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Storie

GESTIRE LE RISORSE UMANE IN IVECO

L’esperienza di Anna Postal, alumna dell’Università di Trento e HR specialist

25 settembre 2018
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di Lorenzo Covi
Lavora presso l’Ufficio Job Guidance dell’Università di Trento.
Anna Postal laureata triennale e magistrale in UniTrento. Dal 2015 lavora come Human Resource (HR) specialist presso Iveco Defence Vehicles.
 
Anna, ci racconti come si è svolto il tuo percorso accademico e lavorativo che ti ha portato all'attuale lavoro?
Conseguito il Diploma di Liceo Linguistico mi sono iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza. Dopo poco meno di un anno ho capito che desideravo approfondire lo studio dei fenomeni sociali piuttosto che il diritto in sé; ho cambiato quindi corso e mi sono iscritta al corso di laurea in Studi Internazionali presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale. Dopo la laurea triennale, ho deciso di proseguire gli studi, sempre a Sociologia, in Gestione delle Organizzazioni e del Territorio. Ho scelto questa specializzazione per approfondire gli strumenti per operare nelle organizzazioni in modo efficiente e facilitando i processi di gestione, integrazione territoriale e innovazione tecnologica. Ho terminato l’università nel 2015 e dopo un breve periodo di ricerca all'Ufficio politiche giovanili del Comune di Trento ho iniziato uno stage presso l’azienda Iveco Defence Vehicles, a Bolzano, dove lavoro tutt'oggi come HR specialist.

 
In cosa consiste il tuo lavoro? Ci sono aspetti che non ti aspettavi di affrontare mentre eri studentessa, ma che invece costituiscono una parte stimolante di ciò che fai quotidianamente? 
Attualmente sono HR specialist e per far capire meglio cosa concretamente faccio distinguerei le mie attività in tre grandi aree: in primo luogo mi occupo di tutto ciò che concerne le azioni a supporto dello sviluppo delle persone: dal processo di selezione alla formazione, fino alla gestione delle attività volte al miglioramento del benessere in azienda. La seconda area concerne invece l'organizzazione, ovvero tutte le attività amministrative inerenti il nostro contratto di lavoro specifico e gli adempimenti previsti dalla normativa provinciale e nazionale. L'ultima area, non di certo per importanza, riguarda la gestione delle relazioni sindacali. Mai avrei pensato che il mio primo lavoro fosse all'interno dell’ufficio personale di un'azienda brand del gruppo CNH Industrial, una realtà multinazionale presente in più di 180 paesi. Lavorare in una grande azienda è stato fin da subito una sfida. Ho sempre pensato di essere brava a gestire lo stress e a relazionarmi con gli altri ma è solo quando ho cominciato a lavorare che ho realizzato quanto i termini problem solving e team working fossero quasi una filosofia di vita più che delle competenze. Inoltre, nonostante la preparazione accademica, non si è mai pronti al mondo del lavoro. Io di certo non lo ero. Si possono fare dei corsi e dei master per approfondire le proprie conoscenze teoriche ma è solo con l’esperienza sul campo e con il continuo miglioramento delle cosiddette soft skills che si emerge. Questo potrà sembrare banale ma è ciò che rende anche stimolante il mio lavoro. Ogni giorno non è mai uguale al precedente e ogni giorno non finisco mai di imparare cose nuove.
 
Durante il tuo percorso accademico ci sono stati dei passaggi importanti che ti hanno aiutato a meglio definire il tuo progetto professionale? 
Ad essere sincera ho capito di voler lavorare nelle risorse umane un po' per caso: solo provando ho capito che era ciò che volevo fare realmente. Il passaggio accademico più importante per me è stato il periodo in cui ho elaborato la tesi finale. Ho svolto una tesi di ricerca in Bolivia dove sono stata per tre mesi. L’obiettivo era quello di studiare i processi decisionali e nello specifico la partecipazione dal basso all’interno di un’organizzazione territoriale di base. Il progetto di tesi mi ha impegnata per circa un anno. Ho sempre creduto nel mio lavoro, anche se ci sono stati dei momenti di scoramento, ma solo il giorno della discussione ho realizzato di aver convinto presidente, commissione e relatore portandomi a casa la lode. Ad oggi non credo che il voto di tesi e di laurea siano fattori che determinano il successo di una persona, o quantomeno non in tutti i contesti, ma l'episodio in sé mi ha rafforzata e ha accresciuto la consapevolezza nelle mie capacità. Il periodo all’estero, in una realtà estremamente diversa culturalmente e territorialmente, mi ha permesso non solo di applicare i concetti teorici appresi in aula ad un contesto reale, ma anche di uscire dalla mia comfort zone e sconfiggere l’insicurezza che derivava dal fatto di trovarmi in un contesto nuovo e diverso.
 
Quali consigli daresti a uno studente neo-immatricolato in relazione al suo futuro inserimento lavorativo? 
Quando sei studente ti ritrovi spesso a pensare solo all'immediato: all'esame da superare, al lavoro di gruppo da preparare o alla tormentata tesi da discutere. 
L'università in realtà consegna ai propri studenti “la cassetta degli attrezzi” per entrare nel mondo del lavoro. Sta poi al singolo studente riuscire ad utilizzare al meglio quegli strumenti per fare la differenza. Il mio consiglio è quello di vivere l'università come il luogo dove apprendere costantemente nuove nozioni e sviluppare un pensiero critico. Inoltre è importante fare esperienze all'estero e di stage per coltivare i propri interessi, conoscersi e capire quali sono i propri punti di forza e le aree di miglioramento.