Venerdì, 6 luglio 2018

Quantum@Trento: ricerca, una nuova laurea e apertura all’industria

Lancio ufficiale di Q@TN, il laboratorio congiunto Università, CNR e FBK che si svilupperà a Povo e che punterà sulle tecnologie quantistiche

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Un miliardo in dieci anni per portare la ricerca nel campo delle scienze e tecnologie quantistiche a prodotti di interesse tecnologico. 

Alla sfida lanciata dall’iniziativa bandiera dell’Unione Europea, Trento risponde con mix di interventi che ruotano attorno a tre pilastri: ricerca, formazione e trasferimento al mondo industriale. 

Un nuovo polo di attrazione, non solo per intercettare finanziamenti europei, ma anche per formare la futura classe di professionisti nel settore del futuro.

A dare forma alla leadership italiana del Trentino in questo campo sarà Quantum @ Trento, il laboratorio congiunto nato dalla collaborazione tra Università, Fondazione Bruno Kessler e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione Caritro.

Una squadra dalla composizione molto articolata, perché computer quantistici, crittografia, dei sensori quantistici richiedono l’unione di competenze diverse in Fisica, matematica, informatica e ingegneria.

La presentazione ufficiale si è tenuta il 5 luglio scorso al Polo Ferrari di Povo alla presenza del rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini, e del direttore del Dipartimento di Fisica, Lorenzo Pavesi.

Grazie alla rete di competenze e strumentazioni presenti sul territorio, Quantum @ Trento potrà poter coprire l’intera filiera dello sviluppo tecnologico: dall’elaborazione di nuove teorie e modelli, alla sperimentazione di nuovi fenomeni fisici, dalla progettazione e fabbricazione di nuovi dispositivi, allo sviluppo in fase pre-prototipo di nuova tecnologia.

Sono cinque, al momento, i settori di impegno, in linea con quanto previsto dalla flagship europea: lo sviluppo di nuova conoscenza attraverso l’approfondimento delle scienze quantistiche, l’uso del paradigma quantistico per abilitare nuovi protocolli sicuri di comunicazione, il superamento dei limiti attuali nel calcolo automatico attraverso l’uso di quibit al posto dei bit classici in nuove architetture di computer quantistici, la modellazione di fenomeni complessi attraverso simulatori quantistici che permettano di riprodurre in sistemi controllati la loro evoluzione e infine l’uso di singole particelle per sensori e misure ad altissima risoluzione e sensibilità.

Novità anche sul versante della formazione con l’avvio del progetto preliminare di una laurea magistrale interdipartimentale in Quantum Engineering dai contenuti innovativi rispetto all’offerta attualmente presente nel panorama nazionale. La nuova laurea magistrale – una volta attivata – avrà il compito di formare i professionisti delle scienze e tecnologie quantistiche in grado di accogliere e mettere a frutto l’innovazione QT nelle aziende o promuovere nuove iniziative imprenditoriali. 

Il progetto di un l’hub nazionale del trasferimento tecnologico delle scienze e tecnologie quantistiche a Trento ha attirato l’attenzione del CNR e ha permesso di stringere ulteriormente i rapporti con la Fondazione Bruno Kessler. 

I dettagli nel comunicato stampa