Gruppo di studenti della Harvard Summer School ed. 2014
Foto: Natasha Bertelsen

Formazione

HARVARD SCEGLIE TRENTO PER LA SUMMER SCHOOL

Anche quest’anno il CIMeC ospita il programma di studio in neuroscienze promosso dal prestigioso ateneo statunitense

3 luglio 2014
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di Nicla Panciera
Giornalista, collabora con il CIMeC dell'Università di Trento.

È per il quinto anno consecutivo una delle cinque sedi estere scelte dal più prestigioso ateneo statunitense per una scuola estiva in scienze. Al Centro Mente/Cervello dell’Università di Trento (CIMeC) si sta, infatti, svolgendo la Harvard Summer School in Neuroscienze, un programma di studi intensivo di otto settimane per studentesse e studenti altamente qualificati. 

Un’offerta formativa di alto livello, per studenti stranieri oppure iscritti al 3° anno di una laurea triennale o al primo anno della magistrale presso un’università italiana, in un fantastico clima multiculturale di coesione, amicizia e scambio.

Un’esperienza formativa memorabile. Quest’anno, i frequentanti sono 32, dei quali 27 immatricolati in atenei statunitensi (25 ad Havard, uno a Yale, uno alla Rhode Island School of Design) e 5 provenienti da atenei italiani (Pavia, Trento, Torino e Università degli Studi eCampus). Tutti alloggeranno presso lo studentato San Bartolameo a Trento: una vicinanza costante per favorire l’integrazione e la creazione di legami di amicizia duraturi, che potranno diventare anche importanti motivi di crescita professionale, con altri giovani interessati alle neuroscienze e provenienti da realtà molto diverse da quella trentina e italiana. Uno degli aspetti di maggior valore della proposta trentina è, infatti, la commistione di lezioni frontali dedicate ai recenti avanzamenti delle neuroscienze cognitive e di attività di laboratorio con un fittissimo programma culturale e ricreativo nei fine settimana. 

Una conferma per le neuroscienze trentine. I programmi estivi di scienze che Harvard organizza all’estero sono tutti situati in paesi molto dinamici con forte crescita nella ricerca scientifica: Oxford in Inghilterra, il Brain Science Institute e il Center for Integrative Medical Sciences del Riken Institute in Giappone e nella Repubblica Domenicana. «È questa un’ulteriore conferma delle caratteristiche di vivacità e crescita dell’Università di Trento, molto apprezzate anche da Harvard, oltre ad essere un riconoscimento della reputazione che il CIMeC ha ormai raggiunto a livello internazionale in termini di ricerca scientifica» ha detto il Direttore della Scuola, il professor Alfonso Caramazza. Inoltre, ci sono i giudizi di chi ha frequentato le passate edizioni, che indicano il programma di neuroscienze all’Università di Trento come una delle migliori scuole estive di Harvard. «La Scuola è apprezzatissima dai nostri studenti con valutazioni ai livelli più alti. Inoltre, ci sono tutti i presupposti per gettare le basi per future collaborazioni scientifiche». 

Il programma. I docenti della scuola provengono dagli atenei di Bangor, Harvard e Trento. Come nelle passate edizioni, il programma si articola in tre corsi in lingua inglese a frequenza obbligatoria, di cui uno propedeutico e due a scelta, il cui tema varia di anno in anno. Il primo, dal titolo Windows into the Structure of the Mind/Brain, sarà dedicato ai concetti base delle neuroscienze e scienze cognitive e ai vari livelli e metodi di indagine scientifica resi possibili dai più recenti avanzamenti delle neuroscienze. Il corso sarà tenuto dal direttore della Scuola Alfonso Caramazza e da John Assad, professore di neurobiologia della Harvard Medical School e Direttore del Centro per le Neuroscienze e il Sistema Cognitivo dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Particolarmente interessanti quest’anno i temi dei due corsi facoltativi, dedicati alla mente sociale (The Social Brain tenuto da Marius V. Peelen, ricercatore del CIMeC, e Paul Downing, professore dell’Università di Bangor nel Regno Unito) e al rapporto tra arte e cervello (Art, Mind, and the Brain tenuto da David Melcher, del CIMeC e professore di psicologia dell’Università di Trento e Francesca Bacci, storica dell’arte e assegnista del Centro Mente/Cervello).