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​MONITORAGGIO SISMICO E SICUREZZA: COMINCIAMO DAGLI EDIFICI SCOLASTICI

La scuola elementare di Stenico è la prima a utilizzare un innovativo sistema di controllo real-time messo a punto dalla start-up di Ateneo IKUBED

15 ottobre 2014
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di Daniela Costantini
Lavora presso la Divisione Comunicazione ed Eventi dell’Università di Trento.

IKUBED, una start-up dell’Università di Trento, ha ideato un innovativo sistema di monitoraggio sismico, in grado di comunicare in tempo reale al proprietario informazioni sulla affidabilità strutturale dell’edificio, dotato di appositi sensori, e di segnalare tempestivamente attraverso dispositivi mobile la presenza di danni o situazioni di pericolo. Il sistema è già stato installato nella scuola elementare di Stenico.
Sull’argomento abbiamo sentito Daniele Zonta, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Ateneo, e Emiliano Debiasi, amministratore delegato di IKUBED, che ci spiegano i vantaggi di questa innovazione.

Professor Zonta, come funziona questo sistema di monitoraggio sismico?

Consiste in una rete di sensori disposti strategicamente sull’edificio da monitorare e da un sistema centrale, connesso permanentemente in rete, che elabora le informazioni e le rende disponibili ai proprietari. L’unità centrale gestisce i dati di tutti gli edifici monitorati e fonde in maniera intelligente i dati dei sensori con informazioni sull’intensità sismica e sulla vulnerabilità dell’edificio. L’innovazione sta nel fatto che le informazioni raccolte su un singolo edificio sono usate per migliorare la conoscenza del danno e del rischio anche su altre strutture. Si tratta quindi di un sistema che può essere utilizzato per la gestione delle emergenze sismiche sia di singoli edifici che di un gruppo di strutture distribuite sul territorio.

Quali sono i costi? È accessibile anche ai privati?

In questa fase del progetto stiamo realizzando le prime installazioni pilota su edifici scolastici che sono rilevanti per la sicurezza degli occupanti. Per questi edifici, il costo dell’hardware e dell’installazione è finanziato da IKUBED e Trentino Sviluppo, mentre il costo di gestione varia a seconda della complessità dell’edificio, ma normalmente è di alcune migliaia di euro all’anno. Anche i privati possono partecipare a questa fase di sperimentazione: gli interessati possono trovare tutte le informazioni sul sito di IKUBED (www.i-kubed.com).

Ingegner Debiasi, una volta installato il sistema, quanto dura nel tempo?

Il sistema nella sua versione finale sarà fornito come servizio dietro pagamento di un piccolo contributo per l’installazione e un canone annuale che comprende la gestione, la manutenzione e l’aggiornamento continuo dell’hardware.

Gestione da mobile: cosa significa?

Significa che il proprietario dell’edificio può in ogni momento controllare lo stato della sua struttura con il proprio smartphone o tablet, attraverso un’applicazione specifica. Inoltre, in caso di eventi significativi o situazioni di pericolo, il proprietario viene direttamente avvisato via SMS o attraverso la stessa applicazione. Le stesse informazioni sono naturalmente accessibili anche via web.

Quali sono i vantaggi di questo sistema?

Prima di tutto un aumento della sicurezza. Dopo una scossa sismica, il sistema segnala al proprietario e agli occupanti possibili situazioni di pericolo e può essere associato a un allarme locale che, quando necessario, segnala agli occupanti la necessità di evacuare l’edificio.

Oltre alla sicurezza, c’è anche un beneficio economico: il monitoraggio permette di identificare la presenza di danni anche non direttamente visibili, rendendo gli interventi di riparazione tempestivi ed economici. Essere costantemente aggiornati sullo stato di una struttura consente di minimizzare i rischi e ridurre la necessità di ispezioni. Questo permette di investire in maniera ottimale le risorse pubbliche e private, intervenendo solo dove necessario e risparmiando dove possibile.

Una scuola oggi: quali altre applicazioni in un prossimo futuro?

La scuola di Stenico è solo la prima di una serie di installazioni pilota nella zona delle Giudicarie. Poi sarà il turno di altri edifici pubblici e dei privati.