Venerdì, 18 ottobre 2019

L’intelligenza artificiale viaggia sulla luce

Al Dipartimento di Fisica di UniTrento si sviluppano circuiti ottici green per l’apprendimento automatico. L’attività rientra nel progetto Pelm; tra gli obiettivi: sviluppare un monitor del cancro

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Realizzare un monitor in grado di seguire in modo non invasivo come cambia la forma dei tessuti cancerogeni e, quindi, di dare informazioni sull’evoluzione della malattia e sull’efficacia della terapia.

È una delle applicazioni che saranno sviluppate nell’ambito di Pelm, progetto di ricerca coordinato dall'Università di Trento e finanziato con quasi un milione di euro in tre anni dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca tra quelli di rilevante interesse nazionale (Prin).

Il progetto, coordinato da Lorenzo Pavesi, professore del Laboratorio Nanoscienze del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo trentino, utilizza la luce per costruire piattaforme tutte ottiche innovative per l’intelligenza artificiale.

Finora, infatti, dietro ai processi di apprendimento automatico (più noto con il termine Machine Learning), che portano delle machine a riconoscere immagini, a interpretare il parlato umano e a svolgere altre funzioni proprie dell’uomo, c’erano dei circuiti microelettronici contenuti nei microprocessori presenti nei dispositivi. Per le applicazioni di intelligenza artificiale questi circuiti non sono efficienti e consumano molta energia e ciò ne limita l’uso.

Con Pelm s’intende modificare il concetto stesso di circuito per rispondere alle esigenze di risparmio energetico, di velocità nelle operazioni e di non invasività.

Nel comunicato stampa i commenti del professor Lorenzo Pavesi, coordinatore del progetto Pelm.

Il progetto
Pelm sta per “Photonic Extreme Learning Machine: from neuromorphic computing to universal optical interpolant, strain gauge sensor and cancer morphodynamic monitor" (Macchine fotoniche estreme per l’apprendimento automatico: dal calcolo neuromorfico all'interpolante ottico universale, al sensore estensimetrico e al monitor morfodinamico del cancro).
Il progetto è stato lanciato con una riunione che si è tenuta giovedì 10 e venerdì 11 ottobre al Polo Ferrari di Povo e alla quale hanno partecipato ricercatori e ricercatrici dell'Università di Trento (Dipartimento di Fisica, Laboratorio Nanoscienze), che svolge anche il ruolo di coordinatore nazionale, dell’Università la Sapienza di Roma, della Scuola Normale Superiore di Pisa, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e del Cnr-Ino di Napoli.
L’incontro di avvio è stata l’occasione per i team scientifici di discutere del progetto, dei suoi obiettivi e della metodologia di lavoro per ottenere i risultati finali.