Nicola Riz (archivio Università di Trento)

Internazionale

DUE VOLTE DOPPIA LAUREA: QUANDO LA PASSIONE TI PORTA IN GERMANIA

Nicola Riz dopo la Doppia Laurea a Dresda è ora in partenza per Jena

13 dicembre 2016
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di Paola Fusi
Responsabile della Divisione Comunicazione ed Eventi dell’Università di Trento.

Nicola Riz, studente del secondo anno di laurea magistrale in Economics del Dipartimento di Economia e Management dell’Ateneo, è nato a Trento. Cinque anni fa si è iscritto alla laurea triennale in Economia e Management, scegliendo così di stare vicino a casa. Nicola non ha voluto in questi anni “perdere” la pratica e la conoscenza della lingua tedesca maturata durante il liceo, una conoscenza marcata da una naturale passione per il mondo tedesco. Ha quindi deciso di partecipare ad un percorso di “Doppia Laurea”, titolo che ha conseguito presso l’Università di Dresda in Germania. Questo però non gli è bastato e ora - sul percorso di laurea magistrale - riparte per la Germania alla volta di Jena, per un altro progetto di Doppia Laurea.
Abbiamo incontrato Nicola per cogliere dalle sue parole il valore di questa duplice esperienza sul progetto Doppia Laurea.

Nicola, cos’è per te il progetto Doppia Laurea e come lo racconteresti a chi non lo conosce?
Il progetto Doppia Laurea è come un “Erasmus con il turbo”. È un percorso che prevede un periodo di studio presso un’università estera di un anno, durante il quale si frequentano le lezioni con studenti tedeschi (nel mio caso), in lingua tedesca e/o inglese e si danno gli esami proprio come se si fosse studenti di quell’università. Fin qui nessuna differenza con un progetto Erasmus tradizionale. Il “turbo” comporta sia oneri che privilegi. La Doppia Laurea, come il nome lascia ad intendere, prevede infatti oltre agli esami anche l’onere per lo studente di scrivere la propria tesi (o almeno un riassunto di essa, nel caso si scelga di scrivere la tesi a Trento) presso l’università partner. Il riconoscimento per questo sforzo addizionale è rappresentato dal conseguimento del titolo di laurea sia a Trento, sia di quello del paese dell’università ospitante. Nel mio caso ad esempio, ho trascorso il terzo anno a Dresda, ho scritto la mia tesi in tedesco ed un riassunto in Italiano che ho poi discusso a Trento. Ora sono un laureato in economia sia in Italia che in Germania e a breve ripartirò per una seconda Doppia Laurea presso l’università tedesca di Jena. Se tutto va bene dovrei arrivare ad ottenere quattro lauree in cinque anni: non suona male nel curriculum, no?

Cosa ti ha spinto, dopo la prima doppia laurea, a cercarne un’altra sul corso magistrale?
Devo ammettere che ho una vera passione per il mondo tedesco. Ma se ho scelto di ripetere questa esperienza perché l’anno a Dresda mi ha lasciato ricordi, soddisfazioni, amicizie che porterò con me per molti anni e che un giorno magari potranno anche tornare utili in ambito lavorativo. Trascorrere un anno intero all’estero permette di integrarsi molto di più rispetto ad un periodo più breve. Oltre a studiare ho giocato a pallavolo in una squadra di studenti e ho lavorato come cameriere in una gelateria. Ciò mi ha dato l’opportunità di conoscere molte persone, di parlare molto e anche di trovare un po’ una “seconda famiglia”: quella degli stranieri che come me erano studenti all’università. Per me in particolare è stata un’esperienza del tutto nuova perché prima di allora avevo vissuto sempre a casa con i miei genitori. Si è rivelata un ottimo modo per mettersi in gioco e imparare a sapersi arrangiare e a vivere da solo. 

Cosa consiglieresti ad uno studente che vorrebbe fare la Doppia Laurea ma non sa se affrontarla durante la triennale o aspettare la magistrale?
Anche se non ho ancora iniziato l’esperienza sulla magistrale perché sono in partenza e quindi una comparazione stretta al momento è per me difficile, consiglio vivamente una prima esperienza di Doppia Laurea durante la triennale per “farsi le ossa” in vista della magistrale. Scrivere una tesi in una lingua che non è la tua non è proprio semplice, ma una tesi di triennale non è impegnativa come quella della magistrale. In ogni caso credo che almeno un’esperienza all’estero di qualsiasi tipo sia imprescindibile per qualsiasi studente universitario al giorno d’oggi, da qualunque punto di vista la si veda.

Quali sono le principali differenze nel metodo di studio e nella struttura delle lezioni che hai riscontrato?
La grande differenza è secondo me l’approccio alla tesi. In Germania i professori sono molto più pignoli per quel che riguarda l’aspetto formale della scrittura scientifica, cosa che non ho notato in Italia nei due anni precedenti. Inoltre nel complesso allo studente è lasciata maggiore autonomia durante la stesura del lavoro, con un concordato preliminare sulla struttura della tesi e contenuti, prima della consegna che avviene senza revisioni o ulteriori consigli da parte del professore relatore. Da quel che ho sentito, in Italia si è molto più seguiti. Non è meglio o peggio a mio avviso, è solo diverso. Credo che mi tornerà utile in vista della tesi di magistrale aver imparato a fare da me.

È stato difficile accedere al programma? Come hai vissuto la fase della partenza?
La Doppia Laurea è in generale un progetto meno noto rispetto all’Erasmus. Le domande di partecipazione sono meno numerose, ma anche i posti offerti non sono molti. La selezione tiene conto del curriculum, della conoscenza delle lingue e della lettera motivazionale e prevede oltre a ciò un colloquio individuale con una commissione che valuta l’effettiva motivazione dei candidati. Pertanto i requisiti linguistici sono piuttosto stringenti. Devo dire che una volta ammesso al programma le cose sono andate meglio di quanto mi aspettassi. In primis ho rivalutato il sito dell’Università di Trento, che avevo in passato criticato, e mi sono scontrato con la “famigerata” burocrazia tedesca, ma alla fine ne sono uscito abbastanza bene. La referente che avevo in Italia è stata molto competente e precisa, per cui la partenza è avvenuta senza intoppi. Anche per quanto riguarda il rientro e la conversione dei voti non c’è stato alcun problema. Certo, le prime settimane in Germania hanno richiesto un tour di sportelli un po’ impegnativo, ma credo che faccia parte di quell’imparare a fare di cui parlavo prima e se ce l’ho fatta io può riuscirci chiunque credo.

Tirando le somme di questa esperienza, cosa ti rimane in più? 
Secondo me la Doppia Laurea è un’esperienza che vale la pena essere vissuta perché offre un’immersione profonda nel sistema universitario del paese ospitante (si è anche da un punto di vista formale studenti di entrambi gli atenei). Gli stessi tedeschi mi guardavano in modo diverso rispetto ad uno studente Erasmus qualsiasi. Ottenere un doppio titolo inoltre mi sembra un bel modo per “differenziarsi” rispetto agli studenti che hanno partecipato al progetto Erasmus, che sono sempre di più. Poter dire di avere una Doppia Laurea suona ancora “fuori dal coro”. Credo infine che un’esperienza di questo tipo non possa che arricchire se vissuta con serenità e spirito di adattamento. Non è tutto facile, c’è da lavorare parecchio e la fatica è tanta al momento della stesura della tesi, ma dopo il primo mesetto di adattamento iniziano a vedersi i primi progressi con la lingua, si entra nella nuova routine e con la dovuta motivazione si prosegue senza grossi intoppi proprio come è stato il primo mese di università dopo le superiori.