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Ricerca

RICERCA PRECARIA

Al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale un incontro sul tema dell'instabilità che caratterizza le prime fasi della carriera scientifica nel sistema universitario

23 marzo 2015
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di Emanuele Toscano e Annalisa Murgia
Emanuele Toscano, ricercatore presso l'Università “Guglielmo Marconi” di Roma, è coordinatore della ricerca "Ricercarsi”. Annalisa Murgia, docente presso l’Università di Trento, è project manager del progetto GARCIA.

Martedì 24 marzo 2015, con inizio alle 18, nell'aula Kessler del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, si discuterà insieme a Emanuele Toscano e Orazio Giancola, ricercatori rispettivamente delle Università “Guglielmo Marconi” e “La Sapienza” di Roma, dell'instabilità che caratterizza le prime fasi della carriera scientifica nel sistema accademico italiano. A dialogare con loro ci sarà il gruppo di assegniste di ricerca del progetto GARCIA (Gendering Academy and Research: Combating Career Instability and Asymmetries) composto da Annalisa Murgia, Rossella Bozzon, Elisa Rapetti, Caterina Peroni, Elisa Bellè.

Il progetto GARCIA, finanziato nell'ambito del programma Science and Society del settimo programma quadro della Commissione europea, coinvolge in particolare i dipartimenti di Sociologia e Ricerca Sociale e di Ingegneria e Scienza dell'Informazione dell'Università di Trento, ponendo particolare attenzione alle prime fasi della carriera scientifica, caratterizzate da instabilità occupazionale e da limitate prospettive di lungo periodo. Tra gli obiettivi principali vi sono anche la costruzione e il consolidamento di network, a livello nazionale e internazionale, mirati sia ad alimentare il dibattito intorno all'articolazione delle carriere scientifiche, sia a progettare e implementare azioni di cambiamento e proposte di policy. Con questo intento, in collaborazione con la FLC-CGIL del Trentino, è stata organizzata la presentazione del progetto Ricercarsi, un’indagine sui percorsi di vita e lavoro nel precariato universitario, promossa dalla FLC-CGIL nazionale e realizzata da Emanuele Toscano, Orazio Giancola, Francesca Coin, Claudio Riccio, Barbara Grüning e Francesco Vitucci.

Le riforme del sistema universitario degli ultimi anni hanno trasformato la precarietà nel perno della ricerca e della didattica. Poco ancora, tuttavia, è stato detto circa le implicazioni della precarietà nella vita di chi lavora. Queste riforme hanno accelerato un trend di espulsione dal sistema universitario, invece di favorire un processo di assorbimento e stabilizzazione, riducendo gradualmente il numero di coloro che svolgono attività di didattica e ricerca negli atenei italiani. Mentre osserviamo la graduale dispersione delle competenze, delle professionalità e delle qualifiche che il sistema stesso aveva contribuito a creare, l'impatto soggettivo di tali processi appare sempre più oneroso. Obiettivo dell’indagine Ricercarsi è stato quello di evidenziare come il fenomeno della precarietà in ambito accademico sia ormai divenuto strutturale, mentre il suo impatto rimane ai margini del discorso pubblico.

La ricerca ha utilizzato differenti metodologie. In primo luogo, è stato costruito un questionario online, con cui sono state raggiunte oltre 1800 persone che ricoprono o hanno ricoperto a vario titolo incarichi temporanei negli atenei italiani. Sono in seguito stati acquisiti ed elaborati i dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e ricostruite le serie storiche (aggregate e nominali) relative alla presenza (e all’incidenza relativa rispetto al totale) per le differenti figure registrate nella banca dati “Cerca Università” del Consorzio CINECA. Inoltre, potendo estrarre dati “nominali”, si è tentata un’operazione di longitudinalizzazione dell’analisi: si è stimato quanti tra coloro che avevano avuto almeno un posto da assegnista o da ricercatore a tempo determinato (RTD) fossero stati assorbiti in una posizione a tempo indeterminato nel sistema universitario. Il dato è una stima parziale, ma comunque di estremo interesse in mancanza di altre fonti per analizzare le dinamiche di stabilizzazione lavorativa. Sui flussi, inoltre, si è comparata l’incidenza dei lavoratori e delle lavoratrici con posizioni temporanee rispetto al personale strutturato lavoratori e delle lavoratrici con posizioni temporanee rispetto al personale strutturato, mostrando come e quanto le politiche di reclutamento degli ultimi dieci anni abbiano reso strettissima la porta d’ingresso alle carriere accademiche, soprattutto per i più giovani. Infine, si è scelto di affiancare all’analisi quantitativa delle interviste in profondità, nell'intento di dare voce alle percentuali e alle tabelle esposte e problematizzare anche in modo narrativo la ricerca svolta. Sono state raccolte informazioni sul percorso formativo e lavorativo delle persone intervistate, sul tipo e numero di contratti e sulle condizioni di lavoro all'interno dell'università italiana, tenendo in considerazione i differenti settori disciplinari.

Il seminario si colloca in un più ampio ciclo di incontri volti ad approfondire il tema della precarietà nel mondo della ricerca, organizzato da un gruppo di ricercatori e ricercatrici, che lavorano in differenti università e regioni italiane, che stanno sviluppando un lavoro di auto-riflessione critica all’interno dell’accademia, rendendo disponibili riflessioni teoriche ed empiriche in quest’ambito di indagine.