Lezione universitaria, foto archivio Università di Trento

Orientamento

CHI BENE INIZIA È A METÀ DELL’OPERA?

Come iniziare e proseguire bene il percorso universitario. Intervista a Francesca Sartori

27 novembre 2018
Versione stampabile
di Paola Fusi
Responsabile della Divisione Comunicazione ed Eventi dell’Università di Trento.

Per le matricole l’inizio delle lezioni universitarie è un momento importante. Ma come si affronta l’impatto con l’Università, e quali sono le insidie nel passaggio dalla scuola superiore? Quali gli accorgimenti per iniziare e proseguire bene il percorso universitario?

Lo abbiamo chiesto a Francesca Sartori, docente di Sociologia dell’educazione del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale di UniTrento.

Professoressa Sartori, quali sono i fattori da “tenere d’occhio” per affrontare bene l’impatto con l’università?

Il discorso parte un po’ a monte perché è importante aver fatto una scelta consapevole dell’indirizzo di studi in modo da avere una buona motivazione.
Poi bisogna affrontare con calma e convinzione la nuova fase della vita, perché è un’esperienza certamente importante e significativa per il futuro, sia a livello personale che di formazione.
Un altro aspetto da non sottovalutare è quello di fare buon uso del tempo perché, a differenza di quanto accade nella scuola, gli studi universitari richiedono autonomia organizzativa e capacità di programmare i tempi della preparazione degli esami durante l’intero anno accademico altrimenti… c’è il rischio di perdersi! Bisogna adattare il proprio metodo di studio scolastico alle diverse esigenze dello studio universitario e alle relative verifiche dell’apprendimento nelle varie discipline. È importante inoltre rimanere il più possibile al passo con gli esami e cercare di non lasciare per ultimi quelli che appaiono più ostici; le lingue straniere ad esempio non si apprendono in pochi mesi e se la conoscenza in partenza risulta carente o comunque inferiore al livello richiesto dal proprio corso di studi è utile attivarsi per tempo.

E se si colleziona qualche insuccesso?

Capita. Non ci si deve demoralizzare se si fallisce un esame, non è drammatico riprovare alla sessione successiva; l’importante è capire quali sono stati i punti di debolezza nella preparazione per poterli superare. Se non è chiaro qualcosa è importante chiedere delucidazioni ai docenti. Non si deve essere timorosi, timidi o pigri nei rapporti con i professori; il docente potrà rispondere alle eventuali richieste di approfondimento direttamente a lezione o durante l’orario di ricevimento previsto.

Quali sono i momenti più delicati all’interno di un percorso universitario per ridurre il rischio di abbondonare gli studi, fenomeno che riguarda un numero limitato ma comunque significativo di studenti?

Certamente l’inizio dell’esperienza universitaria è uno dei momenti più delicati, è noto come si riscontri proprio nel passaggio tra il primo e il secondo anno il tasso più elevato di abbandoni.
Per prima cosa se si incontrano delle difficoltà durante il primo anno bisogna interrogarsi se la scelta effettuata corrisponda o meno alle proprie inclinazioni, agli interessi personali, alle aspettative e se risulta adeguata alle proprie conoscenze di base. Se la strada intrapresa continua a essere convincente non bisogna scoraggiarsi, potrebbe volerci più tempo per adattarsi alla nuova realtà e per capire come rispondere correttamente alle richieste dei docenti; per riuscire a individuare le proprie carenze e affrontare le difficoltà che si possono incontrare. La maggior parte degli studenti trova il modo giusto per superarli e proseguire gli studi in modo proficuo.

Quali servizi gli studenti possono utilizzare per inserirsi al meglio nella realtà universitaria e per ricevere informazioni e anche sostegno per lo studio?

Il tutorato generale e quello specialistico sono servizi molto utili: il primo fornisce indicazioni generali a studenti e studentesse e informazioni pratiche su come inserirsi nel mondo universitario (ad esempio quali sono i servizi per lo studente, a quali uffici ci si deve rivolgere per fare le diverse pratiche o come si compila il piano di studio e ci si iscrive agli esami); il secondo è un’opportunità di ricevere sostegno didattico (tramite esercitazioni) finalizzato a superare eventuali difficoltà in materie caratterizzanti i diversi corsi di laurea. Altri servizi importanti (quali la mensa, gli alloggi per studenti e studentesse e le borse di studio) vengono gestiti ed erogati dall’Opera Universitaria. Molte opportunità di praticare sport nelle varie discipline sono offerte da UniTrento Sport, la rete universitaria di servizi e strutture sportive promossa dall’Ateneo, dall’Opera Universitaria e dal Cus Trento.
E ancora il Centro Linguistico di Ateneo valuta il livello di conoscenza delle lingue straniere e organizza corsi di vario livello per l’apprendimento delle più diffuse lingue europee ed extra europee.

La vita universitaria non è fatta tuttavia di solo studio, come può attivarsi una matricola per rendere la propria esperienza universitaria arricchente e stimolante?

L’Università è anche un’opportunità per intessere nuove amicizie non solo con studenti del proprio anno di corso ma anche di anni successivi: i compagni di studio possono diventare amici con cui passare il tempo libero ma anche offrire consigli e suggerimenti, spesso anche un sostegno per affrontare eventuali momenti di difficoltà. In Ateneo è possibile anche lo scambio di esperienze, il confronto con approcci e sensibilità diverse tra studenti frequentanti corsi di laurea appartenenti a differenti ambiti disciplinari (umanistico, socio-economico e scientifico).
Un aspetto a volte sottovalutato è la possibilità di aderire a un’associazione studentesca. Nel nostro Ateneo ne esistono molte e diversificate per carattere sociale, culturale e ricreativo che permettono di maturare nuovi interessi e soddisfare quelli preesistenti.”

Dalla sua esperienza di docente e di ricercatrice, quali sono gli elementi che un/una giovane diciottenne oggi può far propri per affrontare le sfide che la vita gli riserva?

La domanda è molto generale ma sicuramente una possibile risposta riguarda l’internazionalizzazione - uno degli obiettivi primari del nostro Ateneo - che significa sfruttare l'opportunità di studiare in un ambiente internazionale, a contatto con studenti e docenti che provengono da varie parti del mondo; cogliere l'occasione di fare esperienze di studio (come l’Erasmus) e di stage in un'università straniera. È opportuno che gli studenti si informino già al primo anno su queste opportunità in modo da poterle programmare lungo il percorso di studi.
Un altro suggerimento è quello di mantenere costante l’attenzione verso la realtà circostante, essere curiosi e attivi partecipando a iniziative di vario genere; non perdere l'occasione di sperimentare, di conoscere, di tentare strade diverse, di porsi degli obiettivi per il futuro rimanendo però flessibili e al contempo determinati nell'accettare nuove sfide.