluzioni pratiche; sono entrata in contatto con persone nuove, che mi hanno fornito molti spunti per il futuro e offerto punti di vista diversi dal mio; ho arricchito la mia conoscenza della lingua inglese e imparato ad usarla in pubblico più facilmente e ho anche scoperto che mi diverte molto organizzare, coordinare il lavoro di un team e curare i rapporti esterni al gruppo.
La parte teorica è immediatamente seguita dalla pratica, e trovo che questo modo di imparare sia estremamente efficace e necessario per noi studenti. 

Juana: L’esperienza presso UCalgary è stata sensazionale. Ho imparato che spesso i nostri limiti sono solo mentali: una volta che stai affrontando le tue insicurezze, ciò che prima era un ostacolo diventa un incentivo per dare sempre di più. Nonostante io non sia mai stata a Calgary, ho avuto la sensazione di conoscerla e di capire come gestivano certe problematiche. Quest’esperienza mi ha portata anche a imparare come organizzare il lavoro online e soprattutto a migliorare le mie abilità di lavorare in team e le mie capacità di organizzazione. Inoltre, non meno importante, ho visto il lavoro degli altri concorrenti e penso che siano stati di grande ispirazione per l'elaborazione di un prossimo progetto.


Smart solutions for Canadian organizations
UniTrento students Alessia Baratto and Juana Cruz participated in the Global Community Challenge of the University of Calgary

by Chiara Lombardo and Jonathan Bibee
Both work at the International Relations Division of the University of Trento.

To respond to the global health emergency and its challenges, the University of Calgary (Canada) invited the students of UniTrento to participate in its “Fall 2020 Global Community Challenge”: in this new and valuable learning initiative, international teams of students with different backgrounds were invited to examine a number of issues identified by Canadian community organizations (challenges) and develop solutions. After 6 weeks of work, the Global Community Challenge came to an end in November, when each team presented the identified solutions in a streaming event.
We asked Alessia Baratto, master's student in European and International Studies, and Juana Cruz, undergraduate student in International Studies, to share this experience with us. 

What motivated you to participate in the University of Calgary Global Community Challenge (UCalgary GCC)?

Alessia: The pandemic is a tragedy and brought sadness to all of us, but the good side of it is that it pushed us to explore new ideas. For example, it created virtual spaces where students from all over the world can work together. When I heard about the Global Community Challenge, I immediately thought that I couldn't miss the opportunity to participate, since I could not participate in the Erasmus programme while at University.

Juana: I was very curious and wanted to try something new. I liked the idea of meeting students from other countries, talking about the impacts of the pandemic and finding solutions to improve the services provided by Calgary organizations in the post-pandemic phase. It doesn't happen every day to see how people from different backgrounds apply different problem-solving skills.

Tell us about your challenges

Alessia: My team's challenge was to develop an effective and affordable digital marketing campaign for a Calgary-based not-for-profit organization that provides clean energy to off the grid, rural communities in remote areas of South America. Because of the Covid-19 emergency, the members of the organization were not allowed to travel to inform these communities about this opportunity. We proposed to run the campaign on Google Ads, which gives not-for-profit organizations up to 10,000 dollars to invest in advertisement to make themselves known.
The organization liked the idea and asked us to continue to collaborate as volunteers for the actual implementation of the campaign, which should hopefully be launched in a few weeks.

Juana: My team's challenge was set by an organization that provides services to migrants coming to Alberta, from language courses to advice to jobseekers. Our mission was to explore how this organization could continue to provide its services in the post-pandemic phase, considering the difficulties that may arise. Besides, by processing some data, we found out that the majority of students were concerned about using public transport, therefore we identified effective solutions (distance learning, where possible, or other means of transportation) with a cost-effective approach.

What difficulties did you encounter? What were the positive aspects of this experience?

Alessia: Our main challenge was learning new things in a very short period of time: nobody on my team had any knowledge in marketing, so we had to learn fast without wasting time. The micro-modules (short seminars provided by the faculty) and the technology were extremely useful. It was very interesting to work with people across different time zones, given that the members of the team were in different areas of the world.

Juana: My team worked smoothly together, with no organizational difficulties: everyone had their roles and tasks, we established them right away with some help from our tutor and thanks to the things we learned during the workshops. Most of all, I enjoyed being part of an international team in which everyone speaks English with a different accent, with people from Italy, Mexico, the Philippines or Germany.

Could you tell us about the finals of the UCalgary GCC?

Alessia: Every team had 3-5 minutes to present their project to a jury made up of members of UCalgary. After the presentation, which had to be well organized and professional, the members of the jury asked many questions and assessed the work done by each team by giving a score.

Juana: A simulation took place two weeks before the finals, in which every team presented its project to the jury and then to a wider audience, made up of representatives of the various partner organizations who could ask questions to their team. 

What have you learned from this experience?

Alessia: We did not win the challenge, but my experience was extremely positive: I had the opportunity to be part of a project that aimed to solve real problems, in which students were asked to find practical solutions; I met new people, who inspired me and provided me with different points of view; I improved my English, and it has become easier for me to speak English in public. I found out that I like organizing things, coordinating the team work, managing relations with external organizations.
The theoretical part is followed by the practical one, and I find this learning method extremely effective for us as students. 

Juana: My experience with UCalgary was great. I learned that our limits are only in our heads: once you face your insecurity, obstacles become an opportunity to give your best. Even if I have never been to Calgary, I feel like I know the city, how they tackle problems. Thanks to this experience, now I know how to better organize online work and, most of all, I have strengthened my ability to work in a team and my organizational skills. Besides, I could see how other people work and they were a source of inspiration for my next project.

[Traduzione Paola Bonadiman]