La scuola di Mangula in Tanzania, foto di Stefano Morosinato.

Internazionale

IN TANZANIA PER UN PROGETTO DI SVILUPPO ECOSOSTENIBILE

Stefano Morosinato racconta la sua esperienza nell’ambito dell’Honours Programme Talete

11 dicembre 2018
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di Stefano Morosinato
studente del corso di laurea magistrale Sociology and Social research del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento

Grazie all’Honours Programme Talete ho trascorso un periodo di ricerca tesi di tre mesi in Tanzania, ospitato da Mazingira, un’associazione di volontariato, nata nel 2010, che si occupa di educazione ambientale e promozione di tecniche di conservazione dell’ambiente nei villaggi vicini al Parco nazionale dei Monti Udzungwa, 350 km ad ovest della capitale Dar es Salaam.

Il contesto di ricerca si colloca nella zona adiacente al Parco, il cui ingresso è stato vietato definitivamente alla popolazione locale nel 2011 a causa del crescente sfruttamento, che stava impattando negativamente sull’ambiente protetto della foresta. Il divieto di accesso ha privato i villaggi limitrofi di un fondamentale mezzo di sostentamento, la legna degli alberi, che rappresenta tuttora il combustibile più diffuso per cucinare in Tanzania. La popolazione locale si è trovata in una situazione complessa, che ha messo in evidenza tutta la fragilità del rapporto Uomo-Natura. Mazingira agisce in questo delicato contesto di cooperazione internazionale perseguendo uno sviluppo ecologicamente sostenibile e promuovendo tecnologie energetiche efficienti.

Nella mia ricerca mi sono concentrato su due attività promosse dall’associazione: i programmi di educazione ambientale, attivi in 14 scuole locali, e la diffusione di nuove tecnologie semplici ed ecologicamente sostenibili. Di conseguenza anche il lavoro sul campo si è diviso in due ambiti: il monitoraggio dell’attività scolastica e le interviste alla popolazione locale tanzaniana in sei differenti villaggi. Ho accompagnato i tre insegnanti di educazione ambientale di Mazingira durante le due ore di lezione settimanali previste, alternando la proposta di attività che coinvolgevano direttamente gli studenti, come il disegno, all’osservazione delle lezioni frontali. Ho visitato 10 scuole per un totale di 20 classi, impiegando in alcune occasioni anche diverse ore per raggiungere in bici le scuole situate nelle zone più remote.

Questa attività di monitoraggio è direttamente collegata all’altro aspetto della mia ricerca, l’indagine sugli atteggiamenti della popolazione locale nei confronti delle tematiche ambientali e delle nuove tecnologie energetiche promosse da Mazingira, in particolare il “mud stove” utilizzato per cucinare con una quantità ridotta di legname e i “briquettes” di biomassa non legnosa.

Per l’indagine ho utilizzato come strumento l’intervista semi-strutturata, avvalendomi dell’aiuto imprescindibile di una traduttrice, poiché la quasi totalità della popolazione locale parla esclusivamente la lingua Kiswahili. Le interviste, svolte lungo un periodo di 12 settimane, sono state registrate e successivamente trascritte, in modo tale da poter essere analizzate approfonditamente. Ho operato sulla base di un campionamento ragionato, essendo impossibile ottenere un campione probabilistico attendibile dal punto di vista metodologico. La traccia d’intervista, evoluta e resa più complessa con il passare delle settimane, tocca molteplici tematiche, quali quelle culturali, ambientali, economiche e demografiche, oltre a indagare il rapporto con il Parco nazionale.

Sono emerse significative differenze nell’atteggiamento degli individui nei confronti delle tematiche ambientali quali il cambiamento climatico, la conservazione dell’ambiente e l’uso di pratiche energetiche sostenibili. I fattori che maggiormente influenzano l’atteggiamento dell’individuo sembrano essere legati all’età, al livello di educazione, alla dimensione del villaggio, alla condizione economica e alla tribù d’appartenenza.

Il lavoro di analisi è solo all’inizio, ma le sensazioni sono molto positive. Mi reputo molto fortunato per aver potuto vivere un’avventura così ricca e significativa all’interno del mio percorso accademico. Tale esperienza è stata possibile grazie ai programmi di mobilità internazionale proposti  dall’Università di Trento, all’ospitalità dell’associazione Mazingira e al sostegno del Centro di Cooperazione Internazionale di Trento, a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti.

Il Programma Talete – Talenti e Territori è un percorso formativo parallelo e complementare alla formazione curricolare che si propone di fornire agli studenti ammessi, attraverso lezioni, tirocini e alcuni mesi di esperienza in un contesto internazionale, competenze interculturali e trasversali spendibili in ambito professionale. Sviluppato dall’Università di Trento e dal Centro per la Cooperazione internazionale, è rivolto agli studenti  iscritti ad alcuni corsi di laurea del Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica e del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale.