Attività sul territorio, Val del Chiese. Foto archivio LAMO.

Storie

L’UNIVERSITÀ FUORI DALL’AULA

Un laboratorio di progettazione partecipata in due valli trentine

28 novembre 2017
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di Giacomo Migliore
Studente UniTrento in Lingue moderne per l’intermediazione turistica e d’impresa, collabora con la redazione di Unitrentomag.

Spostarsi dallo studio nelle aule universitarie alla progettazione in un territorio di mezza montagna, tentare di conoscerlo interagendo con la comunità locale e ideare, elaborare e consegnare un progetto in quattro giorni: è quanto ho avuto la possibilità di fare insieme ad altri 23 studenti e neolaureati nel mese di luglio.

Il progetto LAMO - LAboratorio di partecipazione sulla Montagna è nato sulla base di una duplice esigenza: la necessità delle amministrazioni locali di trovare idee innovative di sviluppo e valorizzazione del territorio e il desiderio degli studenti di dare concretezza al proprio percorso accademico. I 24 ragazzi selezionati sono stati suddivisi in sei squadre da quattro partecipanti, ponendo particolare attenzione alla multidisciplinarietà dei percorsi formativi dei componenti. Le squadre sono state ulteriormente suddivise in due gruppi destinati ad operare a Boniprati, nella Comunità delle Giudicarie, e a Verdene, nella Comunità del Primiero. Durante i quattro giorni di permanenza abbiamo avuto momenti di elaborazione di proposte, di confronto con gli stakeholder locali e di attività sul campo per l’analisi del territorio, in coerenza con un metodo innovativo di progettazione partecipata conosciuto come metodo Charrette. L’ultima sera le idee sono state presentate simultaneamente davanti alle comunità locali.

Il ritmo di lavoro è stato intenso e al tempo stesso stimolante, grazie anche alla calorosa accoglienza della comunità locale e al bel clima che si è creato tra i gruppi, nonostante la competizione tipica delle gare. La mia squadra, i cui ambiti di studio dei componenti comprendevano le lingue moderne, la finanza, le scienze politiche e l’ingegneria civile, ha presentato il progetto Floating innovation - Ambiente e tecnologie a Boniprati. Dopo aver analizzato le caratteristiche del territorio e averne delineato i principali punti di forza e di debolezza, abbiamo pensato a una proposta basata sul turismo di tipo esperienziale, sull’inclusività e sulla sostenibilità, offrendo cioè al turista la possibilità di vivere un’esperienza unica e legata al luogo, nel rispetto dell’ambiente. Più concretamente abbiamo pensato di introdurre biciclette, fat-bike e carrozzine elettriche ideate per percorrere terreni sterrati e un sistema di ricettività diffusa costituito da tende sospese. L’obiettivo è stato valorizzare la sentieristica esistente, l’economia e la cultura locali e gli aspetti morfologici e ambientali che caratterizzano l'altopiano. 

Il materiale prodotto, e poi consegnato ai giudici, era composto da un documento di prospettiva, da un video e da una serie di slide di presentazione. Su questo materiale si è basato il giudizio finale e il conferimento del premio: un viaggio formativo a Bruxelles. Le squadre vincitrici sono state due (una per zona) e il progetto Floating innovation è risultato vincitore per la Comunità di Boniprati. Siamo quindi partiti il 7 novembre insieme alla squadra vincitrice nella Comunità del Primiero, GiovAzione, alla volta della città sede del Parlamento europeo, dove abbiamo avuto la possibilità di visitare le istituzioni comunitarie, ascoltare le interessanti esperienze di alcuni funzionari della Commissione europea originari del Trentino-Alto Adige e ottenere informazioni riguardo le opportunità di finanziamento dell’UE.

La prima edizione di LAMO, che è stata organizzata dalla Provincia Autonoma di Trento in collaborazione con l’Università di Trento, la Scuola per il governo del Territorio e del Paesaggio (STEP) e le amministrazioni locali, ha coinvolto sia studenti universitari che giovani trentini, lasciando soddisfatti tutti coloro che vi hanno preso parte. L’utilità per noi studenti credo risieda nella possibilità di applicare concretamente gli argomenti studiati sui libri, di tessere un gioco di interazioni con compagni dal percorso disciplinare molto diverso e di avvicinarsi all’importante pratica del lavoro in team.