Sara Quercetti il giorno della laurea

Vita universitaria

Riciclare l’anidride carbonica

Una ricerca al femminile. Sara Quercetti vince il premio Lions Club Trento del Concilio per laureate in Fisica UniTrento

7 luglio 2020
Versione stampabile
di Sonia Caset
Lavora presso la Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne dell’Università di Trento.

Una laurea magistrale in Fisica all’Università di Trento conseguita tra il 2019 e il 2020 e un progetto di
carriera futura nel campo della ricerca scientifica. Questi i requisiti delle candidate alla borsa di studio di 1.600
euro lordi messa a disposizione dal Lions Club Trento del Concilio
La vincitrice Sara Quercetti ha 27 anni, è originaria della provincia di Ancona e vive da qualche anno a
Mezzolombardo.

Sara, su quale argomento hai sviluppato la tesi?

Ho svolto la mia tesi presso il Laboratorio di Fisica Atomica e Molecolare del Dipartimento di Fisica a Povo, sotto la supervisione del professor
Paolo Tosi. Nel mio lavoro ho studiato la dissociazione dell’anidride carbonica tramite scariche elettriche al
nanosecondo. Ciò che maggiormente mi ha affascinato e motivato è lo scopo ultimo di questo lavoro,
ovvero lo sviluppo di una tecnologia in grado di riciclare efficientemente la CO2 e convertirla in combustibili
liquidi sfruttando energia elettrica rinnovabile. Quest’ultima verrebbe quindi immagazzinata sotto forma di
combustibili solari, con caratteristiche simili a quelli fossili e quindi compatibili con le attuali infrastrutture.
In questo modo si risolverebbe il problema dell’immagazzinamento di energia rinnovabile e, allo stesso
tempo, si chiuderebbe il ciclo antropogenico del carbonio.
Mi sono laureata in telepresenza il 17 marzo, all’ottavo giorno di lockdown.

Laurea a distanza. Ci racconti come è andata?

L’ho vissuta come un momento surreale, nell’atmosfera assurda di quei primi giorni in una situazione che
mai nessuno avrebbe immaginato. Già da tempo stavo organizzando una festa di laurea, con amici e parenti
che sarebbero venuti anche da lontano. Poi dal 23 febbraio, quando arrivarono le prime ordinanze di
chiusura di scuole e università, ho realizzato che le cose da lì in avanti sarebbero potute non andare come
previsto. Il primo timore è stato quello che la sessione di laurea saltasse, e insieme a lei tutti i miei
programmi immediatamente successivi. Nel caos e nell’incertezza di quei giorni, a poco a poco è stato
evidente che ogni piano per i mesi seguenti sarebbe comunque saltato.
In tutto questo, però, la possibilità di discutere la tesi in telepresenza è stata un enorme conforto,
nonostante la modalità insolita e l’impossibilità poterla vivere e festeggiare con amici e famiglia. Difficile
immaginare come avrei potuto vivere il lockdown se non fosse stato possibile togliermi questo peso prima
di mettere tutto in stand-by per mesi.

Il premio che hai vinto ha l’obiettivo di supportare la partecipazione femminile ai programmi di ricerca
scientifica post-laurea. Quali sono i tuoi progetti?

Sto facendo alcuni concorsi di dottorato, in primis quello in Fisica all’Università di Trento, con l’obiettivo di
poter continuare a lavorare nello stesso laboratorio in cui ho svolto la tesi.
Fra i miei programmi post-laurea rientrava un tirocinio all’estero di tre mesi presso la Eindhoven University
of Technology nei Paesi Bassi, presso un altro laboratorio che lavora sulla conversione della CO2 con
scariche elettriche. Questo tirocinio sarebbe dovuto iniziare in primavera e proprio in questi giorni sto
cercando di capire se e come potrà essere rinviato ai prossimi mesi.
La mia speranza al momento è quella di poter partire per il tirocinio all’estero ad agosto, per terminare a
fine ottobre giusto in tempo per l’inizio dell’anno accademico del dottorato a novembre. Questo tipo di
ricerca è strettamente vincolata all’attività sperimentale in presenza in laboratorio, quindi in questo
periodo, soprattutto per quel che riguarda andare all’estero, capire come muoversi è tutt’altro che
scontato.

Come donna, pensi che farsi strada nel mondo del lavoro sarà più difficile?

Spero di no, ma temo di sì. Non è raro sentir parlare di scorrettezze e disuguaglianze che ritengo
inaccettabili. Inoltre, troppo spesso, anche nei casi di correttezza dei datori di lavoro, insorgono problemi
quasi insormontabili per quel che riguarda la conciliazione con la maternità, soprattutto per le famiglie che
non possono contare sull’aiuto dei nonni.