Esempio di polvere sottile emessa in ambiente da un sistema frenante

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LOW ENVIRONMENTAL IMPACT MOBILITY

How research can improve the quality of air: the Lowbrasys project, funded under the European programme Horizon 2020

21 aprile 2016
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by Giovanni Straffelini
Full professor of Metallurgy at the Department of Industrial Engineering, University of Trento.

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All car drivers know that brake pads need to be regularly checked and replaced because they wear out. But what about wear fragments, where do they go? At the side of the road, according to one of those booklets with funny questions and answers. But that is just part of the story; in fact, half of wear debris enter the atmosphere and contribute to the spreading of particulate matter (the well-known Pm10, Pm2.5 and so on) in the air we breathe. And this has a significant impact on the environment, comparable to tailpipe emissions of most recent vehicles.

The Lowbrasys project is set against this background as an advanced research study financed under the European Commission’s Horizon2020 programme with the aim of speeding up the research, development and validation of technologies and methodologies for an efficient use of clean technologies in road transport. The project is the result of a fruitful collaboration between several industrial companies, Brembo, Ford, Continental Teves, Federal Mogul, Flame Spray, research centres, the Istituto Mario Negri and the European Commission’s Joint Research Center, and three universities: the Department of Industrial Engineering (DII) of the University of Trento, the Technical University of Ostrava (Czech Republic) and the KTH Royal Institute of Technology (Stockholm, Sweden).

Lowbrasys has a dual purpose: to develop an intelligent system in which to apply more efficient materials in terms of particulate emissions and to create a “smart” braking system; and to study driving tools, behaviours and methods in order to lower the level of emissions in the atmosphere from the breaking system. The project will have a significant impact in the EU area, because it aims at pushing innovation towards a cleaner and more efficient road transport. It also aims at supporting a transition towards zero emission vehicles in urban areas, improving air quality in cities in the medium term, driving the creation of “Super Low Emission Vehicles” standards and improving knowledge on the braking system process to make it more environmentally sustainable.

It is clear that only a systematic approach involving different skills and visions can successfully stimulate innovative changes to the benefit of European markets and the lives of European citizens. It is therefore not surprising that the Lowbrasys project has received, under the prestigious Horizon2020 programme, a contribution of 7 million euro on a total budget of 9 million euro within the “mobility for Growth” pillar, whose objective is to study new technologies for a low impact mobility.

[Traduzione Paola Bonadiman]


LA MOBILITÀ A BASSO IMPATTO AMBIENTALE
Come la ricerca migliora la qualità dell’aria: il progetto Lowbrasys finanziato nell’ambito del Programma europeo Horizon 2020

Ogni automobilista sa che periodicamente deve sostituire le pastiglie freno della propria vettura perché si usurano. Ma dove finiscono i frammenti di usura? Ai lati della strada, si legge in uno dei tanti libretti dedicati alle domande strane. Ma questa è solo una parte della storia: infatti, la metà dei frammenti di usura entra nell’atmosfera e contribuisce alla diffusione di polveri sottili (le ben note Pm10, Pm2,5 e così via) nell’aria che respiriamo. E non si tratta di un contributo trascurabile visto che è comparabile alle emissioni dal tubo di scappamento dei più moderni veicoli.

È in tale ambito che si inserisce il progetto Lowbrasys, una pionieristica ricerca finanziata dal programma della Commissione europea Horizon2020, con l’obiettivo di accelerare la ricerca, lo sviluppo e la validazione di tecnologie e metodologie che permettano un efficiente uso di tecnologie pulite nel trasporto su strada. Il progetto nasce dalla collaborazione di diverse realtà industriali, come Brembo, Ford, Continental Teves, Federal Mogul, Flame Spray, istituti di ricerca, come l’Istituto Mario Negri e il Joint Research Center della Commissione europea, e tre realtà universitarie: il Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII) dell’Università di Trento, la Technical University of Ostrava (Repubblica Ceca) e il KTH Royal Institute of Technology (Stoccolma, Svezia)

L’obiettivo di Lowbrasys è duplice: sviluppare un sistema intelligente all’interno del quale applicare materiali più efficienti dal punto di vista delle emissioni di particolati e realizzare un sistema frenante “smart”; studiare strumenti, comportamenti e procedure di guida capaci di produrre meno emissioni in atmosfera dal sistema frenante. Il progetto avrà un impatto rilevante nell’area UE, poiché vuole spingere l’innovazione verso un trasporto più pulito ed efficiente. Inoltre, esso intende contribuire a una transizione verso veicoli a zero emissioni negli agglomerati urbani, migliorare la qualità dell’aria nelle città nel medio periodo, contribuire a creare standard 'Super Low Emission Vehicles', e migliorare la conoscenza del processo del sistema di frenata per renderlo più efficiente dal punto di vista ambientale.

Appare evidente come solo un approccio sistematico capace di aggregare diverse competenze e visioni può stimolare con successo dei cambiamenti così innovativi nei mercati e nella vita dei cittadini europei. Non sorprende quindi se il progetto Lowbrasys ha meritato di ricevere un contributo dal prestigioso bando Horizon2020 di 7 milioni di euro su un complessivo impegno economico di 9 milioni di euro, nell’ambito della Call “Mobility for Growth” che ha l’obiettivo di studiare nuove tecnologie per una mobilità a basso impatto ambientale.