Immagine tratta dalla locandina dell'evento

Vita universitaria

GLI STUDENTI RIPROGETTANO LA CITTÀ A PARTIRE DAI PARCHI

Il concorso di idee “Il Rio Salè, tra paesaggio e città”. Primo premio al progetto "Virgilio”

3 luglio 2015
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di Giuseppe Scaglione e Stefania Staniscia
Rispettivamente professore associato e docente presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento.

Il 17 giugno scorso sono stati premiati i migliori tre progetti presentati nell'ambito del concorso di idee "il Rio Salè, tra paesaggio e città", dedicato agli studenti del Corso di Laurea in Ingegneria Edile/Architettura dell’Università di Trento. Il concorso è stato indetto dal Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica (DICAM) con la collaborazione del Comune di Trento – Servizio Gestione Strade e Parchi, l’Assessorato ai Lavori Pubblici e Patrimonio, e con il patrocinio della Cassa Rurale di Trento.

Questa è stata una delle numerose attività di collaborazione avviate da tempo e in vari settori tra il Comune di Trento e l’Università, e si colloca nell’ambito delle iniziative di promozione della ricerca e della qualità del progetto urbanistico che il DICAM sta portando avanti, anche come contributo alla ricerca di interesse nazionale PRIN “ReCycle Italy”.

Oggetto del bando di concorso era la progettazione di un possibile collegamento tra il Parco di Gocciadoro e Povo attraverso il Rio Salè, per definire un parco fluviale/urbano come elemento di connessione tra due parti di città il cui legame fisico storicamente era, appunto, costituito questo piccolo corso d'acqua.

L’iniziativa ha visto in primo piano gli studenti dei corsi progettuali di architettura, urbanistica e architettura del paesaggio, impegnati a ragionare più in generale su possibili scenari futuri degli spazi aperti e naturali della città, promuovendo una nuova sensibilità ecologica, e sposando l’esigenza di una dimensione paesaggistica nelle scelte future della città. Attraverso le idee proposte – che hanno rivelato una maturità progettuale alta, pur trattandosi di allievi – è stato fornito all’amministrazione un insieme di conoscenze e spunti interessanti che possono indicare nuove strategie e soluzioni a esigenze della città nel rapporto tra spazi pubblici e attrezzature urbane.

Sette sono stati i gruppi partecipanti e tre i premiati. Tutti i gruppi hanno messo in evidenza, attraverso i loro progetti, un contesto molto complesso e accidentato soprattutto dal punto di vista morfologico, arrivando a disegnare per il percorso tracciati molto articolati e con vari gradi di accessibilità atti a superare dislivelli e aggirare ostacoli; ma ciascun gruppo ha, allo stesso tempo, riconosciuto e messo in valore i numerosi elementi di rilievo che punteggiano questo paesaggio fluviale (il boschetto di bambù, l’area delle marmitte, il castello di Pietrapiana, il mulino e altri).

La commissione giudicatrice – composta da docenti del DICAM, dall'assessore con delega per le materie dei lavori pubblici, mobilità e patrimonio del Comune di Trento, dal vice presidente vicario della Cassa Rurale di Trento, dal presidente della commissione sentieri della SAT e dal responsabile dell'ufficio Servizio Gestione Strade e Parchi del Comune di Trento – per la valutazione dei lavori si è dotata di otto criteri, tra i quali la sostenibilità della soluzione proposta, la capacità di valorizzare il paesaggio naturale e urbano e il valore innovativo e la trasferibilità della proposta in altri contesti cittadini.

Alla fine dei lavori di valutazione i gruppi selezionati e risultati vincitori sono stati quello di Alberto Benetti e Riccardo Pellegrino (1° premio) con il progetto "Virgilio”; Marco Chistè, Lorenzo Coser, Chiara Nicolini e Jacopo Stimamiglio (2° premio) con il progetto "ri[salè]ndo riscoprire rivivere ripercorrere”; Francesco Campagnari, Alfred Caushi e Filippo Forlati (3° premio) con il progetto “Habitat urbano”.

Il progetto “Virgilio” è stato ritenuto particolarmente meritevole in quanto, come si legge nelle motivazioni della giuria, «lavora sull’attrattività del parco e sulla fattibilità reale del sistema dei percorsi di fruizione», proponendo «una serie di mete inusuali tese ad aumentare l’attrattività dei diversi paesaggi che rappresentano con grande suggestione la natura di questo parco e dei percorsi proponibili nel paesaggio complessivo della città».

Il concorso ha rappresentato solo l'inizio di un percorso di partecipazione e condivisione più dirette che, a partire da settembre, vedrà coinvolte anche le comunità locali nella realizzazione – ci si augura – di questo parco fluviale.